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Alpinismo

Lhotse. Elisabeth Revol in vetta. Niente da fare sulla parete Sud per il team di Sung Taek Hong

elisabeth revol, sung taek hong, lhotse, ita ibrahimiIl team della spedizione sulla parete Sud Del Lhotse – Foto FB @Ri Mi

Dopo l’annuncio a sorpresa di ieri dell’ascesa dell’Everest senza ossigeno supplementare di Elisabeth Revol, da Ludovic Giambiasi arriva oggi comunicazione ufficiale che l’alpinista francese sia arrivata stamattina anche in vetta al Lhotse. Quello della francese dovrebbe essere un concatenamento senza ossigeno delle due montagne, attendiamo però i dettagli per sapere fino a quale campo è scesa dall’Everest per poi risalire sul Lhotse.

La quarta montagna della Terra sta dando al contempo filo da torcere al team del coreano Sung Taek Hong, impegnato sulla complessa parete Sud, considerata tra le più severe dell’Himalaya.

L’ultimo aggiornamento di Uta Ibrahimi, una delle componenti della squadra di alpinisti, impegnati sul Lhotse da ormai 2 mesi, annuncia la sua rinuncia alla vetta, così come gran parte degli altri membri.

Non c’è niente di più importante del sopravvivere” – si legge in un post apparso il 23 maggio sul suo profilo Facebook – “sembra che io non lo abbia capito finchè non mi sono trovata ad affrontare la morte”. Il gruppo ha raggiunto quota 7.700 m ma è stato costretto a tornare indietro a causa delle condizioni meteo proibitive. “Vento forte e neve (più di 50 cm in 2 giorni)”.

Con tristezza devo accettare l’idea che salire la parete Sud del Lhotse in questo momento non sia semplicemente possibile. Non solo perché si tratta di una via complessa ma perché Madre Natura e la stessa parete Sud non hanno voluto aprirci la porta. Almeno stavolta. Mi sono sentita triste, ho pianto, ma rispetto la montagna e concordo sul fatto che si dovesse scendere e sopravvivere. Durante questa spedizione ho imparato nuove cose, ho arrampicato in condizioni più dure che mai, ho scalato su ghiaccio e roccia su questa parete così esposta, ho arrampicato senza dormire per più notti, trascorso parecchie ore ad alta quota e tanti giorni a pensare e pianificare. Non ho mai sperimentato una simile pressione mentale prima d’ora e non mi sono mai sentita così sola…e potrei proseguire. Ma lo rifarei e lo rifarei ancora. Cara parete Sud del Lhotse, per ora è così. Magari un giorno tornerò”.

In chiusura del suo messaggio Ita annuncia però che due membri del team tenteranno un secondo summit push. Non si sa al momento di chi si tratti. Non resta che aspettare nuovi aggiornamenti, sperando che la finestra di bel tempo non tardi ad arrivare.

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