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Cronaca, Primo Piano

Alpinista 24enne muore sul Cervino

cervino, incidenti in montagnaFoto @ EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT – ANSA

Un alpinista britannico di 24 anni ha perso la vita ieri sul versante svizzero del Cervino mentre era in discesa insieme a due compagni.

L’uomo stava scendendo in corda doppia quando è stato colpito da una roccia che lo ha fatto precipitare per circa 300 metri.

L’incidente, secondo quanto riferito dalla polizia cantonale, è avvenuto di notte, alle ore 2 e 40, a quota 3.380 metri, mentre il gruppo stava percorrendo la cresta dell’Hornli, la via normale svizzera.

A chiamare i soccorsi i due compagni di cordata, rimasti illesi. Guide e tecnici, giunti con l’elisoccorso dell’Air Zermatt, non hanno potuto fare altro che costatare il decesso.

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2 Comments

  1. Condoglianze alla famiglia di questo giovane britannico, il cui dolore nemmeno lontanamente immaginabile da chi scrive) merita profondo rispetto.
    Senza voler far polemica alcuna, ma con il solo proposito di cercare di apprendere (ahimè!) dall’accaduto, c’è qualcosa che non capisco nella dinamica dell’incidente:
    1. Mi chiedo, innanzi tutto, come mai a quell’ora della notte fossero (già) in discesa: perchè si stavano ritirando dalla via già percorsa in salita? o, forse (poco probabile), perchè stavano effettuando un concatenamento di due diverse creste e ridiscendendo sul lato svizzero?
    2. Mi chiedo, poi, come sia possibile che il povero alpinista sia precipitato, nonostante fosse in fase di discesa “assicurata” in corda doppia. Ciò può verificarsi (a me sembra) soltanto nei seguenti casi: o se il masso precipitato ha tranciato di netto la corda lungo la quale l’alpinista si stava calando (possibile, ma non frequente); oppure, nel caso in cui il masso abbia colpito direttamente l’alpinista (facendogli mollare la presa dal discensore) e questi non fosse assicurato alla corda doppia con un autobloccante (prusik o machard).
    Probabilmente non lo sapremo mai. Almeno noi. Mentre di sicuro lo sanno i poveri compagni di cordata che hanno visto precipitare l’amico.
    Ciò detto, e a prescindere dalle cause dell’incidente, vorrei rinnovare l’invito a tutti gli appassionati -soprattutto a chi si è avvicinato da poco alla montagna- a non essere frettolosi nelle manovre di discesa e ad utilizzare sempre il nodo autobloccante in caso di corda doppia: è vero che questo non ripara dalla caduta delle pietre (!), ma tale presidio è l’unico in grado di evitare all’alpinista -anche in caso di perdita di conoscenza- di precipitare.
    Buona montagna a tutti!

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