Film

“Finale ’68”, un’avventura su roccia sulle tracce dei pionieri

Nel 1968 a Finale Ligure, in quella che oggi è considerata una mecca dell’arrampicata sportiva mediterranea ed europea, si viveva un periodo di rivoluzione. Niente cortei o proteste ma una rivoluzione su roccia. Potremmo oggi definirla come epoca dei pionieri, di coloro cui va il merito di aver aperto le prime vie, di aver avviato quel processo di sviluppo che ha portato Finale a divenire una destinazione nota ai climber su scala nazionale e internazionale. Una meta da raggiungere almeno una volta nella vita. Chi furono i protagonisti di quest’epoca d’oro dell’arrampicata? Una pellicola che accompagna a scoprirli, almeno in parte, e a ripercorrerne le tracce sulle 13 principali pareti del finalese, è “Finale ’68” (Italia, 2018, 66′), presentata in anteprima mondiale al 66° Trento Film Festival, disponibile su Vimeo e Prime Video.

Qui la nostra intervista al regista Gabriele Canu.

Sinossi

Cinquant’anni dopo l’apertura della prima via alpinistica sulla Pietra del Finale, due fratelli, appassionati di montagna, decidono di vivere un’avventura ripercorrendo le tracce dei pionieri che per primi diedero inizio alla storia arrampicatoria di questo luogo. Ne scaturisce un viaggio selvatico alla ricerca di memorie e scoperte. Un vagabondaggio in verticale per esplorare gli altipiani e attraversare le tredici principali pareti del Finalese, ma allo stesso tempo un incontro e confronto con i protagonisti di allora.

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