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Himalaya indiano. Tre nuove vie e due vette vergini per i fratelli Pou

I fratelli Pou sono rientrati dalla remota valle di Bapsa, nell’Himalaya indiano, non distante dal confine tibetano, portando a casa tre nuove vie e la salita di due vette inviolate.

Ottimi risultati raggiunti nell’ambito di una interessante spedizione internazionale cui hanno preso parte anche l’italiano Jacopo Larcher, il belga Siebe Vanhee e l’americano Matty Hong. Ad accompagnarli anche due fotografi italiani: Matteo Mocellin e Alex Faedda.

Tre vie in stile alpino no-stop

Le tre nuove vie sono state aperte dai fratelli Iker e Eneko Pou – come si legge nel post pubblicato sulla loro pagina Facebook per annunciare l’uscita su Youtube del video riassuntivo della spedizione – in soli 10 giorni, in stile alpino e no-stop.

La salita di “The Latin Brother” (7c/+/560 m), dedicata all’amico Hansjörg Auer, scomparso tragicamente sull’Howse peak lo scorso aprile, li ha visti impegnati in parete per 14 ore.

Per aprire “Miguelink” (6c/600 m) sono state necessarie 12 ore. La via è stata dedicata a Miguel Riera, padre dello psicobloc, scomparso lo scorso ottobre a soli 56 anni a seguito di una lunga malattia.

La terza via, “Beti Alaves” (6b+/340 m), salita in 10 ore e mezza, è stata invece dedicata alla società calcistica del Deportivo Alavés, con sede nella città basca di Vitoria-Gasteiz, città natale di Eneko e Iker.

La salita delle due vette inviolate

Durante l’apertura delle tre vie ne hanno anche approfittato per salire in vetta a due picchi vergini, ribattezzati “Midi d ‘Ossau” (4.670 m) e “Gorbea” (4.560 m). Il primo nome scelto in onore del Pic du Midi d’Ossau, vetta dei Pirenei francesi particolarmente significativa nella loro carriera. Il secondo come rimando alla montagna più elevata della provincia di Álava.

Tra maltempo e dita rotte

Dieci giorni non facili per i due alpinisti, a causa del maltempo e, nel caso di Iker, anche di qualche problema con un dito rotto. Un incidente avvenuto non in Himalaya ma 5 giorni prima di partire. Un motivo per rinunciare a una nuova emozionante spedizione? Certo che no. Ma il dolore non deve essere stato irrilevante.

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