Alpinismo

Da Polenza: saluto Riccardo all'ombra del GIV

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CONCORDIA, Pakistan — “Ho saputo di Riccardo mentre guardavo il Gasherbrum IV. C’è poco da dire quando scompare una persona della sua levatura. C’è solo da pensare”. Queste le parole di Agostino Da Polenza, che ha appreso della scomparsa di Cassin mentre si trovava sul ghiacciaio di Concordia, in Pakistan, all’ombra del K2 e dei Gasherbrum.

Nevica, oggi, sul Karakorum. E’ il primo giorno di nevicate dopo due settimane di insistente bel tempo. Da Polenza, diretto al campo base del K2, questa mattina ha dovuto interrompere il trekking a causa del maltempo. E mentre sedeva su un masso, ad osservare le cime imbiancate che lo circondavano, ha saputo della scomparsa di Cassin.

“Ho acceso il satellitare e ho ricevuto il messaggio – dice Da Polenza con voce triste -. Mi dispiace. Ero qui seduto a guardare il Gasherbrum IV, una delle sue più grandi imprese, una delle “sue” grandi montagne. Non ci sono parole per commentare la scomparsa di un uomo come Riccardo. C’è solo da pensare, alla sua vita. E’ stato un esempio, sia come alpinista che come persona”.

Da Polenza chiude la comunicazione continuando a osservare l’inconfondibile cima del GIV, dove la spedizione di Cassin, proprio il 6 agosto del 1958, siglò la prima salita assoluta con Walter Bonatti e Carlo Mauri: sulla vetta, da allora, riuscirono ad arrivare solo altre tre spedizioni.

Nella notte del 6 agosto 2009, Cassin è scomparso. E quella montagna, con il suo fascino statuario e i suoi 7.925 metri d’altezza, sembra essere, in questo momento, uno dei più bei monumenti in suo ricordo.

Sara Sottocornola

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