Alpinismo

Nardi torna in Himalaya per un 6000

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ROMA — Torna in Himalaya l’alpinista romano Daniele Nardi. Stavolta, però, nessun ottomila in vista. L’obiettivo dovrebbe essere una nuova via sulla parete Nord del monte Cholatse, alto 6440 metri, ma l’alpinista si riserva di verificare sul posto le reali possibilità di riuscita della scalata ed eventualmente di cambiare destinazione.

Nardi torna in Himalaya a due anni dalla tragica spedizione al K2 in cui scomparve il ternano Stefano Zafka. Allora, fu una spedizione seguita addirittura dalla troupe di Rai 2 di Marco Mazzocchi. Ora, Nardi torna laggiù cambiando strategia e con una spedizione leggera: senza cargo, con "l’idea è di affrontare questa salita come se si andasse sulle Alpi".

Con lui ci saranno alpinisti provenienti dal Nord e dal Sud: Giorgio Passino, guida di Courmayeur, Marcello Sanguineti accademico del Cai, Andrea Di Donato guida del Teramano, autore della solitaria alla Nord del Monte Camicia, ed infine l’altoatesino Cristoph Vonmetz. Di Donato guiderà un gruppo di trekkinisti che si aggregherà alla spedizione e salirà con loro l’Island Peak.

"Non sappiamo con esattezza – dice Nardi – se la via studiata sulle foto del Cholatse sarà scalabile e potrà rimanere il nostro obiettivo. Novembre è un mese fresco da quelle parti e quindi le condizioni della neve e del ghiaccio dovrebbero essere più favorevoli per quel genere di scalate. Ma ci teniamo aperte altre possibilità qualora il Cholatse non sia in condizioni".

"Questa estate ci siamo allenati appositamente per questo tipo di spedizione – dice Nardi – salendo pareti come la Nord delle Jorasses per ben due volte in giornata o ripetendo il Pilone centrale del Freney sempre in giornata. La velocità sarà essenziale e la squadra è molto forte e soprattutto è un gruppo eterogeneo e con tanta voglia di divertirsi”.
 

Sara Sottocornola

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