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Alla scoperta di nuovi sentieri con il Club Alpino Italiano

Il desiderio collettivo di tornare in montagna ci espone ad un rischio da evitare, quello degli assembramenti. Il consiglio del Club Alpino Italiano a tal proposito è di approfittare di questo particolare periodo di ritorno graduale alla normalità per scoprire nuovi sentieri. Tornare quindi alla montagna scegliendo itinerari meno noti, immergendosi nelle bellezze delle valli laterali e dei versanti meno frequentati. Una scelta che potrà aiutarci a rispettare con facilità e soddisfazione le norme anti-contagio da Covid19.

Un invito che il CAI rivolge a tutti gli appassionati di montagna e a coloro che sceglieranno le terre alte per trascorrere le vacanze estive. Per aiutare a identificare nuovi itinerari da esplorare nelle prossime settimane estive è nata l’iniziativa “Scopriamo nuovi sentieri”.

I nuovi sentieri consigliati dal CAI

Il sentieri che il Club Alpino italiano pubblicherà toccheranno tutte le Regioni italiane. I percorsi più significativi saranno raccontati attraverso dei video a cura degli esperti CAI del territorio. Le altre escursioni saranno invece descritte attraverso immagini e brevi testi. Di tutte le escursioni si potrà scaricare la scheda con l’itinerario, che oltre alla descrizione del percorso contiene le informazioni necessarie quali, per esempio, lo sviluppo chilometrico, i tempi di percorrenza, i dislivelli, i punti di accesso e il riferimento cartografico.

Itinerari per tutti

I “nuovi sentieri” sono stati selezionati dal CAI perché risultino alla portata di tutti. Nessun percorso presenta pertanto particolari difficoltà. Di norma sono percorsi ad anello, ovvero pensati con arrivo e partenza nello stesso punto. La durata media, tranne qualche eccezione, è compresa tra 2 e 4 ore.

Nella lunga lista di itinerari compaiono anche proposte specifiche per le famiglie con bambini piccoli. Così come percorsi adatti agli appassionati di cicloescursionismo, anch’essi alla portata di tutti i pedalatori.

Scopriamo insieme i nuovi sentieri della settimana. Le schede complete sono scaricabili dalla pagina Facebook del Club Alpino Italiano.

Veneto – Giro del Gruppo San Sebastiano -Tàmer da Passo Duran

Dislivello: 711 m. Sviluppo: 20 km. Difficoltà: E. Tempo di percorrenza: 6.30 ore.

Descrizione: l’itinerario permette di compiere un anello attorno al gruppo dolomitico del San Sebastiano -Tàmer, scoprendo una zona dolomitica particolarmente solitaria e selvaggia ai margini di altri gruppi ben più noti e frequentati.

Si parte dal Passo Duràn, che separa l’Agordino dallo Zoldano, in provincia di Belluno. Si scende per poco lungo la strada asfaltata e la si abbandona raggiunto un ampio curvone a quota 1510 m in corrispondenza di un piccolo parcheggio. Da qui il sentiero 543 si inoltra nel bosco in saliscendi verso sud-ovest fino a Forcella Dagarei (1620 m); fin qui 40 minuti. Si prosegue su bosco lungo tutto il bordo meridionale del gruppo risalendo infine a Forcella Moschesìn (1940 m). Si scende ora decisi in Val Pramper, ai margini meridionali del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, con una vista sempre più ampia verso gli Spiz de Mezzodì. Si raggiunge la magnifica piana della Malga Pramper (1540 m). Fin qui, 3.10 ore. Si segue su sterrato la Val Pramper a nord e la si abbandona dirigendosi verso ovest con sentiero 536, attraversando pure un passaggio roccioso, fino a Baita Angelini (1688 m). Da qui il sentiero aggira il gruppo a nord, poi entra nel bosco e con saliscendi arriva nuovamente al Passo Turan. 6.30 ore dalla partenza.

Lombardia – Monte Guglielmo

Dislivello: 650 m. Sviluppo: traccia GPS 13 km a/r. Difficoltà: E/EE (le creste). Tempo di percorrenza: 5.30 h a/r (anello).

Descrizione: escursione che permette di compiere un anello intorno alle vette del Monte Guglielmo, la montagna “sacra” dei Bresciani (Gölem). Il panorama è magnifico lungo tutto il percorso.

Si percorre il sentiero 201 fino all’incrocio con il Dosso Pedalta per poi percorrere le Creste e quindi scendere al rifugio Capanna Almici e da lì rientrare al rifugio Medelet e quindi a Passabocche. Dalla vetta si domina la conca del lago d’Iseo con scorci sull’Adamello, il Carè Alto, le Orobie con la Presolana fino alle Dolomiti ed al Monte Rosa. Escursione da farsi da maggio ad ottobre che non presenta difficoltà (porre attenzione sulle creste). Consigliata la macchina fotografica.

Calabria – Giro delle Cascate Lupo e Faggi, Parco Nazionale della Sila

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Dislivello: 340 m. Sviluppo: 12 km. Difficoltà: E. Tempo di percorrenza: 4 ore.

Descrizione: escursione di grande interesse ambientale, botanico e faunistico. Lungo il percorso è possibile avvistare il gufo reale, lo scoiattolo nero, la volpe, il cinghiale, il cervo, il daino, il capriolo. Conviene rifornirsi di acqua alla partenza, presso la fontana monumentale Callistro.

Dalla caserma forestale di Casa Giulia, a Buturo, storico villaggio con presenza di antiche ville signorili costruite con pietrame a faccia vista, si segue, per un tratto, il Sentiero Italia 16 fino all’ex ostello della gioventù, per poi imboccare il sentiero Cai 323. Si attraversa un bosco misto di cerro, castagno, faggio, pioppo e pini i cui tronchi presentano evidenti tagli che i pastori facevano per ottenere la teda (operazione della slupatura). Tra lo scorrere di ruscelli e torrenti, è possibile ammirare la ricca vegetazione del sottobosco con arbusti di rosa canina e piante di melo, pero e pruno selvatici. Il percorso scende, con innumerevoli tornantini, sul ripido fianco di Trachicella, testata del bacino imbrifero della fiumara di Finoieri, fino a raggiungere il bivio di diramazione per le due cascate, da cui ci si inserisce sul sentiero Cai 323a. Poco prima di giungere alle cascate, il sentiero si divide: una diramazione conduce alla Cascata del Lupo, che prende il nome dalla frequenza con cui è possibile avvistare il lupo da una rupe che si affaccia sulla cascata; l’altra diramazione conduce alla cascata dei faggi, a forma di ventaglio e con una caratteristica pozza. Intorno alla cascata sono presenti querce secolari, faggi e una vegetazione ripariale lussureggiante. Si rientra lungo il sentiero 323a dell’andata, fino all’incrocio con il sentiero 323 da dove, attraversando un bosco di giganteschi faggi e pini, si giunge alla località Pantanelli e infine si rientra alla caserma forestale di Casa Giulia.

Lazio – Anello della cascata dell’Ortanza, Monti della Laga

Dislivello: 320 m. Sviluppo: 7 km. Difficoltà: E. Tempo di percorrenza: 4 ore.

Descrizione: interessante percorso escursionistico ad anello, non difficile ma che, nelle attuale circostanze, richiede un po’ di adattamento da parte dei frequentatori: la pandemia non ha infatti permesso alla sezione di Amatrice le verifiche sullo stato dei sentieri bassi; alcuni tratti potrebbero perciò non essere adeguatamente puliti.

Parcheggiata l’auto poco dopo Preta, frazione di Amatrice ora quasi completamente distrutta dal terremoto del 4 agosto 2016, ci si incammina in direzione sud, fino ad incrociare una carrareccia di servizio alle prese ENEL (1150 m). In poco più di 1 km (0.40 ore) si raggiunge un ripiano erboso e aperto (Radure del Soppo 1340 m) da cui la pista si dirama a sud verso la presa del Fosso Malopasso, e a nord verso quella del Fosso di Ortanza.  Seguendo il sentiero 300-SI verso Pozze Testa, sulla sinistra, in direzione est, parte un sentiero che con ampi tornanti nel bosco di pini, conduce nella Valle di Ortanza, alla base della cascata (1452 m, 0.50 ore). Ora, sulla destra, un sentierino evidente e segnato, porta con un dislivello di 60 m al balcone più vasto dell’intera cascata. Si torna indietro e, attraversato il fosso in direzione nord ovest, si continua lungo il sentiero che risale gradualmente la faggeta del Potonesco e poi traversa orizzontalmente fino alla sella di Colle Innamorato, dove sulla sinistra è visibile una Madonnina. Proseguendo sullo stesso sentiero, non sempre evidente, si raggiungono
i ripetitori che sovrastano Preta; di qui, lungo una carrareccia, si ritorna al parcheggio.

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Un commento

  1. Aprposito di monti Tamer-San Sebastiano.Piu’che scoperta si tratta di ennesima promozione o proposta…esiste gia’una monumentale guida.
    “Schiara-Tàmer-Spiz di Mezzodì
    Talvéna-San Sebastiano-Prampèr
    Escursionismo e vie normali di salita alle cime
    2004”
    Autori Sani &Bristot.Editore Luca Visentini
    Forse dopo 16 anni qualche crollo o franamento di e su sentiero sara’ avvenuto…di sicuro Vaia ha rimescolato le carte parecchio.

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