Turismo

Boom turistico sulle montagne del Pakistan: in 5 anni da 30mila a 2.5 milioni di visitatori

Nel 2012 i turisti proveniente da Karachi, Islamabad, Lahore o dalle altre regioni del Pakistan che frequentavano le montagne pakistane erano circa 30.000, nel 2017 sono stati 1.780.000 e per il 2018 la Pakistan Tourism Development Corporation PTDC prevede un afflusso turistico di 2.5 milioni di persone.

I dati sui flussi turistici in arrivo in Gilgit-Baltistan sono incredibili. Non tanto quelli che degli stranieri che da poco più di 4.000 presenze del 2012 sono aumentati di poche migliaia, rimanendo sotto i 10.000. È il turismo domestico che è cresciuto fino all’impressionante impennata del 2017 e della previsione 2018.

Fenomeno nuovo, indotto dal fatto che il PIL pakistano naviga tra il 4,5 e 5% in questi ultimi anni e ciò si manifesta con un maggiore reddito e benessere. Un fenomeno che coinvolge più del 30% della popolazione che è entrata a far parte della classe media del Pakistan, che conta circa 200 milioni di abitanti. La maggiore istruzione, l’interesse a viaggiare, l’informazione televisiva e internet stanno portando i pakistani sulle loro montagne, a riscoprire la bellezza del loro territorio e probabilmente anche un clima più gradevole nel periodo estivo, che vede le pianure e le città soffocate da temperature altissime e spesso da livelli di umidità insopportabili (chi può, nella bella stagione, per qualche settimana se ne va in Gilgit Baltistan, al fresco). I turisti sono anche incantati dalla bellezza naturale, dai monumenti storici e culturali e dall’ospitalità della gente della regione.

Il recente afflusso, in linea con l’aumento del turismo globale, è anche conseguente al miglioramento della Karakorum Highway (KKH), 700 chilometri lungo le profonde e ripide gole dove l’Indo scorre dal Karakorum verso la pianura. Anche le condizioni di pace più stabili e la pubblicità della regione attraverso i media  il web e i social in rapida crescita hanno portato maggior turismo nell’area.

Una parte del merito ce l’ha anche la scelta della Cooperazione Italiana del Ministero degli Esteri di supportare insieme al Governo del Pakistan il progetto SEED – Social Economic Enveromental Development- che l’organizzazione EvK2CNR e la Karakorum International University, con altre istituzioni locali, hanno attivato in questi ultimi 6 anni. L’obbiettivo interamente centrato era la costituzione del Parco del K2, un’area protetta grande come la metà della Lombardia, e l’attivazione di ben 58 progetti di sviluppo sociale, economico, agricolo, culturale, di protezione ambientale e dell’architettura, di produzione artigianale e in particolare di promozione del turismo. Un progetto che evidentemente ha dato ottimi risultati, determinando di fatto il gran successo del SEED che vede il CKNP quale parco naturale più visitato internazionalmente e dai pakistani.

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Un commento

  1. Vorrei ricordare anche il contributo di “Montagne e Solidarietà” di cui ha fatto parte Franz Rota Nodari e del caparbio impegno di Tarcisio Bellò.

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