AlpinismoAlta quota

Annapurna. Il meteo ferma Jost Kobusch nella traversata dei Chulu Peaks

Un imprevisto nella preparazione per la solitaria invernale sull’Everest

La vetta vergine dell’Amotsang, salita in solitaria da Jost Kobusch lo scorso 24 ottobre, sembra non essere bastata come preparazione in terra nepalese in vista della spedizione invernale all’Everest. Il giovane alpinista tedesco ha infatti annunciato pochi giorni fa di essere in procinto di partire per una seconda impresa.

Un secondo round di allenamento prima di cimentarsi nella scalata in solitaria del Tetto del Mondo, senza ossigeno supplementare, lungo l’Hornbein couloir. Il nuovo obiettivo  era rappresentato dalla traversata dei Chulu Peaks, nella regione dell’Annapurna. Purtroppo il meteo avverso lo ha costretto a una resa temporanea.

La traversata dei 4 Chulu Peaks interrotta dal maltempo

“Ciao! La preparazione per il progetto dell’Everest è giunta al secondo round!”, scriveva sul suo profilo Instagram qualche giorno fa. “Dopo l’Amotsang tenterò ora la traversata dei Chulu. Si tratta di 4 seimila: Chulu Far East (6.059 m),  Chulu East (6.584 m), Chulu Central (6.558 m) e Chulu West (6.419 m)”.

Una traversata iniziata, come tocca abituarci anche in vista dell’Everest (e un po’ tocca dire che ci piace), nel silenzio mediatico. Fino al colpo di scena di domenica mattina. Un messaggio in cui Jost racconta di aver salito il Chulu Far East, proseguendo all’attacco del Chulu East, ma di aver dovuto qui rinunciare alla vetta a causa della neve che ha iniziato a cadere copiosa.

“Il tempo non era affatto buono” – ci ha raccontato di ritorno a Kathmandu – “anche le condizioni. Sono arrivato a 6.000 m sul secondo Chulu e mi sono ritrovato con una visibilità, a causa della nevicata in corso, sui 10 metri. Necessariamente ho deciso di rimandare il completamento della traversata”. 

Tutto d’un fiato, meteo permettendo

Il programma di Jost era di salire le 4 vette in successione. Il meteo, lo aveva già annunciato, sarebbe stato il suo unico nemico.

Un tentativo di traversata effettuato portando con sé lo stretto indispensabile. “Ogni grammo di equipaggiamento conta in questo progetto. È essenziale pensare in maniera radicale. Dovrei portarmi almeno una tenda?”. Una domanda posta a se stesso e alla collettività poco prima di partire, cui aveva fatto seguito una risposta radicale ma non troppo: Sì, “ma con il vento forte che soffia nel pomeriggio, è meglio se porto su la mia tenda ultraleggera”.

Nuovi progetti in ballo?

L’inverno si avvicina e con esso la data di inizio della sua avventura in solitaria sull’Everest. Ma Jost non pare pronto a fermarsi nella sua preparazione. Nonostante il maltempo, già parla di nuove idee. “Per quanto riguarda futuri progetti preparatori, stay tuned!”.

Attendiamo allora il terzo round!


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2 Commenti

  1. Lungi da me nel denigrare le qualitá alpinistiche di Kobush ma devo rimarcare che il Chulu Far East é un 6000 classificato F e salito da molti trekkers, gli altri Chulu sono tra il PD e PD+ (almeno credo) e vengono proposti dalle agenzie Nepalesi come “trekking Peaks” .

    1. E quindi? Rimarchi cosa? L’unico nemico la meteo , prova ad andarci tu in cima in condizioni avverse , meglio tornare a casa anche su un percorso F che rischiare la vita.

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