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Alpi Marittime. Una mappa interattiva per seguire gli stambecchi online

stambecchi, alpi marittimeLa mappa interattiva per seguire gli spostamenti degli stambecchi nel Parco delle Alpi Marittime

Quali distanze sono in grado di coprire giornalmente gli stambecchi? Da oggi è possibile scoprirlo sul sito del Parco delle Alpi Marittime. Tutti gli esemplari dotati di collare GPS e marche auricolari possono essere seguiti nei loro spostamenti su una mappa interattiva del Parco.

Una nuova iniziativa che si inserisce nell’ampio progetto transfrontaliero Alcotra-Lemed-Ibex, che vede la collaborazione del Parco delle Alpi Marittime con quello del Gran Paradiso, con il Parc National du Mercantour e con altre riserve naturali in Francia. Il medesimo progetto nell’ambito del quale è stata avviata lo scorso mese la campagna #beccalostambecco.

Come seguire gli stambecchi online

La mappa interattiva disponibile sul sito http://it.marittimemercantour.eu/app-lemed-ibex è di facile utilizzo. Gli stambecchi monitorati appaiono come spot colorati sulla cartina del Parco. Basta cliccare su ognuno per scoprire l’identità dell’esemplare. Ecco allora che si scoprono le posizioni di Fulmine, Fausto, Ultimo, Marcatin, Crouty e molti altri. Ogni spot ha un colore di riconoscimento così che, scelto lo stambecco che si vuole seguire, sarà facile ritrovarlo sulla mappa a ogni connessione. Le distanze e i dislivelli affrontati vi stupiranno.

Scegliere uno stambecco

Sono oltre 30 gli stambecchi del Parco che portano il proprio nome impresso sul radiocollare. Basterà utilizzare un binocolo, in caso di avvistamento, per scoprirne l’identità. A questo punto non resta che fare un salto sul sito e cercare il nome dell’esemplare sulla mappa.

Finalità scientifiche e didattiche

Il monitoraggio tramite collare GPS degli stambecchi può essere divertente per chi si diletti a seguirli sul web, ma di fondo ha una importante funzione per il Parco. Conoscere gli spostamenti degli esemplari significa infatti poterli proteggere. Fin quando restino nei confini dell’area protetta saranno per certo al sicuro. Al di fuori di tali confini è sempre presente il rischio di bracconaggio.

Come sottolineato da Paolo Salsotto, presidente del Parco Alpi Marittime, il portale può anche diventare un ottimo strumento didattico e divulgativo per far conoscere gli animali che vivono sulle Alpi Marittime e l’ambiente che li accoglie.

Il progetto Alcotra-Lemed-Ibex

Il progetto transfrontaliero Alcotra-Lemed-Ibex, finanziato con fondi europei di sviluppo regionale (FESR) del Programma di cooperazione Interreg V-A Italia- Francia 2014-2020, è finalizzato a identificare le migliori strategie attuabili per la salvaguardia dello stambecco. Sono 4 i Parchi a collaborare per tale nobile scopo: il Parc national des Ecrins come capofila, i parchi delle Alpi Marittime, Gran Paradiso e il Parc National du Mercantour come partner. Gli obiettivi della collaborazione sono molteplici, dalla definizione di piani gestionali transfrontalieri all’approfondimento della biologia dello stambecco, identificando in particolare quali siano le maggiori minacce alla sua conservazione.

Il censimento degli stambecchi sulle Alpi Marittime

Nell’ambito del programma è stato svolto un primo censimento degli esemplari delle Alpi Marittime, per un totale di 809 esemplari (311 femmine e 348 maschi più 150 “indeterminati”, ovvero stambecchi per cui non è stato possibile individuare il genere. Numeri altamente positivi a detta dei guardiaparco. Lo stambecco è stato reintrodotto sulle Alpi Marittime negli anni Venti, su iniziativa di Vittorio Emanuele III che fece trasferire alcuni esemplari dal Gran Paradiso alla zona del massiccio Gelas-Maledia-Clapier. Successivamente alcuni capi furono portati sulle pendici del Monte Matto, dove la specie risultava totalmente scomparsa. Oggi la popolazione è quasi raddoppiata e ha colonizzato anche aree esterne al parco.

Gli esemplari potrebbero anche essere in numero maggiore se molti di loro non fossero stati vittime dell’inverno 2008/2009 in cui i grandi quantitativi di neve caduta hanno reso complicata la ricerca di cibo. Inoltre due anni fa un gelicidio ha determinato la formazione di ghiaccio sulle pareti rocciose, con conseguenti rovinose cadute per gli stambecchi.

Tutti elementi che ci fanno ritenere come, attualmente, la situazione degli stambecchi sia tutto sommato buona in questa parte di arco alpino – ha dichiarato al quotidiano La Stampa Paolo Salsotto – Tuttavia, visto che altrove ci sono criticità dovute al clima, alle attività umane, a malattie portate dagli animali in alpeggio, una parte fondamentale del progetto Ibex è quella del costante monitoraggio della situazione”.

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