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Sci, troppi incidenti: vertice sicurezza

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CHAMONIX, Francia — Rottura del legamento crociato e niente Olimpiadi per la canadese Kelly VanderBeek. L’incidente, accaduto nei giorni scorsi in Val d’Isere, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della Fis, già allarmata per l’elevato numero di infortuni in pista degli ultimi mesi. "Il rischio è parte del gioco" dicono gli atleti, ma la Fis vuole prendere provvedimenti sui materiali.

Nicole Hosp, Larisa Yurkiw, Tobias Stechert, Jean-Baptiste Grange, John Kucera, Jean-Philippe Roy, TJ Lanning. Non è l’ordine di partenza della prossima discesa di coppa, ma l’elenco degli atleti che nelle scorse settimane si sono infortunati in gara o in allenamento e che dovranno saltare le Olimpiadi di Vancouver.

"La situazione è insostenibile per gli atleti, le famiglie e i supoporter – ha detto Gary Allan, presidente dell’Alpine Canada, la federazione più colpita dagli incidenti – ci sono un sacco di piccole cose che si possono fare per rendere questo sport più sicuro".

La Federazione internazionale sci (Fis) ha raccolto l’appello e deciso di correre ai ripari. Ci sarà un summit d’emergenza sulle misure di sicurezza in Val Gardena, dove in questi giorni si correranno le gare di Coppa del Mondo. Tutti sono convocati:
tecnici, allenatori ed atleti, chiamati a discutere in primo luogo sui materiali usati dagli atleti e poi sulla protezione delle piste.

Secondo indiscrezioni, sul tavolo ci saranno, tra altre cose, la riduzione dei trampolini del salto con gli sci, l’uso di bandierine rimovibili negli slalom, l’uso dell’acqua per rendere le piste più dure, la lunghezza degli sci.

Al summit, voluto in prima persona dal presidente Fis Gian Franco Kasper, parteciperà anche il celebre sciatore austriaco Hermann Maier, che si è ritirato qualche mese fa dalle competizioni.

Sara Sottocornola

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