Gente di montagna

Gerlinde Kaltenbrunner

La soddisfazione più grande è stata quella di essere salita su tutti gli ottomila senza utilizzare l’ossigeno né impiegare portatori d’alta quota

Gerlinde Kaltenbrunner

 

Non si è mai risparmiata la fatica. Crede che i record e le vittorie siano un aspetto secondario della sua attività: per lei contano la bellezza delle montagne e i momenti magici nei campi in alta quota. Ha sempre scelto uno stile pulito, lontano dalle spedizioni commerciali. È la prima donna al mondo ad aver scalato tutti i 14 ottomila della Terra senza ossigeno né portatori d’alta quota. Gerlinde Kaltenbrunner ha fatto la storia dell’alpinismo, salendo vie difficili e tentando itinerari poco battuti.

Vita privata

Gerlinde Kaltenbrunner è nata a Kirchdorf an der Krems (Alta Austria) il 13 dicembre del 1970 ed è cresciuta in un paese incastonato nelle Alpi dell’Austria centrale. Da bambina diventa presto un’abile sciatrice e il suo interesse per la montagna si sviluppa in tenera età, grazie al parroco Erich Tischler, che guidava il gruppo giovanile e che dopo la messa domenicale era solito fare escursioni insieme a Gerlinde, inizialmente sulle montagne che circondavano il Comune. Queste avventure scatenano il suo entusiasmo: all’età di tredici anni Gerlinde Kaltenbrunner compie le sue prime arrampicate su roccia sullo Sturzhahn. Da quel momento non perde un’occasione per fare alpinismo, scialpinismo, scalate su roccia e ghiaccio, attività che diventano presto il suo principale interesse. Durante l’adolescenza continua a migliorare le sue abilità alpinistiche sulle Alpi e a sedici anni, dopo aver visto le fotografie delle alte montagne del Karakoram Range (che si estendono lungo la regione del Kashmir, amministrate da Pakistan, Cina e India) decide che un giorno sarebbe salita su un ottomila. Il suo sogno si avvera nel 1994, quando, a 23 anni, raggiunge l’anticima del Broad Peak, in Pakistan, 8.027 metri di altitudine. Da allora gli ottomila rimangono nella sua testa. Negli anni successivi, lavorando come infermiera, si autofinanzia diverse spedizioni in Himalaya e in Karakorum. Dal 2003, dopo la salita del Nanga Parbat, il suo quinto ottomila, si dedica completamente all’alpinismo professionale. Gerlinde Kaltenbrunner è sempre stata interessata alle persone e alla cultura dei luoghi che incontra e da anni dedica un profondo e attivo impegno a sostegno dell’associazione Nepalhilfe Beilngries, che si impegna a costruire scuole, abitazioni e reparti ospedalieri per i bambini del Nepal. Nel 2007 Kaltenbrunner ha sposato l’alpinista tedesco Ralf Dujmovits, anche lui in vetta ai quattordici ottomila (dei quali ha salito con l’ossigeno l’Everest), che l’ha accompagnata in diverse spedizioni internazionali. La coppia in seguito ha divorziato. Oggi Kaltenbrunner vive in Germania, nella foresta nera.

Gli ottomila

Alle 18:18 del 23 agosto 2011 Gerlinde Kaltenbrunner è diventata la prima donna ad aver scalato tutti i quattordici ottomila del mondo senza l’utilizzo di ossigeno supplementare e senza portatori d’alta quota. In quel momento si trovava sulla cima del K2 che aveva scalato, insieme ai compagni di spedizione, i kazakhi Vasiliy Pivtstov e Maxut Zumayev e il polacco Darek Zaluski, passando per il difficile versante Nord, da una via complessa aperta nel 1982 da una spedizione giapponese e che in quasi trent’anni aveva visto passare poco più di 20 alpinisti.Era la quinta volta che l’alpinista tentava l’ascesa alla montagna. Diverse imprese per gli ottomila avevano comportato più di un tentativo prima di riuscire a raggiungere il traguardo. In particolare, la sfida tra Gerlinde Kaltenbrunner e il K2, l’unica cima che mancava al suo palmares, aveva assunto i contorni di una maledizione. Durante il suo quarto tentativo di arrivare alla vetta l’alpinista aveva dovuto affrontare la perdita del suo compagno di cordata, lo svedese Fredrik Ericsson, 35 anni, che Kaltenbrunner guardò, impotente, cadere poco sotto il “collo di bottiglia”, a 8.350 m. Alpinista e campione di sci estremo, Ericsson aveva deciso di accompagnare l’austriaca per coronare il suo sogno: scendere con gli sci da tre degli ottomila più alti, iniziando proprio dal K2. La morte di Fredrik Ericcson ha anche un altro particolare inquietante: lo svedese ha perso la vita sulla stessa cima dove un anno prima era morto anche il suo precedente compagno di cordata, il trentino Michele Fait.

Di seguito gli anni dell’ascesa di ciascun ottomila.

  • 1998 – Cho Oyu
  • 2001 – Makalu
  • 2002 – Manaslu
  • 2003 – Nanga Parbat
  • 2004 – Annapurna
  • 2004 – Gasherbrum I
  • 2005 – Shisha Pangma
  • 2005 – Gasherbrum II
  • 2006 – Kangchenjunga
  • 2007 – Broad Peak
  • 2008 – Dhaulagiri
  • 2009 – Lhotse
  • 2010 – Everest
  • 2011 – K2

Onorificenze

Decorazione d’Onore in Oro dell’Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)— 2011.

Nel 2016, in occasione della fiera ISPO a Monaco di Baviera, la passione di Gerlinde Kaltenbrunner per le montagne più alte del mondo è stata premiata con il riconoscimento ISPO “personaggio sportivo dell’anno”. Oltre ai suoi traguardi sportivi è stato reso omaggio anche al suo impegno sociale.

Curiosità

Kaltenbrunner è la prima donna ad aver salito tutti gli ottomila senza ossigeno e senza portatori d’alta quota. Le sue due colleghe che hanno completato la collezione prima di lei – Oh Eun Sun ed Edurne Pasaban – hanno usato l’ossigeno su almeno due cime ciascuna.

L’alpinista austrica parla bene l’italiano, che ha imparato a Padova, dove ha trascorso un periodo di studio alcuni anni fa. Nelle sue vene scorre anche un po’ di sangue italiano: sua nonna è nata e vissuta ad Anterivo, in Alto Adige, a pochi chilometri da Cavalese.

Libri di Gerlinde Kaltenbrunner

Gerlinde Kaltenbrunner, Karin Steinbach, Da sola. La mia passione per gli ottomila, Corbaccio, 2010.

È difficile spiegare quel che ho provato lassù (sul K2 n.d.r.). Dopo così tanti tentativi, arrivare là, in quel silenzio. Ti sembra di essere così vicina all’universo. Sul quel piccolo lembo di terra ti rendi conto di quanto sei piccola, insignificante. Quando ero là non potevo fare altro che dire grazie. Non potevo fare altro che ringraziare per quel momento così meraviglioso

Gerlinde Kaltenbrunner

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