Alpinismo

Roby Piantoni muore sullo Shisha

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BERGAMO — Roby Piantoni, 32 anni, è morto questa notte sulla parete sud dello Shisha Pangma. La notizia è arrivata nel cuore della notte in Valseriana. Nel giro di poche ore è dilagata, fra incredulità e dolore, tra famiglia, amici e appassionati. Che cosa sia accaduto di preciso, è ancora un mistero. Ma la tragedia, purtroppo, sembra ormai certa e pare sia avvenuta durante un tentativo di salita sulla via Scott.

"Mi ha chiamato Marco Astori questa notte alle 3 – racconta Ennio Spiranelli, noto alpinista bergamasco e responsabile della Grande Grimpe che seguiva la spedizione -. Erano sulla Bonington, tentavano di salire, è scivolato e ha fatto un volo tremendo. Purtroppo però non sono risucito a capire nè come sia successo, nè a che quota fossero. Marco era sconvolto, piangeva, l’incidente era appena successo".

"Poi mi hanno richiamato dal campo base avanzato – prosegue Spiranelli -. Mi hanno detto che lo avevano raggiunto però non so esattamente se lo abbiano seppellito sul ghiacciaio o sotto delle rocce. Mi hanno detto che stavano rientrando al base. Sto aspettando di capire meglio…".

Pare che Piantoni si trovasse ad oltre seimila metri, lungo la via Scott – Mac Intyre – Jones del 28 maggio 1982 (tracciata in blu nella foto di Simone Moro riportata in calce).  Pare stesse scalando sopra il bivacco Scott, anche se la notizia è da confermare. Con lui c’era Astori, suo storico compagno di spedizione, e probabilmente Yuri Parimbelli: i tre bergamaschi avevano sempre compiuto insieme le salite di acclimatamento e i tentativi precedenti.

L’ultimo tentativo risale a domenica scorsa, ma il trio aveva rinunciato dopo 24 ore di fila passate nella tenda del campo avanzato, in balìa di raffiche di vento fino a 80 chilometri orari ed era rientrato al campo base martedì, giorno al quale risale l’ultimo aggiornamento del blog della spedizione.

"Abbiamo chiuso tutto in un sacco appesantito dai sassi – scriveva Piantoni quel giorno – di modo che il vento non possa strappare tutto. Oggi dal base vediamo ancora pennacchi di neve alzarsi dalla cima, ma sicuramente a quote inferiori molto meno vento dei giorni scorsi. Nei prossimi giorni danno ancora molto vento in rinforzo, vediamo un po’. Adriano e Vero’ intanto sono riusciti a fare un ottimo viaggio d’acclimatamento fino sotto i seracchi della via Jugoslava a circa 6200 metri e facendo la loro prima sciata sulla parete dello Shisha Pangma".

Con i tre bergamaschi, sulla Sud dello Shisha, ci sono infatti anche il valtellinese Adriano Greco e la scialpinista francese Veronique Lathuraz, che però si erano mossi con gli sci in altre zone della montagna almeno fino a qualche giorno fa. Nulla si sa, al momento, sui movimenti precisi dei membri della spedizione tra ieri e oggi.
 
Piantoni è nato nel 1977 a Colere, in Val di Scalve. Istruttore delle guide alpine e ormai abituale frequentatore dell’Himalaya, era figlio di Livio Piantoni, noto alpinista bergamasco scomparso nel 1981 sul Pukaijrka, un seimila delle Ande Peruviane. Il 26 maggio 2006, Roby Piantoni aveva salito l’Everest, 8848 metri, senza usare l’ossigeno: un’impresa riuscita, nella storia, a 150 alpinisti contro i circa quattromila totali che sono andati in vetta.

Piantoni aveva all’attivo diverse spedizioni. Ha salito il suo primo ottomila nel 2004, il Gasherbrum II, 8035 metri. Poi sono arrivati la middle del Broad-Peak (8030 metri) nel 2005, un tentativo di concatenamento dalla cresta est dei Gasherbrum concluso con la vetta del GI, Hidden Peak (8068 metri). "In pochi amici alpinisti, senza bombole d’ossigeno e niente portatori d’alta quota – diceva Piantoni – è così che mi piace tentare le salite alle montagne più alte del mondo".

Sara Sottocornola

Foto courtesy Simone Moro


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