Alpinismo

Simone Moro: l’ho usato, ma lo condanno

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BERGAMO — "L’ossigeno è sicuramente una forma di doping dichiarata (quando è dichiarato), anche se spesso salva la vita. Con questo non lo giustifico, ma rilancio il concetto dell’onestà nel dichiararlo e la volontà di ripetere la salita macchiata dal suo uso". Ecco il parere di Simone Moro, grande alpinista bergamasco affermato ai massimi livelli sia su roccia che in Himalaya, in particolare per lo spirito esplorativo e la grande capacità comunicativa.

Moro, le è capitato di usare l’ossigeno durante una scalata?
L’ho usato 3 volte e tutte e tre le volte per salire l’Everest. Non l’ho mai preso preventivamente con me e dunque non l’avevo neanche al campo base, ma l’ho usato. Per prima cosa, quando l’ho usato, l’ho sempre immediatamente dichiarato.
 
Come è successo?
La prima volta all’Everest ne ho fatto uso dopo che sono rimasto 5 notti e 5 giorni senza ossigeno a 8000 metri. Questa è una delle più lunghe permanenze della storia di un uomo a 8000 metri senza ossigeno. Ciò significa che non sono proprio uno sfigato, fisiologicamente parlando, e che il mio motore è in grado di farne a meno anche sull’Everest. La seconda volta l’ho usato mentre accompagnavo Mario Curnis sulla cima dell’Everest nel 2002. La terza volta nel 2006 dopo 2 notti a 8000 metri, sentendomi debole ho deciso di sfruttare una bombola semivuota trovata a Colle sud, prima di tentare e realizzare poi senza respiratore la traversata solitaria Sud-Nord dell’Everest. Questo non significa che io sia "giustificato". Reputo le mie salite all’Everest "macchiate" dall’utilizzo di ossigeno, non apprezzabili completamente e dunque tornerò su quella vetta per fare tutto con i miei polmoni…
 
Quanto l’ha aiutata?
Sicuramente ha aiutato perché lo testimoniano le salite avvenute dopo che ne o fatto uso.
Qual è la sua opinione sul suo utilizzo? E’ prudenza o slealtà sportiva?
E’ slealtà sportiva se non lo si dichiara (avvenuto più volte) o se si avevano sempre bombola e maschera nello zaino e, anche se si è scalato senza, non lo si è mai detto. Significa che eticamente si era pronti ad usarlo…
 
Ritiene che considerarlo "doping" sia esagerato o corretto?
E’ sicuramente una forma di doping dichiarata (quando lo è). La differenza dal doping sportivo è che l’ossigeno non influenza semplicemente la prestazione dello sportivo, ma permette spessissimo la sopravvivenza dello sportivo stesso. Con questo NON lo giustifico, ma rilancio il concetto dell’onestà del dichiararlo e la volontà di ripetere la salita macchiata dal suo uso con una salita totalmente senza (neppure nello zaino, o al campo base).
Cosa pensa della proposta di portare la fiamma olimpica sull’Everest per le prossime Olimpiadi?
Non sono uno abituato a pensare male per forza e a tutti i costi. Il percorso della fiamma olimpica non ha mai rappresentato per se una prestazione sportiva, e dunque non pretendo che il tedoforo vada sull’everest in 24 ore senza ossigeno e scenda danzando dall’altra parte. Pretendo però che si racconti il modo e lo spirito con cui lo si fa e lo si pratichi. Che magari questi tedofori muniti di ossigeno siano cinesi, americani, iraniani, palestinesi, israeliani, afgani, indiani, pakistani, africani, europei, australiani. Che non si lascino immondizie in giro (comprese le bombole). E che si racconti tutto questo. Ovviamente tutte queste cose si possono fare anche lasciando stare l’Everest. Ma con o senza tedofori, nel 2008 l’Everest sarà ancora assalito da personaggi in coda. Se devo scegliere preferisco una coda con un significato ed un messaggio vero ed autentico, praticato. Chi invece vuole l’Everest tutto per sè e puro nel 2008, si ricordi che esiste l’inverno o il periodo monsonico. Wielicki e Messner insegnano…
 
 
Sara Sottocornola

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