Itinerari

Dolomiti: Alta Via dei Silenzi

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Tre nuove fantastiche tappe sui sentieri dell’Alta via dei Silenzi, tra le splendide rocce delle Dolomiti. Oggi percorriamo insieme le ultime 3 giornata dell’Alta Via numero 6, che parte da Cimolais e attraversando il Ricovero Col Nudo e il Rifugio Semenza arriva al Rifugio Città di Vittorio Veneto. Tra le meraviglie di questa terra godetevi le spettacolari vedute e gli spuntoni rocciosi che arricchiscono e rendono più maestoso il territorio che vi circonda.

Nuova tappa, nuova giornata di cammino, la nona dell’Alta Via dei Silenzi, conosciuta anche come Alta Via numero 6 delle Dolomiti, che questa volta prevede 5 ore di trekking. Da Cimolais si raggiunge Cellino di Sopra, attraverso una strada statale e possibilmente con l’autobus per risparmiare tempo ed energie. Inoltratevi poi lungo il sentiero numero 965 verso la Val Chialedina, e risalite tutta la valle fino alla Casera Gravezza.

A questo punto continuate a salire fino a quota 1400 metri, dopo aver percorso le Landres Negres. Successivamente piegate a destra e salite fra mughi e faggi, per approdare infine alla base delle pareti rocciose del versante Sud del Col Nudo.

Si giunge, poi, ad una grotta che custodisce una statuetta della Madonna, e si prosegue in salita fino al Passo Valbona, situato a Nord della Cima della pala di Castello. Vicino potrete trovare anche il Ricovero Col Nudo, punto d’arrivo della nona tappa. Arrivati qui riposatevi e riprendete le forze per la prossima tappa del nostro viaggio tra le Dolomiti.

Giornata numero dieci, dal Ricovero Col Nudo si arriva al rifugio Semenza con una passeggiata di 6 ore e 30 minuti. Allora partite presto, zaino in spalla e pronti ad affrontare questo nuovo sentiero.

Dal Ricovero seguite il sentiero numero 965 e proseguite per canale che solca la Montagna del Vescovo. Una volta arrivati a Col di Pietro, situato su un caratteristico spuntone che isola le due incisioni vallive sottostanti, andate avanti fino ad arrivare ai ruderi della Casera Scalet. Superateli e prendete il segnavia 960 che prosegue per la Forcella della Lastra.

A questo punto intraprendete un sentiero bianco che devia in un secondo momento in direzione Sud-Est fino a toccare le zone di Montanes, Pedol, Funes, Irrighe e Tamera. Partendo da quest’ultima dirigetevi verso le stalle Pradevaia e la casera Mont.

Avanzando su rotabile proseguite in direzione Sud-Est fino ad arrivare al bivio a quota 1054, dove vi inoltrerete nel bosco, lungo il sentiero con il segnavia numero 924 e attraverserete la Val Salatis.

Una volta usciti dal bosco vi ritroverete in un ambiente sperduto e selvaggio. Mentre camminate prestate attenzione al profondo inghiottitoio che vi si presenterà sulla strada. Questo è una cavità tipica di una superficie carsica dove l’acqua penetra o sprofonda nel sottosuolo.

Proseguite sulla strada oltrepassate la stalla Campitello, presso la casera Pian de le Stele, dove termina la stradina bianca. Continaute lungo lo stesso segnavia fino al bivio a quota 1558 metri, da dove intraprenderete il percorso che solca la Valle Sperlonga: la prima parte è caratterizzata da sfasciumi, la seconda prestate attenzione al panorama che vi circonda perchè vi inoltrerete in un antico circo glaciale che poi sale superando un anfratto e raggiungendo, prima la forcella Lastè e in seguito il rifugio Semenza.

Riposatevi e ricaricate le energie per l’ultima tappa, l’undicesima, la più lunga di tutto il percorso che prevede 9 ore di cammino.

Lasciatevi alle spalle il Rifugio Semenza e proseguite lungo il sentiero contrassegnato dal segnavia numero 923 che divalla verso Sud-Ovest. A questo punto continuare il percorso che si inoltra tra la bassa vegetazione e i pascoli, seguiti da ghiaioni e affioramenti rocciosi. Proseguite poi fino ad imbattervi in un masso con una statuetta votiva, chiamato: Sasso della Madonna.

Da qui seguite il tracciato numero 922 che aggira le pendici del col de Cuc, fino alla casera Palatina, e arrivate alla località di Canaie.

Si prosegue poi per la val Triton, fino a giungere alla statale 422, da percorrere solo per un breve tratto fino alla località Campon e di seguito a Palughetto. Andate avanti per 500 metri, e al secondo tornante imboccate il tracciato sulla sinistra che risale il costone de La Banca, fin nelle vicinanze di Valpiccola.

Andate avanti verso il col de la Feda, situato sulla destra orografica del Pian de la Pita e del monte Millifret, fino alle casere Pizzoc. Arrivati a questo punto prendete la stradina verso Est e sarete vicino al Rifugio Città di Vittorio Veneto, a quota 1547 metri, meta finale della undicesima giornata ma anche di tutta l’Alta Via dei Silenzi.

Da qui potete tornare in pianura attraverso due "strade", la prima prevede il servizio taxi che va prenotato a Pieve d’Alpago, la seconda invece fa ancora una volta forza sulle vostre gambe. Magari intraprendete la discesa il giorno seguente, dopo esservi riposati un pò nel Rifugio.

Nel caso in cui optiate per la seconda scelta, dalle casera Pizzoc continuate sul sentiero che divalla per la costa Agnelezza fino al monte Costiera. Una volta oltrepassata la costa di Serravalle ritornate in cresta per poi scendere alla chiesa di Sant’Augusta.

Dopo aver visitato la cappellina intraprendete un sentiero su strada ciottolata e attraversate il bosco che vi condurra fin nella piazza di Serravalle in Vittorio Veneto.

Emanuela Brindisi

 

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