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Andrea Lanfri completa “From Summit to The Ocean”: dal Monte Rosa a Finisterre in 14 giorni

Andrea Lanfri è tornato da pochi giorni in Italia dopo aver completato la sua ultima grande impresa: “From Summit to The Ocean”. Un viaggio durato 14 giorni durante i quali, in compagnia della compagna Natascia, ha percorso 900 km in bici e 30 a piedi, con un dislivello complessivo pari al doppio dell’Everest. Una avventura preparatoria al progetto di salita sull’Everest in programma per il 2020, iniziata con il raggiungimento della Punta Gnifetti sul Monte Rosa (4.554 mt) e proseguita con una corsa in bici lungo il Cammino di Santiago, fino alla spiaggia di Finisterre. Lo sbalzo termico affrontato tra la Capanna Margherita e il Cammino, pari quasi a 40°C, ha messo a dura prova le protesi ma non ha scalfito la determinazione dell’atleta paralimpico lucchese, che pare davvero inarrestabile.

Prima parte del viaggio: Monte Rosa

Il quartetto composto da Andrea, Natascia e due amici, questi ultimi alla prima esperienza su un Quattromila, è partito alla volta della Punta Gnifetti del Monte Rosa con scarponi, corde, fornelletto da campo e tutto l’occorrente per scalare. Essendo dotato di maggiore esperienza a simili quote, Lanfri si è posto come capocordata. “Dopo aver preso le prime tre funivie che ci hanno portato a 3.000 metri di altezza, ci siamo fermati per acclimatarci – racconta – Un banco di nebbia e una nevicata piuttosto fitta hanno provato a intralciare il nostro cammino, cancellando tutte le tracce e rendendoci il cammino più faticoso per via della neve fresca. Ma appena è tornato a splendere il sole siamo riusciti a piantare la nostra bandiera sulla Punta Gnifetti, rispettando perfettamente la tabella di marcia”.

Seconda parte del viaggio: Cammino di Santiago

Salutati i due amici e compagni di cordata, Andrea e Natascia hanno raggiunto la porta di Saint Jean Pied de Port, punto ufficiale di inizio del Cammino di Santiago o Cammino Francese. “Non appena saliti sulle biciclette fornite dal partner ufficiale TMP Bike, abbiamo subito deciso di spedire a casa gran parte del materiale che ci eravamo portati con noi. Tra i Pirenei e il caldo che abbiamo trovato attraversando le mesetas, quando il termometro ha toccato in due giorni consecutivi prima i +40° e poi i +45°, era necessario essere il più leggeri possibili, in quanto non abbiamo percorso la strada asfaltata ma il sentiero originale del cammino, a tratti veramente molto difficile e complicato”. Liberatisi di circa 20 chili di attrezzatura, i due hanno proseguito il viaggio mantenendo una media giornaliera tra i 90 e i 100 chilometri, con una tappa record di 118 chilometri che ha consentito loro di arrivare a Santiago con un giorno di anticipo. “Abbiamo pedalato 8-9 ore ogni giorno. É stata un’esperienza così emozionante e affascinante che mi è venuta la voglia di provare a fare il Cammino a piedi, seguendo il percorso del nord lungo la costa”.

Una volta rientrati in Italia Andrea e Natascia non sono certo tornati a casa a riposare ma hanno, in un certo senso, chiuso il cerchio salendo nuovamente sul Rosa. “Qui c’è qualcuno che riposa” – scrive ironico Lanfri, a corredo di uno scatto in cui Natascia giace stesa sulla neve al suo fianco – “ma c’è anche chi sta già pensando alla prossima impresa! Stay tuned! A breve una nuova grande impresa sarà nel mirino! Questa sarà veramente tosta!”

Non sappiamo quali nuovi progetti di preparazione all’Everest abbia intenzione di aggiungere alla lista ma per certo il prossimo autunno lo ritroveremo in Nepal. Obiettivo: Punta Hiunchuli (7.246), nella catena del Daulaghiri. Un viaggio di oltre un mese lungo la catena himalayana in cui avrà finalmente modo di guardare da vicino la vetta più alta del Pianeta.

 

 

 

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