Morto John Bachar, mito del free solo
Ironia della sorte. Dopo scalate mozzafiato sulle pareti più vertiginose d'America, Bachar è morto sulla falesia "dietro casa", in California. L'incidente è accaduto domenica 5 luglio.
Come al solito, Bachar saliva senza corda, completamente solo. Quando è caduto, nessuno era nei paraggi. Alcuni climber che stavano scalando lì vicino hanno però udito la caduta e si sono messi a cercare, seguiti poco dopo dagli uomini del soccorso. Quando sono arrivati ai piedi della Dike Wall, hanno trovato Bachar, il mito, riverso a terra e senza conoscenza. Frenetica, ma inutile, la corsa in ospedale dove il climber è stato dichiarato morto pochi minuti dopo l'arrivo.
Dotato di equilibrio e audacia oltre ogni misura, Bachar era una leggenda vivente dell'alpinismo. Negli anni Ottanta, ha ridefinito i "limiti del possibile", scalando per primo il grado 5.12 (7a+), nella Yosemite valley. Nella sua carriera ha salito, in libera e in solitaria, vie fino al 7b+, come The Gift nelle Red Rocks. E altre pareti leggendarie a Joshua Tree o nello Yosemite, come New Dimensions, The Nabisco Wall, e The Moratorium: tutte da solo e senza usare nessuna corda. Insieme a Peter Croft nel 1986 ha scalato di seguito The Nose a El Capitan la la Northwest Face dell' Half Dome in 14 ore.
Era un tipo strano, controverso, non scendeva a compromessi. Sapeva di essere il migliore: nel 1981 aveva addirittura offerto una ricompensa di 10mila dollari a chi fosse riuscito a seguirlo nelle sue scalate per un'intera giornata. Nessuno, però, ha mai osato raccogliere la sfida. Alcuni anni dopo, quando era all'apice del successo, è uscito di scena e ha continuato a scalare in privato.
Bachar era un'icona dell'etica alpinistica. Ha sempre condannato l'uso esagerato di chiodi o spit e soprattutto chi chiodava le vie scendendo in doppia. Celebre anche il suo rigore nell'allenamento e nell'alimentazione, inventò l'omonima "scala Bachar": appesa al soffitto, inclinata di circa 20 gradi, si percorre attaccandosi ai pioli con le mani. E' usata dai climber per allenare i muscoli delle braccia e della parte superiore del corpo.
Su di lui esistono diversi film e documentari. Ve ne regaliamo un estratto.
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