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Piramide Everest – Aosta: effettuato il primo elettrocardiogramma con diagnosi a distanza

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Telemedicina alla Piramide dell'Everest:  l'elettrocardiogramma viene letto all'ospedale di Aosta
Telemedicina alla Piramide dell’Everest: l’elettrocardiogramma viene letto all’ospedale di Aosta

LOBUCHE, Nepal — Il mondo diventa sempre più piccolo si potrebbe dire con una certa enfasi. Però non è solo retorica è anche un buon modo per descrivere quello che, grazie alla tecnologia, può accadere anche in luoghi remoti del Pianeta. È infatti ufficialmente attivo e in modo permanente il servizio di telemedicina presso la Piramide dell’Everest. È stato, per l’occasione, effettuato e poi inviato all’Ospedale di Aosta il primo elettrocardiogramma realizzato al Laboratorio Osservatorio Piramide nell’ambito dell’ambizioso progetto di telemedicina portato avanti da EvK2Cnr in collaborazione con l’ Asl della Valle D’Aosta.

Il dottor Guido Giardini, responsabile del Centro di medicina di montagna dell’Ospedale di Aosta e presidente della Società italiana di medicina di montagna,  ha ricevuto l’Ecg  –  il tipico grafico con le onde su carta quadrettata – nel suo ufficio, come se fosse stato emesso direttamente dalle attrezzature dell’Ospedale. E altrettanto agilmente  è stato in grado di effettuare un rapido esame e di inviare indicazioni in risposta.

Per la fortuna dell’esaminato, che sta in ottima salute, si è trattato di una simulazione. Conclusa a dicembre dello scorso anno la prima fase pilota il progetto è in questi giorni in piena fase di attuazione.

“Abbiamo nuovamente testato tutti gli strumenti e i macchinari, la connessione, le procedure di comunicazioni. Possiamo dire con una certa serenità che il servizio di telemedicina al laboratorio Osservatorio Piramide è attivo”  ci scrive Giampietro Verza, responsabile tecnico di EvK2Cnr, via Skype direttamente dai 5050 metri, dove si trova la Piramide. “Si sta lavorando ora in interazione con gli specialisti per addestrare il personale della base all’uso del sistema nel modo ottimale integrando anche informazioni su pressione sanguigna, saturazione di ossigeno e temperatura corporea”.

Il servizio è in grado di fornire in modo permanente un consulto medico garantito 24 su 24. Ricercatori, alpinisti e trekkers esposti a quelle quote ai tipici problemi di salute dell’alta quota – mal di montagna acuto, ipotermia, problemi infettivi, ferite o traumi – possono fin da ora usufruire di un supporto medico occasionale in una zona altrimenti poco attrezzata per l’assistenza medica.

Un aspetto del progetto di particolare interesse per gli alpinisti e i ricercatori che frequentano l’alta quota è che il laboratorio Osservatorio Piramide è provvisto anche di una strumentazione facilmente portatile. Nel caso di necessità in quota il personale sarebbe in grado di raggiungere in ambiente esterno il paziente in effettuare gli esami e usufruire del servizio di telemedicina. “Il sistema alla Piramide è anche disponibile in versione portatile per interventi urgenti sul terreno, senza limiti virtuali di quota, utilizzando le stesse tecnologie satellitari che già permisero connessioni video in diretta dagli 8000 di Colle Sud durante l’installazione della stazione meteo più alta della Terra” dichiara Verza che era stato anche  tra i protagonisti della missione Share al Colle Sud dell’Everest.

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2 Comments

  1. Molto interessante e senza dubbio estremamente utile.
    Vi segnalo che nel recente film “In solitario” del 2013 uno skipper partecipante a una regata transoceanica solitaria invia a terra via satellite i dati del suo eco-cardio oltre ai principali parametri fisiologici. Da terra effettuano l’analisi dei dati, la diagnosi e infine danno indicazioni sulla cura allo skipper.
    Vuol dire che questo tipo di tecnologia è già un prodotto commerciale?

  2. Io a dire il vero non ci vedo un nuovo tipo di tecnologia, ma solo l’applicazione ad alta quota di soluzioni già conosciute.

    In Italia è già da almeno due anni che si testa la telediagnostica medicale.

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