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Rifugio Locatelli – Sepp Innerkofler

Il Rifugio Locatelli – Sepp Innerkofler (2438 m) è un possente edificio a tre piani in muratura bianca situato su un colle erboso presso la Forcella di Toblin, al termine della dorsale settentrionale del Monte Paterno e di fronte alle spettacolari pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo, sicuramente uno dei panorami più spettacolari e più fotografati dell’intero arco alpino.

Accesso e vie

Vi si accede praticamente da ogni punto cardinale, con percorsi sempre relativamente agevoli. Da ovest, dalla Valle di Landro, nei pressi dell’hotel Tre Cime, salendo la Valle della Rienza e la Val Rinbon con il sentiero n° 102 (4 h, E). Sul versante opposto, da est, si percorre la Val Fiscalina fino a Piano Fiscalino (anche con servizio navetta), quindi si prosegue sulla sterrata al rifugio Fondovalle e si rimonta la Val Sas- sovecchio con il sentiero n° 102 (3 h, E). Molto frequentato anche l’accesso dal rifugio Auronzo, quindi da sud, passando dal rifugio e dalla Forcella Lavaredo (segnavia n° 101) o dalla Forcella Col di Mezzo (sentiero n° 105, 1 h e 30 min/2 h, E), lungo il percorso del periplo delle Tre Cime. Infine, da nord si sale prima al rifugio Tre Scarperi, in Val Campo di Dentro, da dove si prosegue con il sentiero n° 105 (3 h, E).

Oltre che per le ascensioni alle Tre Cime di Lavaredo, in particolare per il versante nord, il rifugio è utilizzato come punto di appoggio per la salite su Torre di Toblin, Sasso di Sesto, Monte Paterno e Torre degli Scarperi.

Dal punto di vista escursionistico, oltre ai rifugi citati negli accessi, ci si può dirigere al rifugio Pian di Cengia per l’omonima forcella, anche proseguendo per il Zsigmondy- Comici. Combinando i numerosi sentieri presenti nell’area, si possono effettuare grandiose escursioni ad anello.

Storia e curiosità

Una prima semplice e piccola costruzione venne inaugurata nel 1883 dalla sezione Hochpustertal (Alta Pusteria) del Duöav (Deutschen und österreichischen alpenverein), distrutta all’inizio della Prima guerra mondiale dai cannoni delle truppe italiane; ricostruito nel 1922, venne espropriato nel 1923 e dato in gestione al Cai, che lo ampliò nel 1935. Al nome originario, Dreizinnenhütte, venne affiancato quello di Antonio Locatelli, e solo nel 2008, su iniziativa del Cai di Padova, è stato aggiunto anche Sepp Innerkofler, gestore della Dreizinnenhütte.

Antonio Locatelli (1895-1936), accademico del Cai, durante la Prima guerra mondiale fu tra i più conosciuti ufficiali dell’aviazione militare e in qualità di pilota portò a compimento numerose imprese che gli valsero la celebrità. Fatto prigioniero, fuggì travestito da soldato austriaco, riuscendo successivamente a rientrare nelle linee italiane. Finita la guerra sorvolò per primo le Ande e tentò la trasvolata dell’Atlantico, ma a causa di un guasto al motore del suo idrovolante dovette ammarare in pieno oceano ed essere recuperato. Sposata l’ideologia fascista, fu eletto deputato al parlamento e nel biennio 1933- 34 fu podestà di Bergamo. In seguito partecipò come pilota alla campagna d’Etiopia del 1935-1936, dove morì nel corso di un conflitto con un gruppo di copti. È sepolto al Vittoriale dove Gabriele d’Annunzio gli mise a disposizione un’arca funeraria.

Informazioni

Proprietà: Cai Padova
Contatti: Tel. 0474972002; www.dreizinnenhuette.com
Periodo di apertura: da fine giugno a fine settembre
Numero posti: 140 (6 locale invernale)

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