AlpinismoAlta quota

Mingma G. conferma l’uso dell’ossigeno e la partenza per la vetta da C3. Segui gli aggiornamenti dell’invernale al K2

20/01/21 – Mingma G. conferma l’uso dell’ossigeno

Gli alpinisti che hanno salito il K2 in inverno hanno lasciato questa mattina il campo base per volare in elicottero a Skardu, dove sono iniziate le celebrazioni che proseguiranno a Islamabad.

Ieri ha rotto finalmente il silenzio anche Mingma G. Sherpa, che ha annunciato che avrebbe raccontato la sua scalata una volta a portata di wi-fi.

Mentre attendiamo con impazienza questo momento, ci sono però alcune anticipazioni sulla sua salita che vengono da Alan Arnette e dal New York Times, ai quali il nepalese ha confermato di aver usato l’ossigeno supplementare. Mingma G. racconta al quotidiano americano alcuni dettagli che stavamo attendendo: la partenza sabato notte è avvenuta alle 2.30 del mattino, un po’ più tardi rispetto a quanto programmato, l’1.00 e non da C4, ma da C3 (7400m). L’alpinista spiega infatti che il giorno precedente avevano raggiunto e attrezzato C4, per poi scendere a C3 per riposarsi. Quello che ha inciso maggiormente è stato il freddo, -60° a C3 dice Mingma G., e il vento tagliente che stavano per far rinunciare quasi tutti, tranne Nirmal Purja, che li ha esortati a continuare. Poco prima dell’alba sono giunti a C4, dove hanno riposato per poi ripartire in direzione della vetta appena il sole è arrivato a illuminarli e soprattutto scaldarli.

Ad Arnette, Migma G. Sherpa ha detto anche che gran parte dei 10 alpinisti ha subito congelamenti.

18/01/21 ore 22.40 (PK); ore 18.40 (IT) – Nirmal Purja senza ossigeno

Nirmal Purja ha poco fa confermato di aver salito il K2 senza l’utilizzo dell’ossigeno supplementare. La sua impresa sul K2, che già era nella storia, ha un valore oggi ancora più immenso.

Ecco le sue parole:

Il K2 invernale è stato una sfida bestiale. Credo fermamente che un’impresa di tale calibro non sia possibile se non hai un obiettivo o se è animata solo alla tua gloria personale.

Ho sempre saputo di cosa sono capaci la mia mente e il mio corpo. Per portarle a termine, nelle mie precedenti scalate avevo usato l’ossigeno dagli 8000m in su, ero comunque personalmente soddisfatto di come lavoravo in modo efficiente fino a 8000m. È stata una mia scelta e avevo le mie ragioni e la mia visione. Questa volta è stato difficile decidere se scalare con o senza ossigeno supplementare: a causa delle condizioni meteo e delle tempistiche, non mi ero acclimatato in modo adeguato. Sono riuscito a dormire solo fino a campo 2 (6600m) quando idealmente gli alpinisti dovrebbero trascorrere una notte a C4, o almeno arrivarci prima di tentare la vetta. La mancanza di acclimatazione, il congelamento da me subito durante la prima rotazione e il rischio di rallentare gli altri team, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti, erano le principali cause di incertezza sul fatto se usarlo o meno. La sicurezza della mia squadra è sempre stata la mia priorità. Fino ad ora ho guidato con successo 20 spedizioni e tutti i membri del mio team sono sempre tornati a casa esattamente come l’avevano lasciata, senza appendere dita delle mani o dei piedi. Questa volta ho deciso di correre un rischio calcolato e ho continuato senza ossigeno. La mia autostima, la consapevolezza della mia forza, della capacità del mio corpo e dell’esperienza che ho accumulato scalando tutti i 14 8000 mi hanno permesso di stare al passo con il resto del team e addirittura di guidarlo. 

Obiettivo raggiunto! Ho scalato il K2 senza ossigeno supplementare! 

Ci sono molti casi in cui gli alpinisti hanno rivendicato vette senza ossigeno, ma seguendo la nostra traccia e utilizzando le corde che avevamo fissato. Alcuni dei quali sono nomi molto conosciuti nella comunità alpinistica. Cosa è classificato come scalata by fair means? 

Personalmente, non è mai stato un grosso problema per me e ancora non lo è. Arrivando dalle forze armate del Regno Unito, abbiamo fatto e facciamo di tutto e non facciamo tante storie. È una scelta personale. La natura e la montagna sono per tutti. Fai la tua scelta”. 


18/01/21 ore 9.00 (PK); ore 5.00 (IT) – La foto di vetta di Nirmal Purja

La seconda foto di vetta è quella di Nirmal Purja, la pubblica insieme a un’altra immagina di lui sotto al grande seracco e a queste parole: “La leadership non ha sempre a che fare con quello che vuoi. La chiave è costruire una visione che possa ispirare. La decisione di andare in vetta è stata dura.  E’ stato uno dei tentativi più difficili mai fatti, senza ripensamenti. Ci sono state comunicazioni tra i vari alpinisti dei team che erano quasi sul punto di voltarsi indietro a causa del freddo. Ma tutti hanno spinto loro stessi oltre ai propri limiti per uno scopo, un obiettivo comune, per rendere l’invernale del K2 realtà, per realizzare l’ultima più grande sfida alpinistica, con una forza positiva e onore. 

Stare in cima alla vetta, essere testimoni della forza degli estremi di madre natura è stato inebriante.. Grazie per il supporto che abbiamo ricevuto da tutto il mondo, ci ha acceso il fuoco nel petto per rendere questo obiettivo una realtà“.


17/01/21 ore 19.10 (PK); ore 15.10 (IT) – Al campo base

Sono arrivati al campo base Nirmal Purja, Mingma David Sherpa, Mingma Tenzi Sherpa, Dawa Temba Sherpa, Pem Chhiri Sherpa, Mingma G. Sherpa, Kili Pemba Sherpa e Dawa Tenjing Sherpa.

Ora che sono tutti al sicuro, possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. Adesso è il momento di riposare, attendiamo di poter vedere anche le loro foto di vetta con l’ombra del K2 proiettata sull’orizzonte alle loro spalle e poter leggere i loro racconti.


17/01/21 ore 19.00 (PK); ore 15.00 (IT) – Il ricordo di Tamara 

Sono tantissime le voci degli alpinisti che si alzano dal campo base del K2 a tutto il mondo per esprimere il proprio dolore per la perdita di Sergi Mingote. Condoglianze, ricordi e condivisione di momenti insieme.

Vogliamo pubblicarne uno, quello di Tamara Lunger, che poco fa ha postato un video girato qualche giorno fa in cui erano insieme, con anche Gavan, a C1. I tre alpinisti ballano e ridono. Un momento di gioia, che mostra perfettamente come era Sergi.

 

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17/01/21 ore 16.00 (PK); ore 12.00 (IT) – A Skardu il corpo di Mingote

Sono arrivati al campo base del K2 i due elicotteri dell’Askari per riportare il corpo di Sergi Mingote a Skardu, da lì potrà tornare a Islamabad per poi essere rimpatriato in Spagna e restituito alla sua famiglia.

Non si hanno ancora conferme ufficiali circa il rientro al campo base degli otto alpinisti che si sono fermati a dormire a C3.


17/01/21 ore 11.30 (PK); ore 7.30 (IT) – La spedizione continua

Seven Summit Treks, in un post in cui ringrazia per il successo l’agenzia pakistana Blue Sky Treks And Tours per il supporto logistico e il personale al campo base, ha annunciato che la spedizione continua e che rimangono in attesa della prossima finestra di bel tempo.

L’agenzia nepalese fa riferimento agli alpinisti loro clienti che in queste settimane hanno trascorso il tempo ad acclimatarsi. Non dimentichiamo poi che sul campo c’è ancora il team di John Snorri e Ali Sadpara con il figlio Sajid.

Bisognerà capire se tutti avranno la predisposizione d’animo e il desiderio di continuare dopo la perdita di Mingote.


17/01/21 ore 11.00 (PK); ore 7.00 (IT) – La foto di vetta

Sona Sherpa (SST team) e Gelje Sherpa (Nirmal team) hanno raggiunto il campo base dopo essere scesi direttamente dalla cima del K2. Con loro è arrivata anche la prima foto di vetta, che immortala Sona alla luce del tramonto delle 17.00. Sona indossa la maschera dell’ossigeno supplementare, ma non è una sorpresa: SST ha sempre dichiarato che i propri sherpa avrebbero usato le bombole.

Questa mattina sono attesi anche gli altri 8 alpinisti che hanno deciso di rimanere a C3 dopo il successo, senza fermarsi a C4. Una decisione questa probabilmente dettata dalle previsioni meteo che davano i venti in rinforzo nella parte alta della montagna.

Quando tutti saranno al sicuro al campo base, la prima invernale al K2 si potrà dire chiusa. Sarà anche l’occasione, con le altre foto di vetta, di sapere chi ha realizzato l’impresa con o senza ossigeno supplementare.

Nella mattina è previsto anche l’arrivo dell’elicottero che porterà a Skardu il corpo di Sergi Mingote, deceduto ieri in un tragico incidente in discesa tra C1 e ABC:


16/01/21 ore 22.00 (PK); ore 18.00 (IT) – Campo 3

Nirmal Purja fa sapere che tutti gli alpinisti sono scesi a campo 3 (7400m). Sona Sherpa e Galje  Sherpa proseguiranno fino al CB già stanotte. Gli altri 8 alpinisti scenderanno al CB domani mattina.


16/01/21 ore 21.10 (PK); ore 17.10 (IT) – Campo 4

Una buona notizia dal K2, dopo la tragica arrivata poche ora fa della morte di Sergi Mingote in discesa da C1. I 10 alpinisti che oggi hanno toccato la vetta sono arrivati al sicuro a C4, 7800m.

La notte è calata su questa giornata storica per il K2 e per l’alpinismo. Ora è il momento di riposare per Nirmal Purja, Gelje Sherpa, Mingma David Sherpa, Mingma Tenzi Sherpa, Dawa Temba Sherpa, Pem Chhiri Sherpa, Mingma G. Sherpa, Kili Pemba Sherpa, Dawa Tenjing Sherpa e Sona Sherpa.

Domani continueranno la loro discesa verso i campi bassi.


16/01/21 ore 17.00 (PK); ore 13.0 (IT) – Vetta

È vetta! Tutti 10 gli alpinisti hanno raggiunto la cima del K2. Per tutte le informazioni: “È vetta sul K2. La grande sfida è vinta!”


16/01/21 ore 14.30 (PK); ore 10.40 (IT) – Saliranno in vetta tutti insieme

Il team ha pianificato di fermarsi 10 metri sotto la vetta, formare un gruppo (tutti e 10 gli alpinisti) e raggiungere la vetta insieme!” fa sapere Chhang Dawa Sherpa dal campo base del K2. Questo significa che gli alpinisti stanno procedendo in gruppi separati in base al ritmo di salita.

Chhang Dawa Sherpa pubblica anche due foto fatte ai teleobiettivi usati al campo base che mostrano gli alpinisti, si può intendere che sono sul pendio prima della cresta terminale.


16/01/21 ore 13.30 (PK); ore 9.30 (IT) – Ancora 200m

Siamo ora a 200 metri dal rendere orgogliosa la comunità alpinistica nepalese“, questo il messaggio postato pochi minuti fa da Mingma G. Sherpa, al momento impegnato nel tentativo di vetta. Conferma arriva anche dal campo base da parte di Chhang Dawa Sherpa.

200 metri sembrano pochissimi, ma a quelle quote sono più o meno altre 2 ore (tempistica che dipende dalle condizioni e dall’eventuale uso di ossigeno).

Per quanto riguarda l’uso dell’ossigeno, non si sa con certezza chi degli alpinisti impegnati nel tentativo lo stia usando. Rispetto alle dichiarazioni iniziali di intenti, le cose potrebbero essere cambiate per molte ragioni. Per avere la conferma bisognerà attendere le dichiarazioni degli alpinisti stessi al rientro.


16/01/21 ore 13.00 (PK); ore 9.00 (IT) – Il commento di Da Polenza

Abbiamo chiesto ad Agostino Da Polenza, esperto conoscitore del K2, un commento sulle tempistiche di salita del tentativo di vetta in corso.

Alle 7.00 italiane erano fuori dal Collo di Bottiglia. Un’ora e mezza per la traversata a sinistra e poi su in leggera diagonale a destra per altre 4, se va bene, o 6 ore, se il gelo appesantisce troppo le gambe e la mancanza di ossigeno i polmoni. Anche se almeno la metá dei 10 respira una miscela d’aria ossigenata che li riporta artificialmente più in basso di 2/3000 metri. Sono in ritardo. In “estate” la vetta la si dovrebbe lasciare per scendere a campo 4 al massimo alle 11 ora italiana, alle 15 massimo 16 ora pakistana. Tenendo conto anche dell’ora legale, credo che le 12 nostre sia il tempo massimo per garantirsi un minimo di sicurezza in discesa”.


16/01/21 ore 11.00 (PK); ore 7.00 (IT) – Passato il Collo di Bottiglia 

Due ore fa Chhang Dawa Sherpa, al CB del K2, aggiornava che la squadra stava attraversando il Collo di Bottiglia. Alle 6.30 Nirmal Purja faceva sapere che in 30 minuti ne sarebbero stati fuori, più o meno quindi a quest’ora.

La conferma che hanno finito la sezione del Collo di Bottiglie è arrivata da Mingma G. alle ore 7.00 (IT).

Se sono partiti secondo orario programmato (ore 1.00 PK, 21.00 IT), il gruppo sta procedendo più lentamente del previsto.

Il meteo è perfetto, come si può vedere nella foto postata da Chhang Dawa, che ha anche pubblicato le previsioni meteo di Ralph Rickli, il quale avvisa che la finestra odierna sarà seguita da un forte rafforzamento del vento che porterà la temperatura percepita tra i -50/55°C.


15/01/21 ore 16.00 (IT); 20.00 (PK) – Annunciato il tentativo di vetta

Incredibile notizia arriva dal campo base del K2, dove Chhang Dawa Sherpa ha annunciato il tentativo di vetta per questa notte. La partenza è per l’una di notte locale (le 21.00 italiane) da campo 4, 7800 metri. Per raggiungere la cima servono di solito 12 ore e infatti la squadra si aspetta di arrivare attorno alle 13.00 locali, le 9 di mattina italiane. 

Il gruppo è formato da 10 alpinisti, tutti nepalesi: Nirmal Purja, Gelje Sherpa (team Nirmal), Mingma David Sherpa (team Nirmal), Mingma Tenzi Sherpa (team Nirmal), Dawa Temba Sherpa (team Nirmal), Pem Chhiri Sherpa (team Nirmal), Mingma G. Sherpa, Kili Pemba Sherpa (team Mingma G.), Dawa Tenjing Sherpa (team Mingma G.) e Sona Sherpa (Team SST).

La previsioni meteo sono molto buone, con tempo stabile e venti deboli. Se così dovesse essere, le possibilità di riuscita sono dalla loro parte. Le difficoltà che incontreranno saranno il Collo di Bottiglia, sormontato dal grande seracco pensile, e il traverso. Passaggi tecnici e soprattutto pericolosi, che nessuno ha mai affrontato in inverno.

Questa notte si prova a scrivere la storia dell’alpinismo. Dita incrociate!

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110 Commenti

  1. Certo che, con questo meteo clemente da circa un mese, fatta eccezione per la brevissima parentesi di maltempo che ha spazzato via le tende a C2 qualche giorno fa, verrebbe da chiedersi: ma quanto c’è di invernale in questa sedicente scalata invernale? Per carità, non che sia una colpa di chi scala in questo momento, però secondo me per una scalata invernale non basta che sia invernale solo il calendario, ma dovrebbe esserlo anche e soprattutto il meteo. Se aggiungiamo poi che si sta anche facendo uso di ossigeno supplementare (per documentarsi basta fare una breve ricerca online), non vorrei passare per il bastian contrario, ma confesso che a mio modo di vedere sarebbe una prima invernale senza fascino, tant’è che stavolta mi vedo costretto a tifare K2. Spero che la montagna resista ancora una volta per concedersi un domani solo alle giuste condizioni. Anche se mi sembra ci siano davvero tutte le condizioni stavolta perché ciò che fino a qualche mese fa sembrava impossibile ora succeda.

    1. Sopportare temperature fino -50 °C non mi sembra una cosa da poco.
      Inoltre ci cono stati venti forti che hanno completamente distrutto l’accampamento del c2 se non sbaglio.
      Nims, Mingma e compagnia sono stati bravissimi a sfruttare al massimo ogni singolo spiraglio di bel tempo e hanno compiuto un vero capolovoro di logistica negli ultimi giorni, stando a quanto ho letto.
      Infine mi sembra di ricordare che solo alcuni membri del team di Nims facciano uso di ossigeno supplementare.

      1. Si,da quello che ho capito almeno 2 scalatori hanno O2, ma hanno il compito di soccorso e hanno O2 a disposizione se le cose dovessero mettersi male!

      2. Nessuno ha detto che scalare in invernale il K2 in stile himalayano sia cosa da poco né tantomeno che i nepalesi non abbiano i loro meriti quanto a logistica ed approccio alla scalata, di certo non l’ho detto io. D’altro canto basta comparare in questo momento dove sono loro e dove invece è il resto della comunità alpinistica sul K2 in questo momento per capire chi è stato più bravo, o magari anche solo semplicemente ne ha avuto di più.

        Ciò detto, bisognerebbe anche interrogarsi sul dove sarebbero in questo momento, senza le corde fisse, senza il lavoro di chi ha avuto bisogno di ossigeno per fare di più e farlo più in fretta. Ma soprattutto bisognerebbe anche chiedersi dove sarebbero ora se il meteo fosse stato quello che hanno incontrato tutte le spedizioni che si sono avvicendate negli inverni passati, o anche viceversa, se ancora per poche ore si parlerebbe oggi di K2 inviolato in inverno se le spedizioni passate avessero avuto la tavola apparecchiata dalle condizioni meteorologiche come l’hanno incontrovertibilmente avuta i nepalesi. Guardate che scalare inverno il K2 non è solo questione di 50 sottozero o buio che si fa presto eh.. E’ anche e ancor più questione di jetstream che soffia a 125 km/h opponendo resistenza all’avanzamento e contribuendo ad aumentare il freddo percepito, è questione di neve che si accumula su altra neve aumentando quindi lo strato da battere e rendendo più consistente il pericolo valanghe.. In questi due giorni erano attesi venti che soffiano a 20 km/h.

        20 km/h. Sul K2. A metà gennaio.

        Di qui la mia domanda: a breve si parlerà di impresa storica, mai riuscita a nessuno, dell’uomo che supera i propri limiti etc.. etc.. ma, si potrà davvero ragionevolmente lasciarsi andare a tutto questo scroscio di applausi quando i pur forti nepalesi hanno tuttavia giocato una partita difficilmente equiparabile a quella giocata di solito nelle invernali? A mio modesto e assolutamente opinabile giudizio, no.

        1. Secondo me il tuo ragionamento non ha molto senso. Ci sarà sempre un modo più difficile per scalare una montagna. Le condizioni meteo, la via scelta, l’equipaggiamento utilizzato, ecc… Se l’alpinismo deve finire ogni volta in chi ha fatto la cosa più estrema (e magari gli é andata bene di culo) é una cosa tristissima. Non é che la prima in invernale del Nanga vale meno perché hanno fatto la Kinshofer attrettazza invece del Mummery.
          Sul K2 c’era poco vento? Buon per loro, erano li il giorno in cui c’era poco vento e hanno sfruttato l’occasione. Ci fosse stato il jet stream qualcuno avrebbe detto “eh ma non c’erano 2 metri di neve fresca sopra il collo di bottiglia”.
          Questi ragazzi hanno fatto qualcosa di enorme secondo me.

        2. che ragionamento da ebeti, La fortuna del bel tempo in montagna è ovvia. Ci sono persone che hanno salito il Monte Bianco in estate con bufera e meno 10 e altre che hanno trovato più caldo in inverno. Quindi per fare la prima invernale basta andare con il vento ai 150 km/h…Vai tu allora ma senza nuove tecnologie e senza guardare il meteo senza giacca senza piccozza visto che cent’anni fa non la si usava…Siamo nel 2021 e il ragazzo che ha salito il k2 in invernale senza ossigeno due anni fa in 6 mesi li ha saliti tutti e 14. Invece di dire idiozie ci si dovrebbe togliere il cappello.

          1. Caro Luigi, se non sei in grado di distinguere una finestra di bel tempo da condizioni durature e mai registrate su una montagna in un dato periodo dell’anno, forse prima che dare dell’ebete ad una persona (cosa che a prescindere qualifica la bontà del tuo apporto ad una discussione, nella quale io non ho detto una parola che fosse una di insulto nei confronti né di utenti né tantomeno degli atleti oggetto della discussione) dovresti ripassarti un po’ di storia dell’alpinismo. Ma non prenderlo come un diktat, prendilo piuttosto come un consiglio spassionato per future e prolifiche discussioni.

        3. Ha perfettamente ragione, io proporrei di fare delle classifiche delle salite invernali in base alla temperatura, alla velocità del vento, alla pressione atmosferica, all’umidità, all’altezza della neve, all’età media degli alpinisti, al numero di scarponi e se vuole anche una classifica delle prime invernali fatte di martedì, semplice no?
          Cordialmente

          1. Caro Baroldi Fabio, come già detto più su, se vogliamo discutere partiamo innanzitutto da un punto fermo che è il fatto che qui non si punta il dito contro la classica finestra di bel tempo, evidentemente necessaria per chiunque per scalare un 8000, ma anche un 7000, un 6000, etc.. Qui si sta discutendo di quanto in una scalata in inverno, condizioni assolutamente eccezionali per una montagna delle caratteristiche del K2 (esposizione ai venti, longitudine, quota altimetrica, etc..), possano essere state enormemente determinanti, evidentemente anche più dell’ossigeno utilizzato dagli scalatori, rispetto alle tipiche condizioni cui sono andate incontro tutte le spedizioni precedenti. Se poi vogliamo fare battutine che lasciano il tempo che trovano, senza addentrarsi in una discussione seria nel merito, allora si tenga pure le sue classifiche perché a me non interessano minimamente.
            Cordialmente

    2. Pure io non riesco ad appassionarmi più di tanto a questo tentativo. Partiti troppo presto e con ossigeno. In più gli sta andando quasi tutto bene con il meteo. Gli auguro di farcela ma non la considerei una vera salita invernale del K2 in stile alpino

      1. Ciao Maxlive, di certo non sarà una salita in stile alpino, ma nessuno ha mai detto che lo sia.

        Per essere in stile alpino non devono essere fissate corde, campi intermedi, non deve esserci il supporto esterno di portatori, non deve essere usato ossigeno da nessuno. Nessun 8000 è stato mai scalato in inverno in stile alpino, non solo il K2.

        1. Ne deduco quindi che ad esempio per voi Elisabeth Revol menta spudoratamente sulla tragica prima invernale ed assoluta al Nanga Parbat lungo la via Messner-Eisendle nel 2018, perché lei e Tomek Mackiewicz si, non avevano utilizzato corde fisse, si, non avevano attrezzato campi intermedi, si, non avevano usufruito del lavoro di portatori d’alta quota e si, non si erano avvalsi dell’ausilio di ossigeno.

        2. Buongiorno Redazione.

          Una curiosità. Nella salita in stile alpino, non esiste nessun tipo di assicurazione, giusto? In pratica ci si basa solo su ramponi e picozza, ma non si utilizzano corde, corretto? Basta un errore e si cade, o esistono forme di assicurazione? Mi risulta difficile comprendere come una montagna così alta possa essere scalata in questo modo, con solo una tenda che ci si porta dietro, e con una necessaria acclimatazione.

          Qual è la differenza di difficoltà su una salita in stile alpino invernale o estiva?

          Chiedo da appassionato ed ignorante, non ho mai scalato in vita mia ma mi affascina tantissimo questo mondo.

        3. >Nessun 8000 è stato mai scalato in inverno in stile alpino, non solo il K2.

          Non era una prima, ma sicuramente un’invernale.
          Tomek (RIP) e Revol sul Nanga, non era stile alpino?

          1. Quella di Tomek ed Elisabeth non fu una salita in stile alpino puro, ma in stile che possiamo definire leggero: erano da soli sulla montagna, senza ossigeno, supporto esterno. Ma quando hanno iniziato l’attacco alla vetta avevano fissato già alcuni campi intermedi e delle corde nelle rotazioni precedenti. Per avere un puro stile alpino la montagna deve essere “pulita” quando si inizia la salita.

        4. Come giá Messner aveva detto: Lo stile alpino se hai 70 persone sulla montagna non esiste. Finalmente possiamo terminare il capitolo delle invernali, che a mio avviso é una disciplina che non fa moltissimo senso. Non dico che non sia difficile, ma siamo sinceri: Dal punto di vista del marketing fa molto senso, perché fare x-tentativi su una montagna in inverno, ha creato moltissima attenzione. Come stile torniamo nell´era pre-Messner. Progresso questo no lo chiamerei. L´alpinismo di punta si gioca altrove: Su pareti difficili (vedi Musherbrum). Oggi viviamo un puro alpinismo di “spettacolo” che si é intensificato grazie anche ai social media… L´ultima impresa di gran livello era quella della prima discesa con i sci dal K2. Se Messner era salito il Hidden Peak in pure stile alpino e con 15 kg sulle spalle su una via di salita con tratti molto ripidi…ecco questo era gran livello…Anche Ueli Steck era ai massimi livelli…

    3. Quindi secondo te non è una invernale se non sali con visibilità zero, sotto una bufera che imperversa da settimane e se esce il sole ti fermi perchè non vale????? ma ti rendi conto di quello che dici?

  2. Nepalesi che finalmente si muovono autonomamente.
    Sponsor e soldi che aprono gli occhi verso il terzo mondo.
    Il mitico, temuto, difficile e superbo K2 che potrebbe essere conquistato nella stagione fredda senza opporre resistenza, senza far vedere il suo lato oscuro e con una spedizione lampo.
    I ragazzi sembrano sereni e fanno sembrare la grande l’impresa quasi in gioco…
    Prevedo grattacapi per il mondo alpinistico professionale mondiale

    1. Con l’ossigeno Urubko nel 2003 e 2018 saliva e scendeva tre volte altro che grattacapi.. poi oh grandi, bravi in bocca al lupo ed incrociamo le dita affinchè vada tutto per il meglio.. ma questo va tenuto presente nel 2020

  3. Si sta facendo la storia…Ovviamente l’ossigeno supplementare è un grande aiuto, ma non si può non osannare questi ragazzi, eccellenti alpinisti, tecnicamente, fisicamente e mentalmente preparati. Il meteo buono non può essere una colpa a loro. Ovviamente un augurio più speciale andrà fatto a chi sta salendo senza ossigeno, come la nostra Tamara o Galvan, ai quali i complimenti saranno certamente doppi..tripli.

  4. Dai ragazzi che manca poco ! Sono con voi!!
    Onore ai nepalesi! Duri e puri riprendetevi le vostre montagne! Anche se siamo in Karakorum…!!
    Alla faccia di tamara e gli europei dell’alpinismo schic, social, inutile e commerciale.
    Impresa da altri tempi. Mitici!

  5. Buongiorno , Se,cima e ritorno senza problemi,missione compiuta. Poi prevedo bufera mediatica! Avete notizie del gitone commerciale da 60 alpinisti ? T. Lunger?

    1. Buongiorno,
      gli alpinisti che stavano facendo le rotazioni in parete tra C2 e C1 dovrebbero essere in discesa oggi.

  6. Il K2 ha concesso di concendersi agli alpinisti nepalesi. Mi sembra quasi, metaforicamente parlando, una Madre che accoglie i propri figli. È giusto così! Finalmente una ascesa i cui protagonisti non appartengono alle culture dominanti. Forza K2, forza Nepal!

  7. Questa impresa sarà il passaggio di testimone tra l’alpinismo “classico” fatto da uomini che individualmente o in piccola compagnia vogliono superare il proprio limite rischiando letteralmente la vita e l’alpinismo turistico sempre più sicuro, certo, concreto.

    Vedo questa impresa come la dimostrazione al mondo dell’alpinismo che gli sherpa possono rendere “sicura” anche una montagna come il K2 in inverno. Non c’è più bisogno di azzardare salendo in autosufficienza (stile alpino), con il materiale contato e senza bombole d’ossigeno come provavano a fare Messner, Kukuczka o i più recenti Moro e Urubko, oggi gli sherpa possono “facilmente” portare dei clienti persino dove i grandi alpinisti non sono mai riusciti ad arrivare.

    La voglia di vedere la foto di qualcuno in cima al K2 in inverno purtroppo sta superando la voglia di vedere una bella impresa alpinistica.

    Everest in solitaria senza ossigeno, traversata dei due Gasherbrum senza ossigeno, la “Via Polacca” sul K2, discesa dall’Evererst con gli sci in solitaria senza ossigeno, le prime salite in invernale ed in economia sugli 8000 da parte dei polacchi, queste sembrano tutte imprese totalmente diverse da quella a cui stiamo assistendo, puntano tutte ad arrivare in luoghi già visitati utilizzando uno stile più puro o interessante rispetto alla salita precedente.

    Il tentativo degli sherpa e delle agenzie che stiamo seguendo, così “semplice”, lineare e corredato da meravigliose immagini sta uccidendo i visionari dell’alpinismo come Messner, Kammerlander o Kukuczka che a confronto sembrano solo dei matti imbranati che hanno rischiato e, nel caso di Kukuczka, anche perso la vita senza nemmeno essere riusciti a fare una bella foto del collo di bottiglia.

    1. No, dai, i visionari ci sono ancora, ma non appaiono quasi mai sui media e la gente comune non li conosce.
      Fanno ancora bellissime cose e spostano sempre più in alto le conoscenze dei limiti umani.

      Per me questi sono veri e grandi professionisti della montagna: non hanno nulla a che fare con i professionisti dell’immagine alpinistica che vengono elogiati dappertutto da noi.

  8. Da quello che ho capito almeno 2 scalatori hanno O2 a disposizione, ma svolgono un attività di soccorso nel caso le cose nel gruppo dovessero mettersi male

  9. Cmq il k2 si trova tra pakistan e Cina.. il nepal è parecchio più giù..che poi i nepalesi siano forti non vi è dubbio….

  10. Ma quale impresa??? Nepalesi siete arrivati in ritardo di 50 anni! Siete solamente TAMARRI del XXI°secolo.
    Riportate i Kathmandu tutta la vostra immondizia: corde, tende, bombole e bombolette, scarti retttali e altro, questa sarebbe la vera IMPRESA.

    1. Un commento come il tuo non merita nemmeno di essere letto , ma dato che lo si legge quasi inavvertitamente, allora ti dico: è sempre deleterio scivere senza pensare.

    2. Perchè l’immondizia secondo te in himalaya l’hanno portata i nepalesi? o gli occidentali magari come te che si fanno i trekking senza zaino perchè c’è lo schiavetto che te lo porta?

    3. Cla, sei parecchio ignorante della storia alpinistica.
      Ti dico solo due fatti che secondo me faresti bene a imparare a memoria.
      Mai sentito parlare di un certo Tenzing Norgay che per primo ha salito l’Everest con il neozelandese Edmund Hillary nel 1953 ?
      L’anno scorso uno di quelli che definisci “tamarri” ha salito TUTTI gli 8000 in 187 giorni….
      è come se tu avessi affermato che i tamarri sono altri e parecchi siano nostrani !
      E poi ti informo che di solito sono loro che vanno a pulire le loro montagne, noi invece siamo solo capaci di insozzarle da quasi un secolo.

  11. Duri e puri? Ma se usano l’ossigeno e visto anche lo stile direi che è una definizione totalmente sbagliata la tua. Poi bene, bravi e giù il cappello. Ma non scherziamo, con l’ossigeno è un altro mondo, le imprese d’altri tempi sono altre. La via aperta da Urubko sul GII in solitaria in stile alpino è d’altri tempi, ed anche il fallito tentativo del 2018 sul K2. Questa è la prima invernale sul K2, se d’altri tempi solo per l’ossigeno.. ma con i materiali del 2020

  12. Che bravi …. Tutti seduti in paciolle, esperti di 8000 ,di ossigeno, di invernali, spaparanzati sui vostri comodi divani,mi par tanto di udire i commenti dei tifosi di calcio, tutti CT.
    Zitti per favore.
    Per una volta abbiate il buon senso di stare zitti !….
    COMPLIMENTI a questi giovani che hanno coronato il loro sogno.
    E ci hanno fatto sognare un po anche a noi.

  13. Strategia perfetta: organizzare una mega spedizione internazionale / commerciale e poi farla sotto al naso agli alpinisti occidentali.
    I clienti ci han messo i soldi, gli sherpa la vetta. Perfetto lavoro di squadra direi!!!
    Purtroppo temo che il succcesso nepalese, nel mondo alpinistico occidentale non verrà riconosciuto fino in fondo.
    Vedremo se ci saranno candidature nei vari premi e riconoscimenti….

  14. Ma ci rendiamo conto ???? Dopo anni di spedizioni ricche economicamente e tecnicamente attrezzate per conquistare questo gigante..”… viene raggiunto da un gruppo di u9mini che per lungo tempo hanno salito quei pendii al servizio di altri …..
    Io la trova una cosa fantastica
    Viva gli sherpa !!!!!!
    E adesso cari alpinisti prof. Fateci vedere di che pasta siete fatti

    1. Ma guarda che non è che se sono nepalesi sono dei mendicanti. È una visione un po’ eurocentrica sai? Se chi organizza tour estivi sugli 8000 prende migliaia di dollari per alpinista stanno meglio di me e di te, e soprattutto dei vari Kukucza, Gianni Calcagno, Casarotto, Urubko…

  15. Ora che tutti sono al sicuro al campo base, mi unisco a tutti gli appassionati di montagna, alle congratulazioni per la memorabile impresa conquistata con cotanta determinazione! Un applauso e molte grazie alla Redazione Montagna.tv per le puntuali informazioni sull’ evento e sugli interventi veramente esaustivi nei commenti.

  16. Nella dichiarazione di Nirmal mi piace sottolineare una sua parola, una parola ormai perduta nella nostra società e anche nel nostro mondo alpinistico: ONORE.

    Se poi è arrivato in vetta senza ossigeno, molti dovranno andare a nascondersi e non più parlare di alpinismo, finché non saranno molto più umili.
    Poveretti i nostri “grandi” molto osannati dai media, agli occhi di tutti rischiano di diventare dei qualunque.
    Vedremo cosa succederà e cosa si dirà.
    Bello e chissà.

    1. Abbi pazienza, ma pensi che se mettevi 9 a fare traccia con l’ossigeno un Moro, Urubko, Bielecki, Revol ecc non ci arrivava in cima? Se hanno scelto di non farlo ti dovresti chiedere qual è la loro visione dell’alpinismo e quale quella di Nirmal.

  17. Aspetto il resoconto prima di sbilanciarmi. Se hanno usato tutti l’ossigeno è si un’impresa ma non credo di valore assoluto. Stessa cosa se chi ha usato l’ossigeno ha aiutato chi non lo ha usato.
    Se invece non l’avessero usato sarà un’impresa storica e difficilmente ripetibile in tempi brevi.

  18. Quando un signore che si chiama Messner lascia un commento che suona come una investitura a cavaliere a persona come me che fa da spettatore non rimane che dire siete grandi, avete onorato la vostra montagna e lei vi ha riconosciuto.

  19. E adesso che si è scoperto che è salito SENZA OSSIGENO cosa vi inventerete per sminuirne l’impresa? Con i vostri pietosi distinguo: etica , purezza, stile alpino…Come diceva Toto’ talmente ci sono stati dei commenti ridicoli: ma fatemi il piacere!

    1. Dopo il tuo commento effettivamente è una triste giornata per uno che “si interessa” di alpinismo, immagino molto davanti alla tastiera

      1. Mi viene da pensare a Urubko, nel suo tentativo summitale del 2018; … era da solo e senza ossigeno. Quello si che un attacco alla vetta fatto da un VERO ALPINISTA.
        Era da solo, e già era vittima dei tremendi problemi dell’altezza, in un inverno più sferzante di questo.
        Eppure da solo ha voluto andare avanti finche é caduto in un crepaccio … era da solo …. E non ASSISTITO da una SQUADRA OSSIGENATA.
        Chi definisce un ATTACCO DI 10 PERSONE QUASI TUTTE OSSIGENATE E IPERATTREZZATE una impresa EPOCALE, dimostra la sua pochezza, ma sopratutto dimostra la SUA MANCANZA DI RISPETTO per i VERI ALPINISTI capaci di affrontare la SFIDA DELL’IGNOTO da soli o quantomeno senza la sicurezza di un esercito di sherpa alle spalle.
        Questo NON E’ ALPINISMO EPICO … quà siamo sulla soglia del marketing più BECERO.
        GIA’ stavano volando gli stracci tra i LEADER pochi giorni prima della passeggiata sommitale, e meno male che il bel tempo e le favorevolissime condizioni hanno messo a tacere tutto… e cosi l’esercito é arrivato tranquillamente in vetta.
        SE LO GODANO PURE IL LORO BEL PRIMATO DI CARTAPESTA … le vere PAGINE EPICHE SUL K2 le SCRIVERA’ PIU’ AVANTI QUALCUN ALTRO.
        Su tutto basta la frase vergognosa al limite del ridicolo pronunciata da NIMS (che comunque é e rimane un atleta eccezionale) ; che ha parlato di “un gran giorno per la storia dell’umanità” ??? … la storia dell’Umanità ??? … ma per favore … ma per favore NIMS, ma stai zitto quando non hai niente da dire.

        1. Su Urubko, mi trovi totalmente d’accordo!

          Secondo me, resta il migliore su piazza!!! L’unico che può riuscire,sul K2,a fare qualcosa di leggendario… !!!Stile Buhl sul Nanga, ma senza anfe, per intenderci … :-))

          Per il resto Nirmal&Co han comunque fatto, una cosa pazzesca; se non altro per come l’hanno “fatta semplice!… e lui senza O2!

          Saluti!

          Ok che c’erano corde e tutto il resto, ma salire devi salire; eviti giusto di ammazzarti.

  20. Direi che c’è da chiedere scusa a Nirmal.. poco altro da aggiungere ed ancora chapeau a tutti loro, a lui e l’altro saliti senza O2 a maggior ragione

      1. Bellissima salita e bellissimo libro !
        Poco conosciuta fuori dall’ambiente.
        Per me la salita più più più degli ultimi decenni, ma ce ne sono altre così belle.

        1. Sì, anche a me aveva sinceramente impressionato… tutti bravissimi! È vero, ci sono molte salite belle, bisogna guardarsi in giro! 🙂

  21. Settimana prossima tutti al K2 con le bombole! Ne ho contati almeno una ventina solo su questa chat che lo potevano fare in scioltezza ma che non lo hanno fatto per questioni etiche

    1. È un discorso che cerca di difenedere i nepalesi ma palesemente assurdo, il suo.
      È così assurdo che se lei avesse ragione a proporre come soglia per parlare delle cose l’averle fatte in prima persona, lei per coerenza non dovrebbe chiamarsi Claudio ma avere un nome nepalese ed essere stato in cima al K2 qualche giorno fa. Se lei parla per sentito dire dovrà pur ammettere che anche altri lo possano fare, e magari hanno pure “sentito dire” meglio di lei, o letto di più, o ragionato più finemente.
      È un bellissimo record il loro, ma si è assestata nei decenni una concezione diversa di impresa alpinistica. Loro possono fare quello che gli pare (e Nirmal mi pare lo ammetta apertamente “non ci si fa e non ci si è mai fatti problemi tra noi dell’esercito”) ma la comunità alpinistica intorno potrebbe evitare di farsi abbindolare e correre dietro ai lustrini del record. Poi per carità, contento lei…

      1. Paolo, bisogna sperare che dopo questa salita tutto il mondo, che fa e guarda l’alpinismo, capisca la definitiva fine dell’alpinismo per normali accompagnati e serviti anche d’inverno (forse può chiamarlo escursionismo costoso e guidato d’alta quota?) e torni a concentrarsi sulle vie nuove e più difficili….. come si è fatto spesso negli anni 80 e qualcuno fa sempre
        K2, Everest, Makalù, Dhaulagiri, per citarne alcuni hanno pareti e creste ancora da salire, anche integralmente..
        Sui 7000 ci stanno già andando spesso e talvolta sugli 8000 come per la Mazeno.
        Il sogno della traversata Lhotse Shar Lhotse è rimasto un sogno mai più tentato…solo il dottore francese ci è andato…..

          1. Nicola Jaeger
            Per opposto mi viene in mente una roba di pochi anni fa: “un pochito de oxigeno, por favor”….. una scritta a Kathmandu …… 🙂

    2. Ah ah..grandissimo..pensavobla stessa cosa…è proprio un’impresa che potremmo fare io e te ma..non faccio per questioni etiche!

      1. Ma si figuri, di questi tempi è necessaria un po’ di umiltà: al limite io e lei possiamo andare a piantare 600 fittoni su supermatita, aprendola finalmente anche all’utilizzo delle nuove generazioni. Magari ci scappa un piolèdor, chissà!

    1. Ma che discorso è? Se andavano 100 alpini che avevano nell’insieme 5000 ascensioni sui 4000m potevano piantare una ferrata?! Si discute di come hanno fatto il k2, non sul loro curriculum.

      1. Allora le pongo una domanda; Se la spedizione militare guidata dal colonnello polacco (17/18) fosse arrivata in vetta, sarebbe stata un impresa memorabile?.
        Mi sembra che anche li ci fossero team scelti per lavorare, altri per intervenire ed eventualmente le punte di diamante per arrivare in vetta.
        Sicuramente se è esperto di montagna , escursionista o guida alpina, conoscerà la differenza tra una persona allenata ma cresciuta sulle alpi, rispetto ai ” clienti occasionali” allenati si, ma non cresciuti in quell’ambiente,
        Beh spero che le è capitata l’occasione di vedere sul campo la differenza, è in quei casi ti rendi conto che curriculum vero di una persona parla con i fatti.

        1. Spedizione militare? Erano una dozzina compresi ultrasessantenni, cuochi e videomaker… E non mi pare abbiano usato l’ossigeno, neanche i cuochi.
          A me poi non cambia molto, ma reputo sia una pagina non delle più luminose sia per la storia dell’alpinismo che per tutti quelli che se la sono rischiata fino ad oggi senza usare ossigeno per rispetto della montagna e degli altri (cioè per non avvantaggiarsi).

          1. Dimentichi i portatori, se non sbaglio pakistani, che in qualsiasi caso, se fossero arrivati in vetta avrebbero aperto la via. Ma purtroppo anche in quel caso, per questioni di copyright e/o contratti da umili portatori si sarebbero dovuti fermare a 3/400 metri dalla gloria. Quando ormai vedi la vetta lontano da passaggi difficili è difficile che chiedi la spinta.

  22. La verità è che vi scoccia perché sono nepalesi e non alpinisti occidentali, altrimenti non vedo perché stare a disquisire di condizioni meteo troppo favorevoli e uso di ossigeno (che mi sembra raccomandabile a quella quota, anche se quel pazzoide di nims non lo ha utilizzato). Sono più bravi e il loro fisico probabilmente è più adatto del nostro per resistere senza ossigeno sopra gli 8000 metri. Mettetevela via, hanno avuto una resistenza fisica e mentale che gli occidentali se la sognano.

    1. Cara Kate, ragioni su quello che lei stessa scrive. “il loro fisico probabilmente è più adatto del nostro per resistere senza ossigeno sopra gli 8000 metri”, e qualche riga prima hanno fatto “uso di ossigeno”.
      Il problema sta qui: se la sfida è riuscire a salire quella montagna non è perché è sacra o perché è in un continente esotico, è perché è un ambìto 8000m e nella stagione più difficile non l’ha salito nessuno.
      La stagione la fornisce il signore (e su questo si potrebbe discutere anche, ma non mi sembra ancora il momento per lei), quello che è certo è che una difficolta è data dalla mancanza d’ossigeno, come giustamente anche lei afferma. Se usi l’ossigeno nel 2021 ti squalifichi da solo, rendi una grande impresa una mezza impresa. Se lo usano 9 su 10 ti squalifichi egualmente, perché fare traccia in 10 non è come farsela da sé o batterla in due o tre o cinque senza ossigeno. Siamo tutti d’accordo immagino sul fatto che si fosse messo un reggimento di alpini da 1000 uomini a fare traccia e mettere campi prima o poi uno saliva, a maggior ragione se metà avessero avuto l’ossigeno. Ma il punto nodale è: con che valore?
      Da decenni si dice: se non riesci a fare una cosa lasciala fare agli altri, non rovinarla. E’ un comandamento etico alla base dell’andare in montagna, è un modo in cui ci si comportava per rispettare gli altri e la montagna. Ci ragioni un po’ sopra.

      1. Un grande boh.
        L’unica cosa che mi preme di sapere è il senso di questa frase “la stagione la fornisce il signore (e su questo si potrebbe discutere anche, ma non mi sembra ancora il momento per lei)”. Non mi voglio spingere a dare un’interpretazione o un giudizio sul perché io, secondo lei, non sono pronta per ragionare su un eventuale responsabilità del signore sulle stagioni… Perché è il genere di discorsi assurdi che non portano da nessuna parte, come tanti altri che sono stati fatti in questi commenti. In più sembra intriso di una sorta di senso di superiorità, come se io fossi in qualche modo acerba per parlare di un argomento tanto profondo (è profondo come una pozzanghera a parer mio),secondo il suo non richiesto giudizio. Ebbene, nims e gli altri hanno fatto questa salita, i giudizi che lei come altri state scrivendo altro non sono che questo:giudizi. Secondo me hanno avuto una marcia in più, perché non credo che l’utilizzo di ossigeno sia un’onta ma una precauzione, non sono arrivati lassù in elicottero. Sono stati incredibili, se poi qualcuno farà vetta senza ossigeno in inverno sarà ancora più bravo.
        Infine la ringrazio per la lezione di vita finale di cui sentivo l’estrema necessita, sa, da molto più che decenni si dice : quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba.
        O revuá :-))

        1. Non mi fraintenda. Non intendevo dire che lei non arriva a sapere che le stagioni le dà il signore, solo che le discussioni su quando comincia l’inverno (discussioni accanite, che hanno animato Urubko, Wielicki e altri in questi anni) sono superflue se non ci si mette d’accordo sull’ossigeno. Le stagioni sono lì per tutti; l’ossigeno solo per chi se lo vuol portare. Non si tratta di dare lezioni, ma di non chiamare le cose con un altro nome, e su questo credo (ancora) debba ragionarci su. L’ossigeno non è una precauzione, è (dice qualcuno) un dopante. E lo dice non a torto: a quelle quote se lo usi fai certe cose che non avresti fatto altrimenti. Personalmente ognuno può far quel che vuole a 0 come a 8000 metri, ma se tutti negli ultimi anni avevano provato senza ossigeno non era per mancanza di fondi o per stupidità, ma è perché si è assestata negli ultimi cinquant’anni una certa idea di cosa è “più etico” fare. Si può fare altrimenti, e infatti l’hanno appena fatto, ma sono cose diverse (e non di poco!). Se le va, se non le è capitato di leggerlo, dia un’occhiata al famoso articolo “l’assassinio dell’impossibile” di Messner: riguarda altre questioni, ma la logica che metteva all’indice (il chiodo ad espansione per passare ad ogni costo) si può dire fosse la stessa di quella qui rappresentata dall’ossigeno. (Ed è interessante vedere come siano cose di cui si parla da cinquant’anni…)

  23. “”””Ci sono molti casi in cui gli alpinisti hanno rivendicato vette senza ossigeno, ma seguendo la nostra traccia e utilizzando le corde che avevamo fissato. Alcuni dei quali sono nomi molto conosciuti nella comunità alpinistica. Cosa è classificato come scalata by fair means?
    Personalmente, non è mai stato un grosso problema per me e ancora non lo è. Arrivando dalle forze armate del Regno Unito, abbiamo fatto e facciamo di tutto e non facciamo tante storie. È una scelta personale. La natura e la montagna sono per tutti. Fai la tua scelta”.””””

    Mi inchino di fronte a quest’uomo, agli altri 9 Sherpa (con una media di oltre 10 ottomila ciascuno) e alle loro dichiarazioni. In particolare quelle di Nirmal Purja qui sopra riportate, che persino il sottoscritto (in base ad esperienze himalayane assolutamente insignificanti rispetto a queste) aveva più volte affermato anche su questo sito, commentando passate imprese di celebri collezionisti no-oxigen.
    La forza, l’umiltà e la modestia di questi dieci formidabili nepalesi traspare anche il giorno dopo un’impresa del genere. Non pensano nè mai proferiscono (se non per traduzioni sbagliate dei giornalisti occidentali) la parola “conquista”, parlano sempre e solo di Rispetto, di Madre Natura, di forza della squadra, di amore per la famiglia, di Montagna per tutti, di libertà di scelta.
    Giù il cappello!! Per una volta l’Alpinismo ne esce vittorioso e la Montagna, come anche accadde con Ali Sadpara sul Nanga, finalmente si concede, donando la giusta gloria e onore ai suoi figli legittimi, stavolta Sherpa nepalesi, troppi dei quali hanno lasciato la vita, spesso nel silenzio dei media, durante il duro lavoro di attrezzatura dei percorsi o di accompagnamento di spedizioni commerciali.

  24. SI CERTO, senza ossigeno; e a testimoniare che non lo hanno MAI USATO c’erano gli altri 8 in TUTA SPAZIALE.
    C’é da rabbrividire a pensare come si possa spacciare questo tentativo di un battaglione “dopato” come una pagina epica di Alpinismo.
    Che tristezza … la Rovina dell’Aplinismo, viene veicolata dalla stessa Rovina degli altri Sport, il DOPING. Per quanto l’Alpinismo non sia strettamente definibile uno “sport” … il contagio é stato identico.

    1. SRoby, scusa, ma le tue sono parole cattive.
      Non hai mai visto come vanno per le normali (con quanti tentativi, soldi, danni, “medicinali” e quanto tempo impiegano) e non hai mai sentito cosa dicono i nostri tanti “televisivi” ?
      Questi hanno degradato l’alpinismo italiano.
      Spero che ora si riesca a cambiare.

  25. Penso non ci si debba incattivire, se uno nota alcune cose nelle imprese ed esprime dei distinguo, provando a metterli in evidenza, senza avere comunque l’intenzione di togliere il valore a qualcosa di memorabile! Esempio pratico: Io penso che un conto sia salire senza maschera ed ossigeno per tutti i componenti, un’altra cosa sia salire, sì senza ossigeno, ma con colleghi attrezzati e pronti ad aiutarti in caso di bisogno! Questo non è certo un commento per sminuire, me ne guarderei bene, anzi penso sia un formidabile gioco di squadra, ed è un mio pensiero sui fatti! Naturalmente ancora complimenti per la formidabile impresa dei dieci scalatori nepalesi. Salutoni a tutti!

  26. e se uno sale d’inverno è grazie all’ossigeno, e se è senza ossigeno è grazie al percorso attrezzato e non in stile alpino , e poi c’era bel tempo ..dai anche meno!
    Oggettivamente, per il fatto di essere stata la prima, è storica, poi può non piacere lo stile, ma quello si può migliorare, e la storia ci insegna che pochissimi sono riusciti a salire dove volevano come volevano quando volevano la prima volta..
    Salire il K2 in inverno a là Urubko probabilmente avrebbe aggiunto valore alla salita, ma non averlo fatto di sicuro non lo toglie.
    Pensare che l’unico modo valido di salire una montagna sia da solo nella nebbia a -80 con bufere di neve rasenta pià l’integralismo che l’alpinismo.
    Anche perchè ad essere precisi lo stile alpino è , per definizione, uno stile, non la definizione di alpinismo.

  27. Ci sono i Record e ci sono le Imprese. La differenza, seppur sottile, non può non essere compresa, se non con un dolo intenzionale della ragione.
    Ci sono gli Atleti immensi e ci sono gli Alpinisti immensi. Un atleta ambisce al record; cerca di divorare la quantità; un Alpinista anela all’impresa.
    Purja é un atleta immenso, una macchina da guerra.
    Urubko é un Alpinista immenso, un visionario che danza sul bordo fragile dell’abisso.

    Nel 2018 sul K2, con contingenze climatiche particolarmente dure, Urubko già preda di inquietanti
    manifestazioni dell’aria sottile, che gli facevano vedere piante tropicali ai lati della tenda; decide di
    non ascoltare quella sensazione di pericolo, e da solo prosegue verso la vetta; la sua eroica ascesa termina in un crepaccio da cui esce miracolosamente. Proprio in quei giorni il K2 era particolarmente inospitale, e chi ne sa di montagna sa quello che dico. Ma é comunque una pagina di storia alpinistica, quella resa, ma fatta a testa alta.
    La resa di “uno” che pochi giorni prima assieme ad Adam Bielecki , aveva affrontato sulla sua pelle il pericolosissimo salvataggio notturno di Elisabeth Revol … quella si che é davvero Storia dell’Alpinismo.

    Nel 2021 sul K2, con contingenze climatiche stupefacentemente favorevoli, non uno ma dieci affrontano l’ascesa finale. L’aria sottile per i supporter di Nirmal é un optional. Ma cosa volete che sia, obietterà qualcuno, dopotutto hanno fatto la fatica di portarle le bombole.
    Certo, esattamente come affrontare le più tremende salite del Tour de France con il motore cablato nel telaio … i soliti (sempre loro) obietteranno che loro (lo squadrone di Nirmal) però hanno ammesso il doping, non hanno nascosto il motore nella bicicletta … e che invece “uno” (Nirmal) il motore non ce l’aveva … certo
    che splendido esempio di abnegazione … peccato che la condivisione del rischio ne determina la riduzione.
    La solitudine nell’impresa estrema non é uno sbaglio tattico, come probabilmente pensa il caro Nirmal, ma é il pedaggio dell’inutile gloria che gli Alpinisti anelano.
    Anche senza salire sugli 8000, quando il pericolo é minimo ci si sente ripetere : “non andare da solo”.
    Oppure : “state attenti, che anche in due, se succede qualcosa, poi siete da soli”.
    Caro Nirmal, chissà come ti saranno sembrati degli sprovveduti Tomek ed Elisabeth; da soli, a morirci o a scamparci su un Ottomila d’inverno.
    Che sbaglio vero, andarci da soli ? … tu e il tuo Team dei record; tu e i tuoi 9 angeli custodi con l’ossigeno. Pronti a riportarti giù o a tirarti fuori da un crepaccio.
    Ma ti sbagli Nirmal; quelli non sono sprovveduti. Quelli sono Alpinisti, con la A maiuscola. Quelli non cercano il Record.
    Quelli cercano l’Impresa Alpinistica ben sapendo che sarà la Morte a decidere del loro Ritorno ma non del loro Sogno.
    E’ questa la differenza tra Record e Impresa Alpinistica.
    Non é difficile da capire Nirmal, quello che hai architettato entra di diritto nel Libro dei Record ma non nella grande Storia dell’Alpinismo.
    Tra te e Urubko, tra “voi 10” e la coppia Tomek-Revol passa un’infinita differenza. La tua é una performance sfolgorante la loro é impresa Antologica.
    Tu sei un RecordMen, loro sono Alpinisti Epici.

    Tu ti vanti di aver sempre portato indietro tutti; certo, ma come ?
    Che sprovveduti che ti sembreranno gli Alpinisti che hanno lasciato nella neve amici e fratelli.
    Sprovveduti incapaci dei tuoi record.
    Eppure il tuo record sui 14 8000 non vale nemmeno una frazione dell’Impresa di Jerzy Kukuczka.
    Il tuo compiacente bilancio di rientri in sicurezza non ti pone a livello di Messner.
    Sua madre lo aveva avvisato : “Fai tutto quello che vuoi, ma riportami indietro Gunther”.
    Eppure non é finita così e non erano degli sprovveduti, perche questo é il prezzo dell’Alpinismo.

    Quello che é successo sul K2 nell’inverno del 2021, non é una pagina storica dell’Alpinismo.
    Questa volta; per “davvero” c’erano DIECI PERSONE a conquistare il NULLA.
    Perche é di niente che stiamo, Alpinisticamente, parlando.

    1. Allora riassumiamo: se non muore un compagno di cordata, non è alpinismo. Se non ci sono condizioni climatiche da tregenda, non è alpinismo. Se ci sono altri sulla montagna che usano l’ossigeno non è alpinismo. Tutte queste storie non sono state fatte quando è stato scalato il Makalu in inverno da Urubko e Moro che hanno descritto una montagna in ottime condizioni con situazioni climatiche favorevoli.
      Visto che si sono create condizioni climatiche favorevoli (con temperature anche di – 50, favorevoli ??), dove erano tutti gli altri alpinisti occidentali, perchè non hanno sfruttato la finestra di bel tempo ed hanno seguito i nepalesi? Ti rispondo io: perchè stavano ancora salendo tra campo 1 e campo 2, utilizzando le corde fisse già presenti.
      Chi ha messo le corde fisse sulla montagna? Ti rispondo io: i nepalesi se le sono messe da soli. E’ forse un peccato nell’alpinismo portarsi le corde e posizionarle per facilitare piu’ la discesa che la salita? Parliamo di corde fisse: qualcuno ha visto come è ridotto camino bill: ci sono almeno trenta corde fisse delle spedizioni estive con scalette di alluminio. Secondo voi il grande (senza polemica) Urubko non le ha toccate nel salire nel 2018 oppure si è attaccato come farebbero tutti? E’ passato a fianco, certamente ha sputato su quell’aiuto ed ha proseguito?
      Parliamo di salite in bicicletta: prova a fare il mortirolo in bicicletta dietro un motorino, ti assicuro che fai fatica tanto quanto, se non ne hai non vai.
      Veramente non capisco: Nirmal è arrivato al campo base, senza tante storie entro due giorni era a campo 3, poi è sceso al base e dopo pochi giorni era in vetta senza ossigeno.
      Prego, accomodatevi, leoni da tastiera. Le corde fisse ci sono (le hanno messe loro), potete in 4 giorni fare il K2 in invernale che qualche giorno di bel tempo ci sarà ancora.
      Tutti grandissimi alpinisti ……

      1. Caro Emiliano, sgombri il campo da un equivoco.
        Qui tra di noi si ragiona (di solito ancorandosi alla storia dell’alpinismo o a qualche altra inutile ma condivisa teoria delle cose di cui si parla), là si va in montagna.
        Come dicevo a un altro utente, se si può parlare solo se si è fatto in prima persona allora lei dev’essere nepalese quanto Roby dev’essere Simone Moro.
        Invece la storia dell’alpinismo è qui per tutti, e tutti possiamo leggerne e ragionarci.
        Che Urubko abbia usato o meno le scalette è primo da dimostrare (lei s’appenderebbe a una scala lì da 6 mesi in alta montagna? Auguri!), secondo superfluo visto che non sono quelle le difficoltà che tengono lontani gli alpinisti dalla vetta del k2.
        Ammettiamo l’abbia usata, se le va.
        Se tutta la comunità alpinistica mondiale “giocava” a fare il k2 d’inverno era per l’aria sottile che fa venir meno le forze e per la sfida alla stagione più difficile.
        La stagione – mi ripeto – la dà il signore, l’ossigeno se te lo porti ti squalifichi dalla sfida, semplicissimo. Togliamo il ciclismo che sembra un esempio chiarissimo ma evidentemente non abbastanza (sa che nelle cronometro non ci si può mettere in scia a chi precede? come mai? boh, s’informi!). Qui i problemi erano che senz’ossigeno si muore lentamente e se tu o qualcuno nelle vicinanze ce l’ha sei favorito. Sei favorito perché quelli con l’ossigeno possono lavorare meglio di uno senza (battere traccia, controllare che tu non stia sbarellando, approntare manovre di cordata e di soccorso più lucidamente..) e anche tu che non lo hai sai che se stai morendo (come il povero Tomek, verrebbe da dire) hai a portata qualcuno che può dartelo. L’onore e l’etica dell’alpinismo (per chi vuol farlo…) si basano sulla difficoltà e sul rischio. Se togli difficoltà o abbassi i rischi non fai nulla di sbagliato, ma non fai alpinismo. A mio parere hanno tolto la difficoltà dell’ossigeno e abbassato il rischio di rimanerci. Bravi e intelligenti senz’altro, ma fanno un altra cosa, uno sport.

  28. Come addolcire la pillola? Nel 2021 partire in 9 su 10 con l’ossigeno è per chiunque abbia un minimo di coscienza dell’evoluzione della storia dell’alpinismo semplicemente una porcata. Perché, domanderete? È una porcata perché vuol dire voler salire una montagna a tutti i costi e non rispettare le difficoltà che la montagna pone, cioè quelle per le quali dovrebbero essere lì, e per le quali dovrebbero essere – come scrive qualcuno – osannati per quello che realizzano. Ridurre le montagne a record ad ogni costo (per es. con anfetamine varie, o con il tracciato già pronto e battuto da altri fino in vetta, o facendosi portare acclimatati in elicottero a 7000 metri ecc…), oppure a occasione fotografica da instagram è pure legittimo, ma è altra cosa, un filo meno entusiasmante se seguite i ragionamenti che si sono fatti negli ultimi 50 anni almeno…
    L’alpinismo non voleva essere solo una gara un po’ più briosa perché potenzialmente mortale (o almeno aveva cercato di smettere di esserlo dagli anni ‘30 e dal loro nazionalismo esasperato).
    Poi certo i 10 nepalesi sono stati forti e organizzati e hanno rischiato del loro. Bravi senz’altro lo sono e lo erano, basta vedere i loro curriculum.
    Ma – diciamocelo – sono decenni che si discute sul non assassinare l’impossibile e lasciarlo gustare a chi verrà dopo. Sarebbe stato un atto di gentilezza e maturità, non un dovere, ma avrebbe reso più elegante il loro arrivo nella comunità dell’alpinismo che conta. Per questo qualcuno parla di “truzzi”, ma forse sarebbe meglio parlare di parvenu, di chi deve mettersi in mostra ad ogni costo, ma manca di stile. Ma contenti loro, i giornali, gli sponsor e non meno – mi pare di capire – gran parte del popolo di internet… contenti tutti. (E almeno loro, gli sponsor e i giornali ci hanno giustamente guadagnato)
    Sgombriamo infine il campo da almeno un’ “imprecisione”:
    Gli 8000 d’inverno, nel 2021, si possono fare senza ossigeno e senza attrezzare una via in 10 con l’ossigeno, non è cosa per me e immagino neppure per voi. Forse lo è se sei un Urubko, Bielecki, Steck, Wieliki, Kukucza, Messner, Buhl… e forse è questo che rende triste questa salita: era sostanzialmente più giusto che tutto il clamore, la ribalta e persino la pubblicità andasse a gente come loro, e non ha chi parte in 9 su 10 con l’ossigeno, nel 2021.

  29. Ci sono alcuni che rosicano fino ai gomiti, altro che scrivono cose improponibili e ben oltre il cattivo gusto (credo che la redazione debba moderare o rimuovere il commento di quel disadattato che insultava gli sherpa), per il resto….un bel silenzio non farebbe male. E il caro Simone Moro, che ultimamente non ci capisce proprio nulla, dovrebbe dar l’esempio e ascoltare prima di fare magre figure come in questa occasione (ma poi, chi aveva chiesto il suo commento neanche mezz’ora dopo che i nepalesi avevano toccato vetta?!?)

  30. Da quanto leggo e vedo non credo che la sfida al K2 in inverno sia da considerarsi completamente chiusa.
    Io concordo che è stato un Record, ma alpinisticamente parlando do ragione al lettore Roby.
    Andar su con un team di 9 con ossigeno è tutt’altra cosa rispetto ad altre imprese ben documentate su questo sito.

    Cioè permetteremi di dire (visto che già leggo il suo nome) che se al posto del famoso Sherpa ci fosse stato Moro il Server sarebbe andato in tilt dagli insoluti e sproloqui.

  31. IL PESO DELLE OMBRE.
    K2, prima invernale e ossigeno.
    Ho forti dubbi che Nims non abbia usato l’ossigeno sul K2. Bisogna avere il CORAGGIO di dirlo.
    Mi fa strano anche Messner, che fa solo elogi e non accenna assolutamente l’uso dell’ossigeno, cosa da lui sempre condannata.
    Tutti sappiamo che gli SHERPA sono fantastici e sono i più forti fisicamente in alta quota, in assoluto di chiunque.
    Ma scusatemi, la cronaca vera, la precisione, la verità, io penso che si debba discutere tra persone obiettive.
    Erano da “troppi” pochi giorni sulla montagna. Per gli sherpa è una cosa assolutamente normale usare l’ossigeno. E ricordo che l’uso dell’ossigeno deve essere considerato anche in discesa, anche in caso di soccorso, anche di notte in tenda, anche a singhiozzo. Non solo per fare la foto senza la maschera. Occorre essere molto PRECISI per RISPETTO di tutti coloro che hanno salito il K2 senza ossigeno, né in salita, né in discesa, né di notte, né di nascosto, né durante un soccorso. Bisogna avere le prove per affermare ciò che dico, però il dubbio è molto molto molto FORTE.
    E rimane.
    Con un risultato del genere che ha anche un altissimo valore economico, di immagine, di lavoro.
    Intanto alle aziende la precisione importa fino a un certo, e aumenteranno pure i prezzi per le spedizioni per noi miseri mortali.
    È appena morto il GRANDE Cesare Maestri… neanche farlo apposta. Le ombre e le polemiche delle verità ci sono sempre state, e ci saranno anche per questo K2.
    Il “PESO DELLE OMBRE, racconti veri o false storie?” in montagna, lo ha ben descritto Mario Casella nel suo libro omonimo…
    Mario dovrai scrivere un nuovo capitolo…

  32. Quello che a me impressiona è che erano al campo base da meno di 20 giorni è questo tempo è bastato per salire la montagna senza ossigeno. Se le cose sono andate effettivamente così, anche se Nims non ha aperto la strada ma ha solo seguito giovandosi del lavoro altrui, la dimostrazione di potenza manifestata è impressionante. Considerando anche la difficoltà data dalla respirazione dell’aria fredda in alta quota e le problematiche sanitarie che tali circostanze possono ingenerare, ha dell’incredibile quello che ha fatto con la poca acclimatazione acquisita.

  33. Nulla è chiuso in alpinismo !
    C’è sempre qualcuno che prima o poi migliora qualcosa.

    Per provocare la critica, voglio chiedere una opinione, ma bisogna vere coraggio per rispondere.
    I Grandi e Famosi che sono da quelle parti, adesso che le corde ci sono, i campi sono stati lasciati e magari anche altro, come veri alpinisti, si “umiliano”, approfittano dell’occasione (roba già prevista, ma non la vetta di altri) e salgono sulla cima ?
    Caasin nelle sue spedizioni faceva andare tutti in vetta.

  34. Nirmal è un alpinista moderno e lucido, oggi il migliore in assoluto sul pianeta per strategia, forza e determinazione. Non ci sono più dubbi vista l’impresa storica appena compiuta. Congratulazioni a lui.

  35. Perche’ si usa l’ossigeno? trovato:
    “In alta montagna, l’ossigeno presente nella miscela gassosa che compone l’aria che respiriamo è presente nella stessa percentuale di quella al livello del mare. Cambia però la pressione parziale che si riduce notevolmente con l’aumentare della quota e diminuisce dunque la quantità di ossigeno per unità di volume.”
    E’gia’ una precisazione rispetto alle comuni convinzioni per sentito dire ,approssimative ,che si sentono circa una” minore percentuale di ossigeno”. Ripetete una falsita’ milioni di volte e diventera’ una verita’ statistica.
    In pratica ad ogni atto respiratorio..il volume dei polmoni e’lo stesso ma assorbe meno ossigeno.
    Ci fecero anche , nei lager nazisti , esperimenti inumani su cavie umane, mettendo prigionieri entro macchinari rarefattori di pressione atmosferica , fino a simulare 13 chilometri di altitudine, con effetti letali…o lesioni nei sopravvissuti. Se grazie alle imprese montane estreme si riesce a migliorare il trasporto di ossigeno, la coibentazione termica ed il peso dei materiali, ben venga ..alla faccia dei puristi.
    Oggi vedo sul web concentratori di ossigeno portatili che pesano 2,5 chili e hanno 10 ore di autonomia.Speriamo calino ancora di peso e se occorre me ne prendero’ a noleggio e me ne andro’in montagna come da giovane, anche in escursioni con sci di fondo.. Oggi certi anziani paesani che incontro si rammaricano di non poter andare piu’ nella loro seconda casa o albergo a 1500 o oltre per problemi respiratori .Se mi dovessi vergognare starebbe nello zaino, ma anche esposto non me ne potrebbe fr**à di meno degli sguardi compassionevoli dei puristi. A quote medie come per le altissime,sarebbe meglio anche una progressiva acclimatazione,ma per lavoratori fino a 67 anni e con periodi vacanze sempre piu’ risicati e concentrati,ben verrebeb accolto un aiuto di piccoli concentratori.Certi mi hanno sussurrato che , quando ricevono dalla sera alla mattina, via sms ,di essere rifilati in ferie senza possibilita’ di scegliere, si sparano qualche anfetamina e vanno dalla scrivania o postazione fissa in zona produzione verso escursioni pesanti da consumare in 2-3 giorni .A volte sul percorso ricevono pure un contrordine di ritornare anticipatamente causa improvvisa commessa da consegnare a brevissimo termine..Stiamo ancora a sottilizzare e cercare dettagli e piccole pecche nelle imprese che d’altra parte pero’ non esitano ad autocelebrarsi con foto, e messe in posa stereotipate e logos e bandierine ben esposte.I riti son riti e pure i controriti sminuenti.

  36. Vorrei ringraziare Paolo P. e Cla, per la solidarietà ai miei commenti, in nome di un’ideale di Alpinismo che sappiamo essere nobile e che purtroppo paurosamente latita nella maggioranza degli altri commenti.
    Sono stato duro in un commento precedente dove definivo il team della vetta un team di buffoni.
    Normalmente non uso un simile linguaggio eppure é una durezza che mi sento ancora di sottoscrivere.
    Qualcuno ha scomodato un’aura di modestia nelle dichiarazioni post-conquista di Nirmal. Peccato che il tweet sia ancora li in bella evidenza. E non é nemmeno cosi difficile da tradurre dall’inglese.
    Riporto testualmente : “THE IMPOSSIBLE IS MADE POSSIBLE ! #K2winter – History made for mankind, History made for Nepal.”. Ora se questa é modestia, io sono Napoleone. Posso certamente condividere la sua gioia per il Nepal, ma le due frasi precedenti non lasciano margine ad alcuna ambiguità nella traduzione e quindi vanno giudicate per quello che sono.
    “L’IMPOSSIBILE È RESO POSSIBILE!” … ma anche no Nirmal, avresti potuto parlare di impossibile reso possibile solo se tu avessi fatto a meno di un team ossigenato di 8 o 9 alpinisti per tutto il tratto della zona della morte. Che ti piaccia o meno, Nirmal non puoi arrogarti l’onore di una ascesa dove hai superato le difficoltà che per tutti i tentativi precedenti hanno rappresentato l’impossibile. Ti sei posto in una condizione di vantaggio innegabile e arbitraria, e non puoi nemmeno addure alcuna seria difesa alla tesi che anche tu, in qualche momento di difficoltà (nonostante la miracolosa clemenza del clima nella finestra temporale sfruttata) abbia dovuto temporaneamente attingere all’ossigeno dei tuoi supporter (pur fortissimi, anche loro).
    Passiamo alla seconda frase anch’essa inequivocabile : “La storia fatta per l’umanità”. E qua vengono davvero i brividi. E’ anche difficile catalogare un simile assurdo come conseguenza di una forte emozione mista a gioia.
    Che importanza può avere per l’Umanità questo discutibilissimo record sul K2. Qua siamo alla presunzione, altro che modestia. Che Nirmal fosse di una pasta etica ben diversa dai grandi Alpinisti, vivi o morti che siano, era già abbondantemente chiaro. Non lo era, chiaro, e non lo é nemmeno adesso che hanno letto (e già dimenticato) quel tweet; per tutte quelle persone che hanno con la montagna un rapporto vuoto e materialistico e che ora hanno già in fretta e furia allestito un processo di beatificazione per Nirmal.
    Parallelamente e lo si evince dal tono perverso di alcuni commenti é in fase avanzata il processo opposto lo svilimento degli altri alpinisti, addirittura si attacca un presunto Alpinismo occidentale. Ma quale sarebbe il nuovo che avanza ? quello di Nirmal e la sua metrica di misurazione dei record ? ma é davvero cosi difficile accorgersi della scelleratezza del Tweet di Nirmal … ma é davvero cosi difficile accorgersi della affettata modalità di conquista della vetta ? … i nostri dieci “eroi” (8 o 9 ossigenati) si sono riuniti (stando a quanto raccontano) 10 metri sotto la vetta per poi fare un bel “saltello collettivo” … come gli scolaretti dell’asilo che saltano in gruppo, tenendosi uniti … e conquistare con irrisoria facilità la vetta che in inverno aveva respinto tutti, tutti i grandi Alpinisti, con i loro spasmodici e dolorosissimi sforzi.
    Oggi una buffonata assurge agli onori di una cronaca fatta davvero per assecondare un pubblico nato per i numeri e il sensazionalismo. E poi i leoni da tastiera sarebbero quelli che avanzano seri dubbi su questa operazione di facciata, su questo scempio dell’etica Alpinistica; su questo abuso di potere mediatico.
    Io non so se Nirmal ha mai letto un libro di Walter Bonatti; temo di no. Ma tutti questi post in italiano con tutto il loro vuoto semantico ed etico, mi comunicano l’amara consapevolezza che purtroppo, la grandezza di Walter, uno degli emblemi dell’Alpinismo nelle imprese e nel pensiero; é servita a poco. Chi ha scritto certi commenti non ha mai letto non dico un suo libro, ma nemmeno una sua pagina.
    E’ brutto da dire, ma forse é meglio che Walter adesso sia altrove; per non leggere simili nefandezze. Spero che Urubko, tanto per citare un altro grande Alpinista desista dal perdere tempo a leggere questa pletora di commenti insignificanti, intrisi di cruda e crudele ignoranza.
    Danno fastidio a me, che il K2 l’ho visto solo in fotografia, figuriamoci a chi sul K2 ha rischiato la vita.
    Mentre non nutro alcuna speranza che questi commentatori (chiamiamoli così) possa rinsavire, voglio concludere con una speranza di positività, ma temo davvero che sia troppo arduo.
    Speriamo che Nirmal cambi. Che cambi la sua etica, o meglio, che acquisisca un’etica Alpinistica di prim’ordine.
    Perché adesso é davvero vuoto, davvero sconcertante. Maldestro in questa sua coazione al record peraltro ottenuto con l’inganno, più o meno legalizzato.
    Non mi pongo nella posizione di chi si oppone alla novità; per un semplice motivo, qua non c’é nessun nuovo che avanza; anzi, qua c’é la reiterazione di vecchi inganni. Se proprio Nirmal ha smanie di modernismo; beh invece che farsi portare da un team con l’ossigeno in vetta al K2, provi a esplorare nuove forme di scalata; per esempio Alex Honnold é la che aspetta qualcuno che gli faccia compagnia nelle sue imprese. Forza Nirmal, basta una telefonata ad Alex … prova un po a “rivoluzionare” il free-solo sulle pareti dello Yosemite.

    Tornando al K2, per quanto mi riguarda; la miglior impresa sul K2 in inverno é ancora quella di Urubko.
    E questo non significa che Nirmal non é forte. E’ fortissimo, deve però abbandonare la spettacolarizzazione a tutti i costi, deve fare un bagno di umiltà, perché é quella la vera vetta da raggiungere.
    Il K2 rimane Alpinisticamente ancora inviolato nella stagione invernale. Dieci comparse hanno inscenato un discutibile spettacolo teatrale su un palcoscenico vertiginosamente alto. Ma di quelle dieci comparse, una, Nirmal ha i mezzi per poter diventare un Alpinista capace di scrivere davvero, in futuro, pagine memorabili.
    Dipende solo da lui, da quanto saprà cambiare. A noi e al K2, non rimane che attendere.

    1. Analisi perfetta, fatta da un vero romantico, lo dico con stima, la tua analisi non fa una piega fino al quando non dici: “che Nirmal ha i mezzi per diventare un alpinista capace”.( forse è uno dei più capaci mai visti, ma dopo aver rischiato e cosa che poco si dice, la maggior parte dei 10 arrivati in vetta ha riportato seri congelamenti ,ha puntato tutto sul successo, la capacità di fare salvataggi e riportare a casa tutti)
      Siamo nel 21° secolo e il mondo è cambiato, probabilmente da questa primavera nascerà una nuova società, la Nirmal e co, specializzata per portare in vetta miliardari che non aspettavano altro che una star per farsi un bel selfie.

    2. Si figuri. In realtà anch’io sono stato a lungo in dubbio riguardo all’insinuare che chi grida all’impresa non abbia letto poi così tanti libri di alpinismo, o almeno non li abbia contestualizzati (vedi ossigeno nel 1950 = ossigeno oggi). Ci starebbe: conosci poco e urli “woooowwww impresaaaaaaa!!!!”
      Al limite bisognerebbe chiedere ai nostri interlocutori se, saputo che esistono tutta una serie di personaggi “puri”, “etici”, “rispettosi” nel passato, non gli sembra il caso di rivalutare la portata dell’avvenimento.
      Poi, come mi diceva (giustamente?) Kate “un grande Boh”, ad ognuno il suo modo di andare in montagna, per carità…
      A mio parere è stato molto bello l’aspettarsi… ma anche lì, senza ossigeno come mai non ci si aspetta in vetta, qualcuno se l’è domandato?

    3. I nepalesi avevano tutte le carte in regola per essere considerati degli ottimi alpinisti. Invece hanno confermato di essere rimasti solamente degli sherpa.

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