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Il successo della Nova Eroica Gran Sasso, una lezione per l’Appennino e l’Abruzzo

Sulle montagne d’Abruzzo, nei giorni tra l’estate e l’autunno, il tempo può essere particolarmente bizzoso. Sabato 17 settembre se ne sono accorti gli oltre 300 appassionati di ciclismo che sono partiti da Castel del Monte per affrontare le strade asfaltate e sterrate della Nova Eroica Gran Sasso. 

Tra l’altopiano di Campo Imperatore e le torri cinquecentesche di Rocca Calascio, i ciclisti arrivati da ogni parte d’Italia e da una dozzina di Paesi del resto del mondo (Francia, Regno Unito e Germania, ma anche Sud Africa, Stati Uniti, Canada e Australia) hanno trovato freddo, nubi basse e vento forte. Durante la loro fatica, sui tre percorsi previsti dagli organizzatori (rispettivamente di 45, 84 e 133 chilometri), hanno potuto vedere solo a tratti le rocce del Monte Prena e del Corno Grande. La domenica, come spesso accade in questi casi, è stata una magnifica giornata di sole, e gli escursionisti, dai sentieri del Gran Sasso, hanno ammirato dei panorami straordinari. La manifestazione, però, ha avuto lo stesso un grande successo. “Una giornata bellissima per il nostro Abruzzo, con questa iniziativa che ha raccolto tanti appassionati. Da Castel del Monte fino alla maestosa piana di Campo Imperatore. Un’esperienza unica e indimenticabile” ha affermato Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo, che ha seguito in bici il tracciato di 44 chilometri. Accanto a Marsilio ha pedalato Guido Quintino Liris, Assessore Regionale allo Sport. In prima fila ad applaudire i partecipanti, e ancora prima a collaborare all’organizzazione, i primi cittadini dei borghi di Campo Imperatore, a iniziare dal sindaco di Calascio Paolo Baldi e da quello di Castel del Monte Matteo Pastorelli. 

Non ho avuto mai la possibilità, in tanti anni da professionista, di gustarmi il territorio da un’altra prospettiva. Mi porto a casa una bella esperienza e complimenti all’Abruzzo e agli organizzatori” ha aggiunto Damiano Cunego, ex-ciclista professionista veronese e vincitore del Giro d’Italia del 2004, che ha partecipato alla Nova Eroica Gran Sasso. Secondo Marco Capoferri, Presidente dell’associazione Abruzzo Punto Bike che ha organizzato l’evento, “la Nova Eroica ha celebrato la bellezza delle strade bianche, il gusto della sfida, il divertimento di pedalare in compagnia e di concedersi il relax tra una pedalata e l’altra con i nostri ristori a base di prodotti tipici abruzzesi. Siamo riusciti a portare alla luce delle ciclabili naturali che possono far sviluppare il territorio”.

La Nova Eroica Gran Sasso è nata grazie alla collaborazione tra la Abruzzo Punto Bike e il gruppo dei promotori dell’Eroica, che 25 anni fa, in Toscana, ha cambiato il mondo delle biciclette e del turismo. Nella prima edizione, che si è corsa nel 1997, il medico-ciclista Giancarlo Brocci e i suoi amici hanno coinvolto poche decine di persone. Nelle ultime edizioni (la prossima si terrà il 1° ottobre) i partecipanti all’evento principale, sulle strade del Senese e del Chianti, sono diventati 8000, e senza il numero chiuso sarebbero molti di più. Grazie all’Eroica, sulle “strade bianche” toscane è nata una importante gara per professionisti. Altri eventi a marchio Eroica sono nati in California, Giappone, Inghilterra, Olanda e altri Paesi. Tra Radda, Gaiole e altri centri del Senese, tutto l’anno, migliaia di cicloturisti percorrono il “circuito permanente” dell’Eroica, sostando in hotel, agriturismi e bed & breakfast, e aiutando così l’economia del territorio. Ad attirare gli appassionati della bici, oltre ai percorsi, sono i paesaggi, la gastronomia e la storia. Tutti ingredienti che si trovano anche in Abruzzo, e in altre parti d’Italia.

Nell’Eroica classica, sulle strade del Senese e del Chianti, i partecipanti utilizzano biciclette d’epoca (quest’anno del 1987 o precedenti), spesso affiancati da maglie e berretti storici. Negli eventi a marchio Nova Eroica, come quello del Gran Sasso, si partecipa con mezzi e abbigliamento moderni (consigliate le bici “gravel”, adatte alle strade sterrate) e si stilano delle classifiche. Quest’anno, nei tratti cronometrati del percorso di 84 chilometri si sono affermati Rino Gasparrini tra gli uomini e Federica Gallo tra le donne. In quello di 133 chilometri, i migliori riscontri cronometrici sono stati fatti registrare da Alessio Avanzini e da Annachiara Nicolao. Il programma si è chiuso con una pedalata in famiglia, con grandi e piccini, intorno al borgo di Castel del Monte. La Nova Eroica Gran Sasso, in realtà, sarebbe dovuta nascere già nel giugno del 2021, ma le regole imposte dal Covid-19 hanno permesso di organizzare soltanto un evento simbolico, per poche decine di ciclisti. Il successo dell’edizione del 17 settembre invita a pensare che l’Eroica sia arrivata sulle montagne dell’Abruzzo per restarci. Il successo della Nova Eroica, e la grande partecipazione di appassionati all’evento, pone una domanda importante per il futuro del turismo in Abruzzo e nel resto dell’Appennino. I Parchi nazionali e regionali, nati quasi trent’anni fa, hanno avuto successo dal punto di vista della conservazione di fauna e flora, ma hanno risposto solo in parte alla domanda di sviluppo da parte della popolazione locale. 

Di fronte a questo, da qualche anno, è ripartita in diverse Regioni la richiesta di costruire nuovi impianti di risalita, spesso con costi molto elevati e in zone dove la neve non è sempre presente. Simboleggiano questa tendenza il progetto TSM2 (Terminillo Stazione Montana 2) sul versante di Leonessa del massiccio, quello per collegare le aree sciistiche della Magnola di Ovindoli e di Campo Felice e l’idea della Provincia di Teramo, per una cabinovia da Montorio al Vomano ai Prati di Tivo. Un intervento che, se realizzato, segnerebbe la morte del borgo di Pietracamela.  

Il successo della Nova Eroica Gran Sasso, come quelli del Cammino delle Terre Mutate (il trekking da Camerino all’Aquila attraverso i luoghi del terremoto 2016) e della Transiberiana d’Abruzzo, con i treni storici in viaggio tra Isernia, Roccaraso e Sulmona, dimostra che un’altra strada è possibile. In questi giorni, centinaia di escursionisti percorrono i sentieri del Pardo d’Abruzzo, Lazio e Molise, del Velino e dei Monti Simbruini per ascoltare il bramito dei cervi. La possibilità di avvistare sempre più facilmente orsi, lupi, camosci e grifoni è un altro asset importante. Per portare visitatori e reddito nelle aree interne dell’Appennino non c’è bisogno di altro cemento e di altro acciaio, ma di creatività, intelligenza, capacità di studiare e importare le esperienze di turismo a basso impatto ambientale già sperimentate in molte zone delle Alpi. Per farlo c’è bisogno di una classe politica più informata e più attenta, e di aree protette disposte ad accettare e a invogliare nuovi visitatori rispettosi. Accadrà? Il successo della prima Nova Eroica sul massiccio più alto dell’Appennino è un potente invito alla speranza. Il fatto che il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga abbia ignorato l’evento, però, non è certamente un buon segno.  

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