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Il Rifugio Torino porta tecnologia e sostenibilità a quota 3.375 m

monte bianco, rifugio torinoIl rifugio Torino (3.375 metri) e l’accesso al ghiacciaio del Gigante – Foto @ANSA

Il Rifugio Torino accoglierà gli escursionisti estivi in arrivo a Punta Helbronner in una veste altamente rinnovata. Un percorso di ammodernamento intrapreso nell’ambito del progetto quadriennale (2016-2020) finanziato dall’Unione Euroepa “Life SustainHuts”, finalizzato a incentivare l’uso di fonti di energia rinnovabile e la sostenibilità ambientale nei rifugi alpini.

Nel 2018 il Rifugio ha avuto modo di dotarsi di un moderno impianto fotovoltaico e di un impianto per il recupero delle acque reflue per il loro riutilizzo non ad uso umano. Oggi si presenta come una struttura futuristica, ad alta tecnologia e sostenibilità, facilmente raggiungibile nonostante la quota (3.375 m) dal servizio della Skyway Monte Bianco che dalla stazione di partenza di Pontal d’Entrèves, a Courmayeur, porta gli escursionisti prima alla stazione intermedia del Pavillon du Mont Fréty (2173 m) e poi all’ultima fermata di Punta Helbronner, a 3466 metri, connessa direttamente al Rifugio tramite un tunnel pedonale scavato nella montagna per 150 metri di lunghezza.

La facciata dell’edificio, esposta a sud, appare ora dotata di 28 pannelli fotovoltaici che, come spiegato in una intervista rilasciata al quotidiano Repubblica dal gestore Armando Chanoine, guida alpina di Courmayeur, consentono il riscaldamento di due ampie stanze destinate a guide alpine a alpinisti. Nel gioco della sostenibilità entra in squadra anche il Vecchio Rifugio Torino, la cui riapertura è prevista per il 2021 a seguito di importanti opere di restauro portate avanti da CAI Torino e CAI Aosta con finanziamenti del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Lungo le grondaie e nelle falde del vecchio avamposto sono infatti stati disposti dei cavi riscaldanti, atti a sciogliere la neve per fornire acqua potabile. L’acqua viene trasportata in vasche presso il rifugio nuovo, filtrata e utilizzata in cucina. Anche le acque grigie vengono riciclate per limitare gli sprechi e ridurre al contempo il significativo costo di trasporto dell’acqua da valle. Nota ulteriore di merito è rappresentata dalla raccolta differenziata che viene effettuata mediante appositi cassonetti per rifiuti organici e compostabile, carta, vetro e multimateriali, che vengono inviati poi in città tramite la funivia.

Nell’ambito di un ulteriore progetto, denominato “PrévRiskHauteMontagne” e promosso dalla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur in collaborazione con La Chamoniarde, Société de Prévention et de secours en montagne e l’Arpa Valle d’Aosta e Piemonte, la struttura è stata inoltre dotata di tecnologie utili per chi pratica l’alpinismo: il WiFi con connessione iperveloce, webcam e rilevatori per il monitoraggio di parametri fisici a Punta Helbronner (pressione atmosferica, temperatura, umidità e velocità del vento), postazioni iPad con accesso diretto alle informazioni sulle vie alpinistiche o scialpinistiche e condizioni della montagna.

Ma gli interventi non sono ancora finiti. Il 2020, anno conclusivo del progetto “Life SustainHuts”, è stato difatti scelto dai gestori come scadenza per incrementare di un ulteriore 20% l’efficienza energetica della struttura, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica e di ossidi di azoto. Un percorso reso possibile dall’importante supporto del CAI e dell’Environment Park, il parco scientifico tecnologico per l’ambiente di Torino.

Il Rifugio Torino

L’attuale Rifugio Torino rappresenta una struttura piuttosto giovane, risalente agli anni Cinquanta, edificata nei pressi del Colle del Gigante in sostituzione del Vecchio Rifugio Torino, utilizzato da allora come ricovero di emergenza e andato definitivamente in pensione nel 2017 con l’apertura della SkyWay del Monte Bianco.

La struttura è dotata di ben 160 posti letti, suddivisi in camere da 4, 6, 8, 10, 14 e 16 con bagni in comune sul piano e viene mantenuta aperta tutto l’anno, fatta eccezione per un breve periodo dal 4 novembre al 23 dicembre.

Durante tutto l’anno rappresenta un punto di partenza per gli alpinisti che vogliano cimentarsi in ascensioni sul massiccio del Bianco. In estate i visitatori sono però decisamente più variegati.

Oltre alla zona notte il Rifugio è dotato di un bar che, come si legge sul sito ufficiale, consente dalle 8 alle 22 di “rifocillarsi con ottimi cappuccini, preparati con latte fresco e torte fatte in casa, oppure dissetarsi con una birra o assaggiare un ottimo vino valdostano”. E di un ristorante, dove è possibile degustare piatti tipici valdostani, dalle 12 alle 14.45. A seconda della disponibilità idrica del periodo, vengono utilizzate stoviglie lavabili o biodegradabili.

Fiore all’occhiello della struttura è la terrazza panoramica, che guarda a 360 gradi sul Bianco, sull’Aiguille Noire, sul Dente del Gigante e le Grandes Jorasses.

Il progetto Life SustainHuts

Il progetto “Life SustainHuts”, finanziato dall’Unione Europea, ha l’obiettivo di modernizzare e ottimizzare l’energia in nove rifugi di quattro paesi europei (Spagna, Italia, Romania e Slovenia), riducendo le emissioni inquinanti, ottimizzando consumi e gestione dell’energia, utilizzando materiali innovativi per garantire l’isolamento delle strutture e puntando su fonti di energia rinnovabile.

L’implementazione di tali tecnologie si calcola che possa comportare un miglioramento dell’efficienza energetica del 20%, una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 21 tonnellate/anno a rifugio e riduzione di NOx (ossidi di azoto) pari a 0,5 tonnellate/anno a rifugio. Inoltre, a corollario del progetto, si prevede di elaborare delle guide metodologiche volte a replicare le soluzioni sviluppate in altri rifugi.

 

 

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