Cronaca

L’Alto Adige non è scomparso. Storia di un conflitto sopito

Su decisione del Consiglio provinciale di Bolzano con 24 si, un no e 5 astensioni è stato approvato il disegno di legge n.30/19-XVI circa le  “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea”. Un nuovo regolamento con cui il Consiglio provinciale ha deciso di cancellare l’espressione “Alto Adige” e l’aggettivo “altoatesino”. Al posto verranno utilizzati solamente le definizioni, nelle due lingue, “Provincia autonoma di Bolzano” e “Autonome Provinz Bozen-Südtirol”. Immediata è stata la bufera mediatica.

Un “attentato alla costituzione” secondo Michela Biancofiore, coordinatrice Forza Italia per il Trentino Alto-Adige. “Un grave errore” per Maria Elena Boschi di Italia Viva. In mezzo a tutta questa polemica è però sfuggito un piccolo particolare: si tratta di un emendamento limitato alla legge omnibus, il cui effetto ricadrà sui documenti ufficiali europei senza avere conseguenze generali.“Non sarebbe nemmeno possibile, dato che per cose di questo tipo occorre una modifica costituzionale” ha spiegato Arno Kompatscher, presidente della Provincia e leader del Südtiroler Volkspartei. “Credo che il Governo italiano non si permetterebbe di impugnare questa legge, l’impugnazione sarebbe un grave affronto. Metterebbe a rischio la pacifica convivenza che si è venuta a creare, dopo tanti anni di odio.

Un conflitto sopito

La storia dell’Alto Adige, che quest’anno compie 100 anni, ha risvolti drammatici. Quel termine, “Alto Adige”, per i germanofoni riporta indietro, agli anni dell’italianizzazione fascista della regione e poi alle proteste, agli attentati, alle bombe degli anni Settanta. A quel periodo di militarizzazione che ha portato infine allo statuto speciale e all’autonomia nel 1972. Una storia dolorosa, un conflitto mai davvero cessato del tutto, ma solo sopito. Lo dimostrano le votazioni dello scorso 11 ottobre che hanno visto i rappresentanti politici schierarsi su base etnico culturale: da un lato i tedeschi, a favore dell’abolizione; dall’altra parte gli italiani, contrari. In altre Regioni italiane una votazione come questa sarebbe passata nel dimenticatoio in breve tempo, ma non qui. Non qui dove il confine è vicino e conta, dove è la lingua di appartenenza a contare veramente. Tutti italiani, formalmente, ma non culturalmente. Alto Adige no, Südtirol si è la vera ragione del dibattere mediatico. “Giustamente è stato evidenziato che di conseguenza anche in tedesco andrebbe scritto Provinz Bozen. Così però non è stato fatto” spiega Kompatscher. In futuro “sarà necessario procedere unitamente. La questione della toponomastica può essere affrontata con un dialogo comune, aperto alle sensibilità di tutti i gruppi linguistici presenti sul territorio”. Per ora quindi, allarme rientrato e pacifica convivenza ristabilita.

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10 Commenti

  1. Vorrei ricordare a tutti che il nome ALTO ADIGE non nasce nel 1919 con la fine della grande guerra….ma qualche anno prima nel 1810 durante l occupazione napoleonica quando venne creato il dipartimento che prende il nome del fiume che lo attraversa……successivamente abbandonato e poi ripreso come detto nel 1919…..
    Mi sembra che i problemi siano ben altri….anche in provincia di Bolzano che pensare ai nomi e che la cosa sia molto pretestuosa….

  2. E adesso niente più alibi a quei trentini che si ritengono austriaci,pur non parlando il tedesco,e rimpiangono l’imperatore,il sudtyrol e i sud tirolesi sono tedescofoni, pertanto austriaci, e i trentini italiani, poi se qualcuno pensa che sia utile l’Euroregio, allora va tutto bene , trentini, confinanti a sud assieme ai veneti, (carnici) a nord nordtyrol, Svizzera e anche Lombardia,La geopolitica non è un semplice costume da parata,bensì la definizione di molteplici interessi territoriali, economici e culturali,loro i sudtyrol tirano la coperta, da una parte perchè fino a ieri faceva comodo ai trentini, e assieme si sostenevano, ma se uno si allontana,allora…..

    1. Non ho capito cosa c’entrino i trentini visto che si sta parlando di Alto Adige, pardon Sudtirolo….Il Trentino è sempre stato Welschtirol, quindi se vogliono possono benissimo sentirsi austriaci anche se non parlano il tedesco…

  3. Prima di separarsi dall’Italia, gli Alto Atesini devono restituire tutti i soldi che noi Italiani (con le nostre tasse) gli abbiamo dato a fondo perduto, poi che vadano per la loro strada. Mai visto gente cosi ipocrita.

    1. Leggende metropolitane. Non abbiamo dato proprio niente, si trattengono tutte le LORO imposte provinciali, e sono esonerati dalla solidarietà verso il Mezzogiorno. E contrariamente a noi, loro le tasse le pagano, e i proventi li usano bene.

      1. Non sono proprio leggende metropolitane. Vado spesso in alto adige, sia per le ferie, sia per corsi di aggiornamento e fidati, i soldi li prendono, e anche tanti.
        Poi che utilizzino bene anche le tasse che pagano, questo non cè dubbio.

        1. Quanti?
          Da chi esattamente?
          Per quale motivo?

          Per favore, vogliamo risposte precise non solo “battute” da chi viene in “Alto Adige” per le ferie e per corsi di aggiornamento!

  4. sono c.a più di ottomila euro pro capite in sudtyrol – sulle settemila e rotti per ogni trentino – valdostano friulano e siciliano e c.a duemila per ogni lombardo – emiliano- veneto- piemontese etc etc…quindi

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