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Storia dell'alpinismo

Alte cime e altezze reali

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C’è un capitolo "singolare" nella storia dell’alpinismo. E’ quello che racconta le imprese degli alpinisti di sangue blu. Non parliamo solo delle grandi imprese dei rappresentanti dell’aristocrazia internazionale, come per esempio quelle sulle più alte montagne del mondo dei nobili inglesi. Ma anche di sovrani e papi che spesso hanno riposto corona e scettro nel cassetto, e hanno condiviso con la gente e le guide alpine la stessa passione per le scalate. 

Le montagne hanno sempre affascinato i grandi sovrani del mondo. Non tutti però vollero provare personalmente a scalarle, soprattutto nell’età moderna. Carlo VIII per esempio, nel 1492, affascinato dal mont Aiguille, una montagna vicino a Grenoble, ordinò che fosse scalato. Ma non lo salì lui stesso.

Idem Napoleone, che nel 1798 si rifiutò di scalare la piramide di Cheope. Il motivo? Non voleva farsi sorprendere in pose poco regali. Ma esattamente un secolo dopo anche re, regine e papi decisero di misurarsi con le montagne.

Tra i primi la regina Margherita. Il 18 agosto 1893 la regina salì sul monte Rosa fino a 4554 metri della punta Gnifetti, per inaugurare il rifugio che porta il suo nome. Una foto la ritrae durante una scalata. Margherita indossava una gonna a più strati appositamente confezionata per le ascensioni in montagna. Con lei c’era il nipote Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi. Proprio il duca diventerà una celebrità del mondo della montagna.
 
Nel 1897 il duca, infatti, conquistò per primo il Sant’Elia, un colosso di 5498 metri tra Alaska e Canada. E portò a termine una prestigiosa carriera alpinistica nei luoghi più inospitali del pianeta, dalle Alpi, al Polo, al Ruwenzori, al K2.

Ma il più grande re alpinista fu senza dubbio  Alberto I dei Belgi. Il sovrano era un patito delle Dolomiti che scalava con le guide alpine di Cortina d’Ampezzo. Spesso poi, saliva addirittura da capocordata, superando difficoltà di sesto grado. Anche sua figlia Maria José fu appassionata di montagna.
 
Il re alpinista morì nel 1934 cadendo da una falesia delle Ardenne che stava scalando da solo. Se è vero che gli uomini scelgono sempre il proprio destino, non sembra davvero un caso che Alberto I sia andato a morire proprio sulle pendici della montagna che aveva amato.

Oltre la corona anche la tiara. Nell’Ottocemto Papa Pio XI fu molto popolare nel mondo alpinistico. Il "Papa alpinista", come fu soprannominato, scalò la difficile parete est del Rosa, valicò molte cime delle Alpi e percorse i sentieri dei Pirenei. Per Pio XI la montagna era il luogo ideale per l’esaltazione dello spirito e dell’esperienza religiosa. Per tutti era un fuggire l’etichetta, confondersi tra la gente e starsene soli lassù.

Jenny Maggioni

Foto courtesy kingandqueen.eu

Nella foto Re Alberto osserva la valle di Cortina d’Ampezzo

 

 

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