Mostre e convegni

Il Museo Nazionale della Montagna riapre con due mostre

Un ritorno in quota tra fotografia e arte

Martedì 26 maggio il Museo Nazionale della Montagna di Torino riapre al pubblico dopo due lunghi mesi di lockdown. A dare il benvenuto, meglio dire il bentornato, agli appassionati d’alta quota, saranno due mostre. “Qui c’è un mondo fantastico. Sguardi contemporane sugli archivi del Museomontagna”, a cura di Veronica Lisino e Giangavino Pazzola. E “Sulle tracce dei ghiacciai. On the trail of the glaciers”, a cura di Associazione Macromicro.

Il pubblico potrà accedere senza prenotazioni, ma saranno obbligatori l’uso della mascherina e il rispetto delle norme di distanziamento e di utilizzo degli spazi che verranno spiegate all’ingresso.

“Sulle tracce dei ghiacciai. On the Trail of the Glaciers”

Un progetto internazionale in bilico tra documentazione fotografica e ricerca scientifica realizzato da Fabiano Ventura, all’interno del quale i due campi di indagine analizzano e rilevano gli effetti dei cambiamenti climatici sulle masse glaciali negli ultimi cento anni. Fotografo di montagna e ideatore del progetto, Ventura ha ripercorso le tracce dei primi fotografi ed esploratori di fine Ottocento e primi del Novecento insieme a un team di ricercatori, registi e fotografi. L’esperienza si è posta come obiettivo la realizzazione di una serie di fotografie che ritraggono le storiche vedute dall’esatto punto geografico e nello stesso periodo dell’anno di quelle del passato. La comparazione visiva e le misurazioni scientifiche sul campo documentano il cambiamento e l’inarrestabile fusione dei ghiacci.

Al Museomontagna viene presentata una selezione delle immagini più rappresentative frutto delle prime cinque spedizioni che compongono il progetto “Sulle tracce dei ghiacciai”. I confronti fotografici e le immagini di backstage raccontano le prime cinque spedizioni del progetto, tenutesi nelle catene montuose del Karakorum (2009), del Caucaso (2011), dell’Alaska (2013), delle Ande (2016) e dell’Himalaya (2018).

In mostra, in anteprima, anche una panoramica del ghiacciaio del Lys al Monte Rosa realizzata in occasione della pre-spedizione Alpi 2020. Completa l’esposizione la video installazione interattiva dal titolo “In cammino nel tempo”, che permette ai visitatori di interagire con le immagini antiche e quelle moderne attraverso un’esperienza sensoriale sul tema del tempo.

“Qui c’è un mondo fantastico”

La seconda mostra, dal titolo “Qui c’è un mondo fantastico. Sguardi contemporanei sugli archivi del Museomontagna”, è curata da Veronica Lisino, conservatore della Fototeca del Centro Documentazione, e da Giangavino Pazzola, curatore indipendente. Si tratta di un percorso di esplorazione e reinterpretazione delle raccolte fotografiche, e non solo, conservate negli archivi del Museo, dal punto di vista di quattro artisti: Marina Caneve, Vittorio Mortarotti, Laura Pugno e Davide Tranchina.

L’iniziativa fa parte del progetto iAlp – Musei Alpini Interattivi, che il Museomontagna conduce dal 2017 con il Musée Alpin di Chamonix-Mont-Blanc, e continua l’azione di valorizzazione delle collezioni degli archivi dell’istituzione torinese, declinandola come opportunità per ampliare la riflessione sulla rappresentazione della montagna e tracciarne visioni inedite.

A partire da un’indagine degli stereotipi più classici della rappresentazione della montagna, come per esempio quello bucolico a cui fa riferimento il titolo della mostra. Richiamando allo stesso tempo la ricchezza del patrimonio del Museo e la protagonista del fortunato bestseller di Johanna Spyri (1880), Heidi, stereotipo alpino per eccellenza e icona pop della montagna, con la realizzazione di opere inedite pensate appositamente per gli spazi del Museo, i quattro artisti hanno definito “nuove” montagne per raccontare un mondo sempre uguale, ma allo stesso tempo sempre diverso.

Tranchina con la sua installazione descrive non tanto il luogo fisico e incantato quanto lo spazio poetico del conflitto interiore. Mortarotti nel suo lavoro rappresenta la montagna non più come un limite monumentale e inaccessibile, ma come una soglia umana da esplorare dall’interno, spazio della permeabilità e della possibilità. Pugno offre un’indagine formale sul paesaggio che racconta le contraddizioni nella costruzione dell’immaginario attraverso il processo della visione, mentre la montagna di Caneve è la ricostruzione, attraverso dettagli, della rappresentazione ideale dei luoghi. Un’associazione di idee capace di interrogare lo spettatore sui meccanismi che portano alla costruzione della conoscenza.

Il materiale selezionato dagli artisti, sia come elemento creativo da rielaborare, sia come suggestione o vero e proprio “atto di appropriazione” da includere nelle proprie installazioni o da accostare per creare nuove connessioni e significati, coinvolge tutte le raccolte conservate nell’Area Documentazione del Museomontagna. Comprese quella della Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano che ne fa parte, come carte topografiche, libri e periodici. Gli artisti si sono dunque mossi dall’Archivio Walter Bonatti al Fondo Mario Fantin, passando per il Fondo Francesco Ravelli e piccoli nuclei e serie di altri autori della Fototeca. Dai giochi da tavolo ai manifesti cinematografici e gadget pubblicitari delle Raccolte Iconografiche, dalla serie dei calchi in gesso di incisioni rupestri ai libri di rifugio dell’Archivio alpinistico e ai filmati pubblicitari della Cineteca e Videoteca storica.

L’area d’indagine è stata circoscritta al territorio delle Alpi occidentali. Limite spaziale del progetto iAlp con cui il Museomontagna, insieme al Museé Alpin di Chamonix, porta avanti un lavoro di catalogazione e digitalizzazione di una parte significativa dei rispettivi archivi, che sarà presto messa a disposizione su una piattaforma digitale, utile agli studiosi e a tutti coloro che vorranno accedere a una selezione delle collezioni, con la possibilità di usufruire di percorsi di consultazione tematici e personalizzati.

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