Alpinismo

E l'Uiaa presenta il codice etico

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PORTO, Portogallo — "Estendi i tuoi limiti, Innalza il tuo spirito e punta alla cima". Ecco il titolo della "Uiaa Declaration on Mountain Ethics" lanciata oggi, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, dall’ente che riunisce le associazioni alpinistiche di tutto il mondo. Si tratta di dodici principi definiti dopo anni di lavoro e confronto tra esperti Uiaa e alpinisti di tutto il mondo, tra cui spicca il nome di Doug Scott.

L’assunzione di responsabilità, il lavoro di squadra, la gestione delle emergenze. Il rispetto della montagna e delle popolazioni locali, con le loro credenze e il loro ambiente. Uno stile di salita improntato alla sincerità, alla chiarezza e alla rimozione dei segni del loro passaggio. Per finire con i più moderni temi dei rapporti con gli sponsor e delle spedizioni commerciali.

Il documento sull’etica alpinistica, su cui l’Uiaa stava lavorando da diverso tempo, è stato approvato durante l’Assemblea Generale di Porto. Vuole rappresentare un passo avanti rispetto ai due documenti preparatori sul tema: il “Mountain Code”, elaborato dalla Mountaineering Commission dell’Uiaa nel 2001 e della “Tyrol Declaration”, approvata da un’assemblea di alpinisti convocata a Innsbruck nel 2002.

"Non è stato facile riprendere le fila del documento e renderlo attuale – si legge nel comunicato Uiaa -. Abbiamo scuole di pensiero diverse nell’alpinismo mondiale e questo rende ancora più interessante il confronto. Essenziale nella revisione dle testo è stato il contributo di alpinisti come Doug Scott, componente del management Committee Uiaa".

Il risultato, per la verità, ora è una serie di principi molto generali, che secondo l’Uiaa dovrà essere "aggiornato periodicamente, come documento vivente che segue l’evoluzione dell’alpinismo". Ne è esempio il principio sul contestato uso dell’ossigeno nelle scalate, che recita: "L’uso di ossigeno supplementare nell’alpinismo di alta quota è stato in discussione per tanti anni. In questo dibattito vari argomenti possono essere distiti, in particolare l’aspetto medico e le considerazioni etiche. L’aspetto medico deve preoccupare tutti gli alpinisti. Le considerazioni etiche debbono essere lasciate al singolo alpinista, assicurando comunque che, in caso di uso, adeguate iniziative siano prese per rimuovere tutte le bombole dalla montagna".

“La Dichiarazione sull’etica in montagna aggiorna le "best practices" dell’alpinismo – ha detto Scott – e arriva al momento giusto. Aiuterà specialmente gli alpinisti che andranno in zone dove non c’è una forte consenso su quale sia il modo migliore di operare".
 
Clicca qui per leggere l’intera dichiarazione Uiaa
(traduzione Silvio Calvi e Carlo Zanantoni).


Sara Sottocornola

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