Arrampicata

Groenlandia, nuova via su big wall per Favresse e soci

The Devil's brew (Photo http://www.xpedition.be/)
The Devil's brew (Photo http://www.xpedition.be/)

UPERNAVIK, Groenlandia — Nicolas e Olivier Favresse, Sean Villanueva e Ben Ditto hanno aperto una nuova via in libera su una big wall della della costa est della Groenlandia. Si chiama “The devil’s brew”, è lunga 850 metri e per il quartetto belga è “la via più avventurosa che abbiamo mai realizzato”. Se non altro per gli elementi di disturbo che hanno caratterizzato la scalata: è piovuto addosso di tutto, non per niente i locali la chiamano “Seagull Wall”, la parete dei gabbiani…

Nicolas Favresse, l’alpinista che scala con il mandolino, ha in curriculum numerose e difficili vie in Patagonia, Yosemite e nell’ isola di Baffin. Lo avevamo incontrato pochi mesi e ci aveva preannunciato in una videointervista i suoi progetti per l’estate 2010. Voleva aprire una via nuova in una delle involate big wall della Groenlandia e così è stato.

E’ partito insieme al fratello Olivier Favresse, all’amico inseparabile Sean Villanueva e al climber fotografo Ben Ditto. A inizio luglio sono saliti a bordo della barca del reverendo Bob Shelton, un simpatico 75enne ex scalatore che li ha accompagnati verso la fatidica parete dei gabbiani, la “Seagull Wall” e li ha messi in guardia sulla difficoltà di scalata. “Ho osservato quella parete per dodici anni – li avrebbe avvertiti secondo quanto si legge sul sito della spedizione belga -, ma non ho mai trovato una squadra abbastanza forte”.

Il team in cima alla parete dei gabbiani
Il team in cima alla parete dei Gabbiani (Photo http://www.xpedition.be/)

Subito accontentato. Nicolas Favresse e soci hanno iniziato la salita in libera il 12 luglio. Il 22, dopo 10 giorni di salita, con soste in parete in portaledge, erano in cima alla big wall. A complicare le cose hanno trovato crepacci coperti di erba, crepacci di muschio spugnoso, pareti di licheni, tanta spazzatura, residui animali e qualche regalino dei gabbiani.

“I nostri sforzi sulla parete ci hanno offerto probabilmente la via più avventurosa che abbiamo mai realizzato – dice Favresse sul suo sito -. Ogni tratto degli 850 metri della parete offriva una scalata di incredibile bellezza, una sfida continua su un granito di ottima qualità. Siamo molto contenti per avere realizzato questa arrampicata libera (se aggrapparsi all’erba può definirsi libera!). Abbiamo deciso di battezzare la via ‘The devil’s brew’ (l’intruglio del diavolo) per un piccolo regalo che abbiamo voluto fare a Bob quando lo abbiamo conosciuto e che lui ha voluto definire così. Ricorda poi anche l’acqua che usciva da un buco nero che avevamo trovato sulla parete, sia nel colore che nel sapore”. L’intruglio (in foto) in effetti si presenta come una sfida non indifferente, consono quindi alla scalata dei 4 alpinisti belgi.

La bevanda che Bob Shelton ha chiamato "The Devil's brew"
La bevanda che Bob Shelton ha chiamato "The Devil's brew" (Photo http://www.xpedition.be/)

“Siamo particolarmente orgogliosi di non aver lasciato niente dietro di noi – conclude Favresse -: niente spit, niente chiodi, niente fettucce. Siamo scesi a piedi fino alla costa e abbiamo festeggiato la nostra avventura con champagne e un pesce appena pescato. Durante la notte siamo stati svegliati da un temporale furioso che è durato per diversi giorni… è stato un peccato non aver sperimentato anche questa avventura in parete!”.

In questi giorni il quartetto sta proseguendo il viaggio navigando tra le pareti della Groenlandia, quasi tutte a picco sul mare, la cui scalata comincia spesso direttamente dalla barca. Proprio oggi stanno viaggiando verso i fiordi del sud, dove sperano di trovare nuove big wall da tentare prima di tornare a casa.

Info e Photo: http://www.xpedition.be/

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