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Gloriana e Noemi: tale madre, tale figlia

Noemi Junod, scialpinista della nazionale e atleta del Corpo Sportivo dell’Esercito, sarà al via del prossimo Millet Tour du Rutor Extreme in coppia con la mamma (e 8 volte vincitrice della gara) Gloriana Pellissier

Il sangue non è acqua, si dice. Certe passioni, e il “motore” per diventare campioni, alcuni le hanno proprio nel DNA. Come nel caso della valdostana Noemi Junod che da mamma Gloriana sembra aver preso proprio tutto: l’amore per lo scialpinismo, la voglia di allenarsi duramente per raggiungere grandi obiettivi e anche quel talento che non si compra né si acquisisce. Semplicemente, con quel talento, ci nasci.

E anche il sorriso, la solarità, altre due belle caratteristiche che Gloriana e Noemi condividono. Invitata sul palco durante la conferenza stampa di presentazione della 21sima edizione del Millet Tour du Rutor Extreme, Noemi ha dichiarato che parteciperà alla gara in coppia con la mamma. Un’affermazione che ha fatto comparire il sorriso sui volti di tutti i presenti, non tanto perché da loro ci si aspetti grandi risultati ma perché la loro storia, quella di madre e figlia con una grandissima passione in comune, è una di quelle che stringono il cuore. Sarà bello vedere entrambe schierate una di fianco all’altra in partenza e poi battagliare con le rivali sui 105 km di tracciato e 7000 metri di dislivello positivo della gara, che si svolge sulle vette che sovrastano La Thuile, Valgrisenche e Arvier.

Da un lato la giovane Noemi (da quest’anno passata in categoria Under23), medaglia d’argento ai Campionati Mondiali individuali e bronzo ai Campionati Mondiali Vertical nel 2023 e più di recente oro agli Italiani Vertical e bronzo sia agli Europei che agli Italiani (Individuale) nel 2024. Dall’altro Gloriana Pellissier, campionessa indiscussa e pietra miliare della storia della disciplina, 8 volte vincitrice della gara e svariate volte sui podi delle maggiori competizioni a livello mondiale, comprese Pierra Menta e Mezzalama.

Essere “figlia d’arte”, nello sport come in molti altri settori, non deve essere semplice. Ne abbiamo parlato proprio con lei.

Come ti sei avvicinata allo scialpinismo?

Da ragazzina, per qualche anno, ho fatto sci alpino. Mi piaceva ma non mi appassionava più di tanto e soprattutto non avevo risultati eclatanti. Verso i 10 anni ho fatto la prima uscita di scialpinismo. Ricordo ancora che avevo gli sci da fondo (con le pelli) e, in cima, mio papà mi aveva portato scarponi e sci (da sci alpino) per la discesa. Al tempo non c’era ancora l’attrezzatura da sci alpinismo per bambini. Mi è subito piaciuto. Verso i 13 anni, questa volta con “vera attrezzatura” da skialp, ho fatto le prime gitarelle e così è iniziato tutto. Inizialmente mi allenavo con mia mamma, che devo dire mi tirava il collo nonostante avesse un bel po’ di anni più di me!

Cosa significa essere figlia di una campionessa?

Secondo me è un punto di forza. Lei mi segue tantissimo, mi stimola, mi dà consigli e, cosa importantissima, non mi crea ansie. Né mia madre né mio padre hanno pretese in termini di prestazioni: se una gara va bene sono contenti, se invece va male mi dicono di non preoccuparmi e che andrà meglio la prossima. Le pressioni, se vogliamo, arrivano dall’esterno. Sono le persone al di fuori della mia cerchia di parenti e amici che, essendo la figlia di Gloriana, hanno sempre aspettative altissime.

Lo confesso, a volte, soprattutto quando le gare non vanno molto bene, può essere dura, ma io cerco di non preoccuparmene troppo anche perché sarebbe controproducente. Vedo mia madre come il mio idolo fin da piccola. Andare alle gare, seguirla insieme al papà, vederla salire sul podio, mi è sempre piaciuto molto. Spesso, anche quando sono in gara oppure nei momenti particolarmente difficili, penso a lei, a cosa avrebbe fatto e a cosa farebbe al mio posto. È una fonte di ispirazione.

La stagione 2024 è iniziata molto bene…

È il primo anno da Under23 e non avevo grandi aspettative. In realtà sta andando molto meglio del previsto, sono soddisfatta ma so di dovere impegnarmi ancora tantissimo.

Come sarà questa gara fianco a fianco con “la grande Gloriana”?

Non riesco neppure pensare a tutti quei chilometri e a tutto quel dislivello! Sarà bello, ne sono certa, e spero anche che mi “tirerà” un bel po’. Lei, che conosce benissimo il tracciato e che ha una grande esperienza, certamente saprà darmi la carica se ci saranno dei momenti di difficoltà.

Il Millet Tour du Rutor Extreme in numeri

La gara nel 2024 ha una doppia valenza: non solo unica tappa in Italia del circuito La Grande Course ma anche prova finale di Coppa Italia FISI. 7000 metri di dislivello positivo, 30 cambi di assetto, 105 km di tracciato, 60 km di salite, 45 km di free ride, 6 di creste e canali con passaggi oltre i 3000 metri: questo è il Millet Tour du Rutor. Al momento si contano 130 squadre iscritte da 14 nazioni. Tre giornate di gara e tre tappe di vero sci alpinismo “old style” proposte in chiave moderna.

Giorno1: partenza dalle piste di La Thuile e arrivo a Valgrisenche. 2400 metri di dislivello positivo che, in parte, ricalcherà l’itinerario originale del 1933; una spettacolare traversata su uno dei ghiacciai più grandi della Valle d’Aosta, con una vera e propria picchiata finale

Giorno2: Valgrisenche e Alpe Vielle. Questa seconda tappa, rispetto a quella d’esordio, sarà più moderna e nervosa con tante salite, discese, canalini, cambi d’assetto e tratti alpinistici in cresta

Giorno3: la tappa di Planaval è il gran finale che tutti si aspettano con uno spettacolare anello intorno allo Château-Blanc, con discesa finale di 2000 metri

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