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Alaska, Meraldi e Giovannini aprono una nuova via sul Kahiltna Peaks West

Fabio Meraldi e Diego Giovannini sul Kahiltna Peaks West
Fabio Meraldi e Diego Giovannini sul Kahiltna Peaks West

ANCHORAGE, Alaska – Avevano in progetto l’ascensione della “Cassin Ridge” al McKinley, la più alta cima del Nord America, ma una variazione dei piani ha portato Fabio Meraldi e l’amico trentino Diego Giovannini ad una bella alternativa. I due italiani alla fine di maggio hanno aperto una nuova via sullo sperone Est sul Kahiltna Peaks West, alto 3914 metri.

Il primo, Fabio Meraldi, è valtellinese, classe 1965, Guida alpina, campione di skyrunning e scialpinismo, autore di alcune salite velocissime tra cui quella allo Shisha Pangma (salita in 12 ore), all’Aconcagua (salita e discesa in 4 ore e 50′), e al Monte Bianco (da Courmayeur salita e discesa in 6 ore e 45′). Il secondo, Diego Giovannini, è un alpinista polivalente, fotografo e cameraman, con varie esperienze Himalayane sugli 8000 e altre notevoli sulle Alpi, tra cui la salita degli 82 quattromila dell’Arco Alpino in 60 giorni, che ha realizzato nel 2008 insieme a Franco Nicolini.

La coppia di scalatori aveva intenzione di salire la via Cassin al McKinley, ma una volta arrivati ai piedi della montagna hanno avvertito un’aria strana: era inizio maggio ma la stagione era in anticipo, con tempo instabile e numerosi incidenti di cui alcuni mortali.

Così hanno cambiato obiettivo dirigendosi allo sperone est del Kahiltna Peaks West, una cima di 3914 metri vicina al campo 1 del McKinley. Non avevano informazioni su quella montagna e l’hanno attaccata in maniera esplorativa.

Il 24 maggio Meraldi e Giovannini hanno aperto una via di 1800 metri, dopo 12 ore di impegnativa scalata, calcando la sommità di questa cima, tentata sul medesimo sperone del Kahiltna tre anni fa da una spedizione giapponese, i cui due componenti erano stati dati per dispersi e mai più ritrovati.

La paternità di questa prima ascensione degli italiani è stata confermata e convalidata dai Rangers del Parco del McKinley. La via supera difficoltà di 75-80 gradi su ghiaccio, creste nevose da brivido, tratti in roccia e misto con difficoltà 5.6 scala americana, grado 4 ambientale sempre della medesima scala Alaska e seracchi di ghiaccio finali. La discesa è stata effettuata sullo stesso itinerario di salita, con calate in corda doppia e scalata a ritroso, riuscendo a rientrare al campo 1 in tempo utile alla sera, nonostante una fitta nevicata.

Davide Chiesa

 

 

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