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Alpinismo, Alta quota

Nanga Parbat: Sadpara stava male, il racconto del rientro al campo base

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ISLAMABAD, Pakistan – “Questa mattina Alex Txikon, Daniele Nardi e Ali Sadpara hanno lasciato velocemente il campo 4 (7200 metri) perché l’alpinista pakistano mostrava pesanti ed evidenti sintomi di mal di montagna dovuti alla quota. Ora riposano tutti a campo base”. Questa la ragione della rinuncia al tentativo di vetta da parte dei 3 scalatori: lo annuncia il sito di Txikon, che rassicura anche sull’attuale stato di salute di Sadpara.

I contatti con il campo base del Nanga Parbat sono iniziati intorno alle 7.30 del mattino, ma Txikon, Nardi e Sadpara si sono mossi oltre un’ora dopo. Alle 8.30 il basco ha riferito dei problemi di salute del pakistano: non parlava bene, diceva cose senza senso ed era scoordinato nei movimenti.

“L’abbiamo visto molto stanco ieri – ha riferito più tardi da campo 1 Txikon -, ma abbiamo realizzato cosa stava realmente accadendo al mattino, prima di partire, quando l’abbiamo visto mettersi i guanti come fossero calze e viceversa. Abbiamo iniziato a fargli domande sulla sua età, sui suoi figli, e le sue risposte erano totalmente incoerenti. L’avevo sentito fare strani rumori di notte, ma non pensavo si trattasse di questo”.

Ad ogni modo Sadpara è riuscito a rilento a scendere, grazie anche all’aiuto dei suoi compagni. Il percorso tra campo 4 e campo 3 è stato particolarmente difficile perché non era stato attrezzato con le corde fisse durante la salita. Anche il Kinshofer Wall è stato un tratto delicato. Ad ogni modo alle 2 del pomeriggio i tre erano a campo 2 e il pakistano mostrava segni di miglioramento.

L’iraniano Muhammad Khan, che aveva tentato la salita con loro nei giorni scorsi, fermandosi però a campo 3, è andato incontro al resto del gruppo che ha poi incrociato tra campo 2 e campo 1. I 4 sono arrivati tutti insieme a campo 1 alle 17.

Infine sono scesi al campo base. “Ora Txikon e Nardi si domandano come mai Ali Sadpara non li abbia avvertiti prima delle sue condizioni – si legge sul blog dell’alpinista basco -, perché a questo punto capiscono il suo strano comportamento del giorno prima, nelle ore del tentativo di vetta, quando si sono palesati i primi segni di quanto stava per accadere”.

“Ci fidavamo di lui per l’attacco perché era già andato due volte in cima – spiega lo stesso Txikon -. Ma quando camminava era disorientato, quasi spaventato, finché a un certo punto ci ha detto che eravamo sulla strada sbagliata e non potevamo far altro che tornare a campo 4”.

Nelle prossime ore arriveranno forse maggiori dettagli della loro salita, anche in relazione alla quota raggiunta: circa 8000 metri, secondo quanto annunciato in prima battuta dalle pagine facebook dei protagonisti. Lo stesso Txikon però, sembrerebbe incline al momento a pensare che fossero più in basso, come del resto suggeriva la foto scattata dal campo base, sebbene il fotografo del team basco abbia specificato che lo scatto non corrisponderebbe al massimo punto raggiunto dagli alpinisti.

 

 

 

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