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Cronaca

Chiusi gli accessi alle Gole del Raganello, l’ordinanza a un anno dalla tragedia

gole del raganello, sequestro, tragediaI sentieri per le Gole del Raganello chiusi con il nastro dei carabinieri dopo il sequestro disposto dal procuratore di Castrovillari – Foto @ANSA/ANTONIO IANNICELLO

A seguito della tragedia avvenuta nell’agosto 2018 presso la Riserva Naturale delle Gole del Raganello, nel Parco nazionale del Pollino in Calabria, il sindaco del comune di Civita Alessandro Tocci ha emanato una ordinanza con “disposizioni più restrittive finalizzate all’impedimento fisico di accesso alle gole del Raganello nei punti di ingresso alle Gole stesse”.

La speranza del sindaco Tocci è che con divieti formali si possa evitare il ripetersi di situazioni quale quella verificatasi il 20 agosto 2018 quando furono in 10 a perdere la vita tra le acque del torrente Raganello, investiti da una “valanga d’acqua all’improvviso”. Una tragedia annunciata, viste le forti piogge che avevano ingrossato nei giorni precedenti il torrente, rendendo di sconsigliabile la visita nell’area delle gole e delle grotte del Parco. Eppure in quel 20 agosto erano ben 36 gli escursionisti presenti nella zona, provenienti in particolare da Brescia, Bergamo e Milano.

Il divieto previsto per l’estate 2019 riguarda anche l’accesso nel tratto che va dal Ponte del Diavolo alla località “Pietra Ponte”, già oggetto di sequestro da parte della Procura di Castrovillari. Il sindaco di Civita ha inoltre disposto l’introduzione di “una fune in acciaio a sostegno della rete da cantiere di colore rosso, da apporre all’ingresso delle Gole dal Ponte del Diavolo a salire nonché all’innesto del sentiero presso l’Ostello della Gioventù; che venga intensificata la segnaletica verticale, mediante l’informativa sui citati divieti già dall’ingresso dei sentieri di accesso alle Gole del Raganello; che i richiamati divieti e impedimenti vengano estesi anche al ponte d’Ilice”.

La tragedia delle Gole del Raganello

Il 20 agosto 2018, in una settimana caratterizzata da intense piogge, 2 gruppi costituiti da 18 escursionisti si dirigono verso le Gole del Raganello, una riserva naturale ricca di grotte e canyon estesa per 1.600 ettari nel Parco Nazionale del Pollino, in Calabria. Il torrente appare già ingrossato, è stata diramata una allerta gialla ma le guide sembrano fiduciose. All’improvviso la piena travolge i due gruppi, trascinando i corpi anche a chilometri di distanza. 11 vittime è il bilancio finale, tra loro una ragazzina di 14 anni e una delle guide che accompagnavano gli escursionisti, un volontario della protezione civile di 32 anni, che era stato tra i soccorritori intervenuti dopo la valanga di Rigopiano.

Le operazioni di ricerca e soccorso hanno visti impegnati per giorni uomini e mezzi dei vigili del fuoco, della guardia di finanza e del soccorso alpino, dalle Gole fino alla foce del torrente, con il coinvolgimento della Capitaneria di porto, nel timore iniziale che alcune persone fossero finite a mare. A seguito della tragedia, la Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio.

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