Gente di montagna

Andrej Štremfelj

“Solo le persone speciali possono mantenere con successo un genuino entusiasmo per la vita nei loro anni maturi. A questo proposito Andrej Štremfelj potrebbe essere unico. La sua attitudine all’alpinismo, compresa la vita, preserva freschezza e maturità. Nonostante gli enormi cambiamenti sociali, i valori che trasmette alla nostra stravagante tribù non sono cambiati.”

Marko Prezelj

Nel 2018 ha ricevuto il Piolet d’Or alla carriera. Nel 1992 quello per aver aperto, con Marko Prezelj, una nuova via in stile alpino sulla cresta sud del Kangchenjunga, la terza montagna della Terra. Andrej Štremfelj, sempre lontano dai clamori mediatici e molto riservato rispetto alla sua vita privata, ha collezionato numerose salite tecniche ed estreme sulle più alte montagne al mondo senza mai dimenticare di essere prima di tutto una guida alpina, attività che porta avanti ancora oggi con la stessa passione degli anni giovanili.

La vita

Nato il 17 dicembre 1956 a Kranj, dove vive tutt’ora, Andrej Štremfelj è da sempre appassionato di sport e montagna. Dopo aver terminato gli studi liceali, nel 1975, prosegue completando la sua formazione con un percorso universitario presso la Facoltà di Sport all’università di Lubiana. Già durante questo periodo focalizza la sua attenzione al mondo dell’alpinismo e della montagna. Si laurea infatti con una tesi dal titolo “Valore predittivo di alcuni test motori per valutare il successo di una spedizione alpina”.

Terminati gli studi è diventato professore al liceo Šolski center Škofja Loka, dove insegna educazione fisica.

Nel 1982 diventa guida alpina, nel 1997 ottiene la licenza IFMGA. Istruttore presso Slovenian Mountain Guide Association (SMGA), per un breve periodo ha lavorato come istruttore della School for Nepal Mountain Guides a Manango. Un’istituzione fondata dall’alpinista sloveno Aleš Kunaver.

Sposato con Marija condivide con lei la passione per la montagna e il lavoro di guida. Insieme hanno tre figli: Neža, Katarina e Anže.

L’alpinismo

La passione per la montagna accompagna Štremfelj fin dall’infanzia. Ancora ragazzino, insieme a duo fratello Marko, si cimenta in un lungo percorso di 8 giorni attraverso la valle di Vrata. Nel 1972 poi, a 16 anni, entra a far parte del club alpino di Kranj dove scopre l’alpinismo pratica che ben presto diventa preponderante nella sua vita. Cinque anni dopo aver iniziato con l’alpinismo, nel 1977, eccolo partire alla volta del Pakistan pronto ad affrontare il suo primo Ottomila: il Gasherbrum I. Non contento di raggiungere per la prima volta l’altissima quota Štremfelj riesce a raggiungere la vetta siglando una via nuova che sale per la cresta sud-ovest, con lui si trova il compagno Nejc Zaplotnik. Una prima esperienza che battezza l’alpinista come un talento emergente. Doti che vengono confermate un paio di anni dopo quando partecipa a una grande spedizione jugoslava diretta all’Everest. Obiettivo è il raggiungimento della vetta passando per una via nuova, lungo la cresta ovest. A toccare il punto più alto sono Andrej e Nejc Zaplotnik. Altri sei gli Ottomila messi a segno dallo scalatore sloveno: Broad Peak, Gasherbrum II, Shisha Pangma, la vetta sud del Kangchenjunga, Cho Oyu e Dhaulagiri. Tutti gli Ottomila sono stati saliti in stile alpino e su due di questi ultimi citati Štremfelj è riuscito a disegnare altrettante linee: Sul Dhaulagiri, per la parete est con Marko Prezelj; e sullo Shisha Pangma, per la parete sud con Pavel Kozjek. Inoltre ha salito Broad Peak e Gasherbrum II in una sola settimana. Nel 1990 torna per la seconda volta in cima all’Everest, questa volta per la via normale nepalese, insieme alla moglie Marija. I due divengono così la prima coppia sposata a raggiungere la vetta dell’Everest.

Oltre venti le spedizioni a cui ha preso parte tra Himalaya e Karakorum, di particolare interesse tutte quelle che l’hanno portato su un Settemila inviolato in puro stile alpino: Nyanang Ri, Menlungtse, Janak Chuli e Gyachung Kang.

Anche sulle montagne di casa, che frequenta ogni giorno come guida, ha lasciato una traccia del suo passaggio. Nel 1989 mette la firma sulla prima e sulla seconda invernale di due difficili vie sulla nord del Mangart mentre, nel 2002, per festeggiare i suoi 30 anni di attività alpinistica sale in 40 giorni 30 vie su 27 cime slovene.

Tra le sue altre realizzazioni una nuova via sulla Torre Norte del Paine, in sud America; una salita all’ex Picco del Comunismo (Oggi Ismail Samani), nel Pamir; la salita di The Nose, su El Capitan; l’Elbrus e l’Aconcagua.

Onorificenze

  • 1992 – Con Marko Prezelj riceve il Bloudek award, premio sloveno per lo sport, per la nuova via sul Kangchenjunga.
  • 1992 – Con Marko Prezelj riceve il Piolet d’Or per la nuova via sul Kangchenjunga.
  • 2018 – Andrej Štremfelj riceve il Piolet d’Or alla carriera, è il primo sloveno a essere insignito dell’onorificenza.

“Quello che abbiamo fatto oggi sembra pura follia.”

Andrej Štremfelj sulla nuova via aperta sulla ovest dell’Everest.

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4 Commenti

  1. Domanda:
    gli alpinisti sloveni provengono tutti da un’altro pianeta ?
    Riuscivano a raggiungere livelli di alpinismo unici, oltre il raro!
    Ancora oggi ?

  2. Anche un Alpinista ItalianoTrentino ha fatto l’insegnante di educazione fisica in sede di Scuola Pubblica Statale.
    Il Miur sembra non ne abbia fatto una Star , un testimonial da far girare per le scuole.Mai neppure invitato a
    Ketempichefanno o Kilimangiari. O che non l’hanno mai invitato o che si e’ tenuto volontariamente defilato dai riflettori.Indovinate chi e’ !

    1. Albert: chiedo.
      Ora è un “vecchietto” magrissimo e continua a scalare ? 🙂
      Fa parte del vecchio gruppo dei roveretani umili, fortissimi e ultimi veramente creativi dappertutto, qualcuno anche in sandali ?
      Quello che aveva anche fatto il rocchettaro con un concertone in un bosco nero ? 🙂
      E fra i primissimi al mondo che hanno salito tutti i 14 cimoni ?

      Guarda te cosa mi fai venire in mente la mattina………

  3. Disse un nome..sono’ alto un:” L’E’ PROPRIO LU'”
    Sembra strrno che ogni specialita dipendente da un ministero..’: Esercito, Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri , Aviazione , Marina, Vigili de Fuoco, un tempo pure Forestale.( e scusate se ne salto qualcuno ) abbia un gruppo sportivo e in particolare alpinisti e sciatori ..ed il Miur( da scuola materna ad universita’ ) niente. Anzi a volte alcuni prof. alpinisti hanno dovuto chiedere aspettattiva non pagata per partecipare a spedizioni. Devo dire pero’ che molti si danno da fare ugualmente con i giovani, in associazioni e gruppi sportivi locali.Forse e’ anche meglio..si troverebbero appioppati registri , riunioni, tabelledi valutazioni , voti e voto di condotta persino. Forse sono anche istruttori ed accademici per la formazione delle Guide alpine o Commissioni per maestri di sci.Anche gli atleti di scuole militari, se invitati, entrano nelle scuole, come pure il CAI.

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