AlpinismoAlta quota

Everest, la Cina chiude. Il Nepal prosegue dritto e manda gli ice doctor ad aprire la via

La Cina ha chiuso il versante nord dell’Everest per ragioni sanitarie legate all’emergenza coronavirus. Una decisione che ci aspettavamo e che è del tutto condivisibile in una giornata in cui l’OMS ha dichiarato ufficialmente la pandemia. Cancellati tutti i visti fino a ora rilasciati.

La situazione paradossale in Nepal

Incomprensibile invece risulta essere l’atteggiamento del governo del Nepal, che prosegue dritto nella stagione primaverile alpinistica ignorando ogni avvertimento dell’OMS circa l’alto rischio che il virus esploda nel Paese. Oltretutto, non sono stati confermati ufficialmente casi di contagio all’interno dei confini, un motivo in più per tenere al sicuro il questo momento un Paese non è in grado di sopportare una crisi sanitaria.

I visti

Unica accortezza del governo nepalese è stata quella chiudere la possibilità di ottenere i visti direttamente alla frontiera (visa-on-arrival) per alcuni Paesi, tra cui l’Italia (la lista si è in questi giorni allungata e include anche Cina, Iran, Italia, Sud Corea, Giappone, Francia, Germania e Spagna).

Questo significa che nel Paese del Tetto del Mondo gli alpinisti e trekkers possono ottenere il via libera a entrare richiedendo, come un tempo, i visti alle ambasciate e ai consolati (per l’Italia l’ufficio competente è quello del Consolato a Roma) fornendo documentazione sanitaria che attesti la buona salute.

Gli ice doctor al lavoro

Nel frattempo, gli ice doctors sono sulla via per l’Everest pronti ad assumersi i rischi di attraversamento dell’IceFall per attrezzare la via fino a campo 1 e oltre. Una vera e propria follia, soprattutto se si considera che il governo nepalese ha chiesto a questi sherpa di fissare una doppia linea di corde (una per la salita e una per la discesa) allo scopo di evitare le code dell’anno scorso.

Un atteggiamento del tutto negazionista circa la situazione sanitaria mondiale. Evidentemente al governo nepalese interessano più gli interessi economici che quelli legati alla salute non solo degli alpinisti, ma soprattutto dei propri cittadini.

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6 Commenti

  1. ma incomprensibile cosa? neanche avere un police state come si sta facendo in Italia è la soluzione.Sarebbe stato più logico mettere in quarantena solo soggetti vulnerabil invece che cercare di bloccare gli spostamenti di tutta la popolazione ma ormai viviamo in una società in cui abbiamo paura di quello che non possiamo vedere e che non conosciamo

    1. se perdessi del tempo a studiare il minimo indispensabile e a capire come funziona un contagio – e come ha funzionato in passato – ti renderesti conto del nonsense che hai scritto

  2. il sig. tertre forse dovrebbe farsi un giro in qualche ospedale lombardo; sono basito da quanta sia l’ignoranza che pervade l’italiota medio.
    Per quanto riguarda il nepal posso solo confidare nel buon senso degli alpinisti occidentali e auspico che se ne stiano a casa almeno anche il nepal imparerà la lezione in modo incruento altrimenti saranno guai

  3. Concordo… Già temo il peggio io che vivo al centro sud.. Non oso immaginare cosa possa accadere in quei paesi dove la sanità è quasi inesistente.
    Rimaniamo a casa, andrà tutto bene!

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