Mostre e convegni

Nasce Mountain Museums, il Museo Montagna si fa virtuale

Musei chiusi significa cultura che si arresta. Se però siamo riusciti a raggiungere il lontano traguardo del telelavoro in appena una settimana, forse può essere fattibile offrire la possibilità di visitare un museo in modo virtuale. È quello che ha immaginato, e che sta realizzando il Museo Nazionale della Montagna di Torino Duca Degli Abruzzi di Torino che il 15 aprile sbarcherà online attraverso la piattaforma mountainmuseums.org.

Un sito che accoglierà parte dei materiali d’archivio, tra cui anche alcuni contenuti relativi alla collezione Bonatti donata dai parenti dello scalatore e che l’istituzione torinese sta catalogando e digitalizzando. “Si tratta di un archivio molto grande, formato da 250mila pezzi” spiega Daniela Berta, direttrice del museo. “Non appena questo lavoro sarà terminato una porzione minima dell’archivio, circa 200 pezzi provenienti dal periodo di Epoca verrà reso disponibile attraverso la piattaforma Mountain Museums”. Un progetto che va online oggi, in una situazione di instabile precarietà, ma che mira a evolversi e crescere in futuro con l’auspicio che possa diventare in tempi brevi un riferimento internazionale per studiosi e appassionati di cultura della montagna. Uno strumento di divulgazione e promozione dell’attività svolta dai diversi musei alpini.

Visitare il museo dal salotto di casa

La piattaforma digitale, realizzata all’interno del più ampio progetto Interreg Alcotra iAlp, sarà suddivisa in aree tematiche e consentirà ad appassionati e ricercatori di navigare in modo semplice tra i vari contenuti. Sarà così possibile vivere l’esperienza di una reale visita alla struttura, rimanendo però al sicuro nella propria abitazione. 5mila i pezzi messi a disposizione dal museo (30mila quelli schedati nei tre anni di progetto iAlp) a cui si aggiungono altri 3mila articoli provenienti dal Musée Alpin di Chamonix-Mont-Blanc (partner del progetto Interreg Alcotra iAlp) e dall’International Mountain Museums Alliance (coordinata dall’istituzione torinese). L’obiettivo, spiega la Berta, non è unicamente quello di fornire un modo per passare il tempo ora che non è possibile andare fisicamente al museo ma anche, e soprattutto, quello di innovare proposta e fruizione dei contenuti da parte del museo, cercando di raggiungere un pubblico quanto più ampio possibile. L’idea è diffondere la cultura della montagna non solo agli specialisti del settore, ma creando uno stimolo per le nuove generazioni”. Una visione  che non nasce oggi insieme al Coronavirus, ma portata avanti fin dal principio del progetto.

Quello offerto dalla digitalizzazione sarà un approccio esperienziale e divulgativo con macro aree principali (Gallerie tematiche, Luoghi, Mostre virtuali) a cui si aggiungerà un’area interattiva: dove sarà possibile creare una propria galleria personale con gli oggetti preferiti tra quelli consultati.

Selezionando una macro area il visitatore potrà seguire un fil rouge di contenuti legati a quello di partenza, come in una vera visita guidata. Allo stesso modo si potranno esplorare luoghi e montagne scoprendo i materiali, e quindi le storie, più interessanti che li riguardano. Uno spazio, Gioca con noi, sarà infine dedicato ai più piccoli i quali potranno cimentarsi in divertenti quiz, oppure potranno scaricare e colorare i disegni delle grafiche che caratterizzeranno il sito.

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