Alpinismo

Traversata invernale delle Alpi con gli sci

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SAVIGLIANO, Cuneo — Missione compiuta. Paolo Rabbia, sulle orme di Walter Bonatti, ha concluso la traversata delle Alpi in inverno e in solitaria. Era partito il 29 dicembre da est, dal monte Margart, al confine con la Slovenia, ed è arrivato sabato 28 febbraio a Garessio, in provincia di Cuneo. Un totale di 1750 chilometri con gli sci ai piedi e zaino in spalla, all’inizio di 16 chili, poi alleggerito.

"La prima traversata nota effettuata con gli sci risale al 1956 e fu opera di Walter Bonatti – speiga Rabbia -. Da allora l’Arco alpino è stato percorso sciando un’altra decina di volte tra inverno e primavera, ma mai in inverno (per intero durante la stagione). Di conseguenza si può parlare di prima traversata assoluta invernale dell’Arco alpino"
 
Rabbia, 45enne di Savigliano, in provincia di Cuneo, ha raccontato al Corriere della Sera che l’idea di questo viaggio è nata sui libri. "Quando mi è venuto il sospetto che nessuno avesse mai tentato un impresa del genere nella stagione invernale, mi sono documentato il più possibile in proposito. Una volta scartate le spedizioni che avevano fatto uso di impianti di risalita o mezzi di trasporto, le altre imprese sono rimaste poche e nessuna effettuata in inverno. Così ho deciso di tentare, prendendo spunto dalla spedizione di Bonatti nel 1956 per tracciare la mia strada attraverso l’arco alpino". 
 
Bonatti, insieme ad altri forti alpinisti, tra cui Bruno Detassis, aveva percorso 1500 chilometri in 65 giorni. Rabbia 1750 in 62 giorni. Ma il cuneese ha precisato che l’obiettivo non era quello di superare il Maestro. "Gli ho scritto prima di partire – ha infatti raccontato Rabbia al quotidiano -, per dirgli che non volevo offuscare la sua impresa. Lui resta un mito e le sue scalate appartengono alla leggenda".
 
Quella del 1956 è la traversata riconosciuta ufficalmente dalla Fisi come la prima completa. Già dagli anni ’30 però erano cominciate le prime imprese parziali, che avevano coperto gran parte dell’Arco Alpino.
 
Poi negli anni ’70 di nuovo risultati degni di nota. Come quello del 1971 quando gli austriaci Kittl, Farbmacher, Hoi, Mariacher e Schettsi compirono la traversata in velocità con sci da fondo escursionismo. Portavano con loro zaini leggerissimi, di soli 5 chili, e si spostavano anche con l’aiuto di un pulmino. In 40 giorni, dal 21 marzo al 29 aprile, coprirono quasi 2.000 chilometri.
 
Fin dall’inizio il programma di Rabbia non era quello di salire tutte le cime, ma solo ed eventualmente qualcuna, nel caso le condizioni lo avessero permesso. Il punto più alto sul quale è passato è stato sul Breithorn, 4.165 metri di quota. Al Rosa e al Bianco ha invece rinunciato per via del meteo. "Attorno al monte Bianco ci sono passato per cinque giorni – ha spiegato Rabbia – e non sono nemmeno mai riuscito a vederlo in mezzo alla tormenta".
 
 
Valentina d’Angella
 
Foto courtesy of Luca Vuerich

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