Gente di montagna

Tanti auguri di buon compleanno a Catherine Destivelle

Piolet d’Or alla carriera nel 2020, la scalatrice francese ha lasciato il segno nel mondo dell’arrampicata sportiva (suo il primo 8° al femminile) come nell’alpinismo: dal Bianco alle Dolomiti, dal Karakorum all’Antartide

Che cos’è l’alpinismo? «Un gioco. Gli alpinisti sono bambini con l’aspetto di grandi. La montagna è un ambiente che ti fa vivere. Una sensazione profonda e completa, perché affronti il pericolo, che aumenta l’impressione di vivere. T’insegna ad apprezzare la scala di valori, le differenze».

Catherine Destivelle

È uno dei miti dell’alpinismo e dell’arrampicata mondiale. Non sopporta chi sottolinea il suo essere donna avvicinandola a un’impresa appena fatta, perché, come dice: “È la via che conta, non il genere di chi la fa”. Figura fondamentale dell’alpinismo contemporaneo, per anni considerata la migliore scalatrice esistente, Catherine Destivelle ha unito un talento eccezionale alla tenacia del fare delle scalate in solitaria la sua ispirazione principale. Atleta eclettica e con straordinarie capacità, determinata, ha sempre voluto che le sue performance fossero valutate senza giudizio di genere. A 60 anni, Catherine Destivelle ha ricevuto il più alto riconoscimento per un’alpinista: il Piolet d’Or 2020 alla carriera. La francese è stata la prima donna a vincere il premio, dopo ben undici anni dalla prima volta che è stato assegnato a un uomo: proprio lei, che ha sempre affermato la parità di genere in un mondo maschilista, ha ottenuto che, finalmente, il prestigioso riconoscimento venisse conferito a una donna, vedendo riconosciuto all’alpinismo femminile lo stesso valore di quello maschile.

Vita privata

Catherine Destivelle è nata il 24 luglio del 1960 a Orano, una città dell’Algeria nordoccidentale, da genitori francesi: a quel tempo la sua città era ancora sotto il protettorato della nazione europea. La sua famiglia si trasferisce a Savigny-sur-Orge, in Francia, quando lei è adolescente. A dodici anni frequenta i primi corsi del Club Alpino Francese e inizia ad arrampicare a Fontainebleau e nel sud della Francia. A 13 anni chiede al padre di fare il giro dello Oisan: lui l’accompagna a La Grave e va a riprenderla dopo 10 giorni. Lei scala per tutto il periodo in solitaria: forse è un segnale del futuro che l’aspetta. Ad appena sedici anni stupisce tutti salendo la Via Couzy-Desmaison sul Pic d’Olan e la Via Devies-Gervasutti sull’Ailefroide Occidentale. Vent’enne, studia fisioterapia a Parigi e tra il 1981 e il 1985 lavora come fisioterapista, senza abbandonare mai la passione per l’arrampicata, e per l’alpinismo: prosegue infatti la sua attività compiendo imprese sempre più spettacolari. Nel 1996 sposa Érik Decamp, alpinista e suo compagno in molte salite, e, nel 1997, hanno un figlio, Victor. Oggi, a sessant’anni passati, quando non è alla scrivania della casa editrice da lei fondata, Les Éditions du Mont Blanc, Catherine Destivelle, arrampica e scala ancora, sul Monte Bianco e su altre montagne. Inoltre scrive libri, tiene corsi motivazionali per le aziende e conferenze sulle sue salite e spedizioni, e realizza film di montagna.

Gli anni dell’arrampicata sportiva

Forte arrampicatrice già da giovanissima, inizia a scalare sulle pareti di roccia vicino casa, nella foresta di Fontainebleu, e a 17 anni raggiunge le più alte cime delle Alpi. Tra il 1985 e il 1988 è considerata la scalatrice più forte del mondo. Il nome di Catherine Destivelle diventa famoso in tutto il mondo quando, a metà degli anni ’80, entra, venticinquenne, nel circuito di competizioni di arrampicata sportiva, arrivando rapidamente ai vertici. Vince per tre anni (1985, 1986 e 1988) Sportroccia, la prima competizione internazionale d’arrampicata che si tiene in Valle Stretta,  in Italia (Bardonecchia e Arco) e vince anche altre competizioni d’arrampicata in Francia e negli Stati Uniti. Frequenta note falesie della Francia, come il Verdon, Buoux e Cimaï, e arrampica anche all’estero, in Australia, Stati Uniti e Mali. Nel 1988 realizza il primo 8a femminile al mondo, con la via Chouca a Buoux: così entra nel firmamento delle stelle della disciplina, unica donna ad aver superato questo grado. A questo punto Destivelle abbandona le gare per avventurarsi in spedizioni estreme: il suo è un ritorno alle origini, al suo primo amore, l’alpinismo.

Ritorno all’alpinismo

Negli anni ’90 compie un’eccezionale impresa, realizzando la storica prima femminile in solitaria della via Bonatti al Petit Dru, nel Massiccio del Bianco. Nel giugno 1991, sempre in solitaria e in invernale, realizza un’altra incredibile ascensione: apre una nuova via sulla parete ovest del Petit Dru, restando in parate da sola per undici giorni. In solitaria mette a segno la triologia invernale delle Nord delle Alpi: nel 1992 scala, in diciassette ore, la parete Nord dell’Eiger, nel 1993 la Cassin allo Sperone Walker delle Grandes Jorasses e nel 1994 la via Bonatti sul Cervino. Ancora oggi è l’unica donna ad aver compiuto questa impresa. Parallelamente arrivano le spedizioni extra-europee, l’Antartide, l’Himalaya e il Karakorum: nel 1990 l’alpinista francese porta a casa la salita della Via Slovena sulla Nameless Tower, Torri di Trango, e nel 1994 la salita dello Shisha Pangma (senza raggiungere la cima principale), il suo unico ottomila. Nel 1996, compie la prima ascensione con Érik Decamp del Peak 4111 “senza nome” (4.160 m) nella catena montuosa Ellsworth, in Antartide. Nel 1999 arriva un’altra grandiosa ascensione: la salita, in solitaria, in due giorni, della Via Hasse-Brandler, sulla parete Nord della Cima Grande di Lavaredo. Prova vie spettacolari, come la Sud dell’Annapurna, la Nord del Latok I e il pilastro Ovest del Makalu, e viaggia in tutto il mondo, vivendo esperienze indimenticabili sulle montagne di ogni parte del globo, dall’Africa agli Stati Uniti, passando per Nepal e Tailandia.

Riconoscimenti

Catherine Destivelle ha vinto il Piolet d’Or 2020 alla carriera, prima donna ad esserne insignita del premio. Durante il Trento Film Festival del 2008, il film Au delà des cimes, diretto da Rémy Tézier, che racconta le imprese di Catherine Destivelle, si è aggiudicato la Genziana d’oro del Club Alpino Italiano per il miglior film di montagna e alpinismo.

Libri

  • Verticali, di Catherine Destivelle, edito da Corbaccio, 2005.
  • Les horizons lointains, Catherine Destivelle, Chris Bonington, edito da Nevicata, 2013.
  • Vuoi provare l’arrampicata?, edito da Mulatero, un manuale dedicato ai bambini e ragazzi. I disegni di Yannick Chambon e i testi chiari e concisi della climber spiegano l’uso dei materiali, le tecniche di scalata, l’allenamento, i gesti.

Film e video

Lo spirito dell’alpinismo di Catherine Destivelle è raccontato nel film Au delà des cimes, diretto da Rémy Tézier.

Curiosità

Quando è stata presidente della giuria del Piolet d’Or a Chamonix Catherine Destivelle ha messo in dubbio la salita di Ueli Steck in solitaria e in 28 ore della Sud dell’Annapurna. La testimonianza di alpinisti francesi saliti qualche giorno dopo Steck lungo la stessa via (ma in cinque giorni) le ha fatto cambiare idea.  

La tua età, corporatura, le tue paure e i problemi non contano: scalare è un’attività per tutti e chiunque può provarci. Il premio saranno grandi emozioni ed enormi soddisfazioni. Buona arrampicata a tutti!

Catherine Destivelle

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