Parchi

CKNP e Parco del Deosai, eccellenze italiane in Pakistan

In occasione di una celebrazione della ricorrenza della “vittoria” italiana sul K2 del 31 luglio, dissi ad Ardito Desio che a differenza degli inglesi, che avevano “conquistato” l’Everest con Hillary e Norgay e avevano lasciato in Nepal e nella valle del Khumbu importanti segni della loro riconoscenza, noi italiani in Pakistan ci eravamo scordati di questo aspetto. Nacque così EvK2CNR e i molti programmi di cooperazione nella regione del Gilgit-Baltistan, attorno al K2 e agli altri 8000 pakistani.

Ora, possiamo essere anche noi orgogliosi per le decine di progetti di aiuto allo sviluppo, educativi e ambientali realizzati in oltre 15 anni e soprattutto per aver realizzato il Central Karakorum National Park, che in questi giorni con la consegna alle autorità e alla popolazione locale si arricchisce del nuovo Management Plan del Parco del Deosai e di quello del Corridoio Ecologico, che unisce questi due parchi nazionali.

Se mettiamo tutto insieme otteniamo 18.000 chilometri quadrati di territorio, dove montagne e natura sono protette.

Del CKNP, che ha al suo vertice il K2, c’è poco da dire: è una realtà consolidata, che deve ancora migliorare, ma esiste, funziona ed è un miracolo italiano e pakistano. Il Deosai era invece un “vecchio” parco nazionale mai regolamentato con confini incerti e norme di gestione vaghe. Situato a sud del CKNP, si estende verso il Nanga Parbat: è un altipiano a 4000 metri circa di quota, molto innevato d’inverno e d’estate verde di praterie solcate da torrenti d’acqua limpidissima prodotta dall’esteso strato di permafrost su cui poggia. Sono le marmotte, rosse e arruffate, che lo caratterizzano insieme agli ungulati, agli orsi che scorrazzano e le trote di cui si nutrono.

Oggi le autorità del Gilgit-Baltistan possono contare su una nuova versione del Management Plan, su una cartografia tematica digitalizzata di grande livello del Deosai, ma anche sul lavoro di ricerca e valutazione dei parametri naturali della regione e dell’incidenza antropica che EvK2CNR ha messo a punto in collaborazione con l’Università di Cagliari, di Skardu e i propri collaboratori italiani e pakistani coordinati da Maurizio Gallo e Aurang Zaib.

La ciliegina è il Corridoio Ecologico che unisce i due parchi e che si è dotato di regole di rispetto e protezione di livello differenziato. Una curiosità sta nel fatto che il Corridoio è tagliato a metà dalla profonda, larga e invalicabile valle dell’Indo. Ci siamo domandati che corridoio fosse quello che aveva una barriera invalicabile nel bel mezzo, per poi scoprire (in realtà ce lo hanno spifferato vecchi bracconieri) che nella stagione invernale l’Indo in alcune anse è guadabile da alcune specie animali, soprattutto ungulati, e che in stagioni particolarmente fredde la sua superficie può essere in quei luoghi interamente gelata.

Nonostante l’epidemia Covid-19 sia ancora presente con una certa virulenza in Pakistan, EvK2CNR Pakistan ha continuato a lavorare e in questi giorni si sono concluse a Gilgit e a Skardu le giornate di formazione per il personale governativo e gli operatori naturalistici. Tutte le istituzioni governative – rappresentate da Abdul Jahan, Ministro dell’educazione e del lavoro, Raja Jalal Hussain Mqapoon, Governatore del Gilgit-Balstisan e da Sarwar Shah, Ministro per le Foreste, la Fauna Selvatica e l’Ambiente – hanno apprezzato e ringraziato il Governo Italiano e la l’Agenzia per la Cooperazione per il supporto continuo nella reagione attraverso l’associazione EvK2CNR, anche in collaborazione con l’agenzia delle Nazioni Unite UNDP. Una nota significativa riguarda le due giornate dedicate alla formazione sulle piante medicinali per le comunità del Central Karakorum National Park e del Deosai National Park rivolte in particolare ai giovani e alle donne delle comunità. Nasir Zamani, Ministro dello Sviluppo Sociale, Sviluppo Giovanile e Femminile, è stato il primo e gradito ospite e relatore attento all’impegno per il lavoro e il benessere della popolazione delle aree cuscinetto tra i Parchi Nazionali.

Al centro dell’Asia, anche in tempo di pandemia, l’eccellenza italiana è apprezzata e fa scuola.

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