Storia dell'alpinismo

12 agosto 1863, una cordata italiana finalmente in cima al Monviso

Per i locali è il “Viso”, montagna piramidale che chiude l’orizzonte stagliandosi alta e inconfondibile nel cielo. La sua imponenza l’ha resa celebre tra le vette delle Alpi attraendo alle sue pendici scalatori da ogni dove. Nel periodo delle grandi conquiste, come si diceva al tempo, delle cime alpine, anche il Monviso ha un suo capitolo dedicato.

La prima salita è stata realizzata il 30 agosto 1861 da parte dagli inglesi William Mathews e Frederick Jacomb insieme ai francesi Jean-Baptiste Croz e Michel Croz. Anche se, secondo alcune fonti, la cima del Monviso potrebbe essere stata violata già nel 1751 da parte di un gruppo di topografi francesi. Questa è però un’altra storia rispetto a quella che vogliamo raccontarvi oggi. Risale al 12 agosto 1863 la prima storica salita interamente italiana alla vetta del “Re di Pietra”, come anche è chiamata la montagna. A raggiungerne i 3841 metri il primo ministro del Regno d’Italia Quintino Sella con il deputato calabrese Giovanni Barracco, i nobili Paolo e Giacinto Ballada di Saint Robert e le guide Raimondo Gertoux, Giuseppe Bouduin e Giovan Battista Abbà. Con loro sarebbe dovuta salire anche la guida di Bobbio Pellice, Bartolomeo Peyrot che il 4 luglio 1862 raggiunse la vetta del Monviso come membro della spedizione guidata dall’inglese Francis Fox Tuckett. Traumatizzato però dall’esperienza vissuta preferì declinare l’offerta.

Al rientro da questa salita Sella scrisse a Bartolomeo Gastaldi, geologo cofondatore e secondo presidente del Club Alpino Italiano, “una comitiva italiana è finalmente salita sul Monviso!”. Un incipit che rimanda a quelle che furono le motivazioni di Sella: celebrare attraverso la salita di “questa splendida montagna, la cui vetta è per intero nostra” l’Unità d’Italia da poco raggiunta. La cordata eterogenea, una montagna simbolo, “padre del maggior fiume d’Italia”, quale miglior modo per dare un simbolo di unità nazionale.

La nascita del Club Alpino Italiano

Quella al Monviso fu una bella esperienza per Sella e per i suoi compagni. Tant’è che già durante la discesa il primo ministro iniziò a immaginare la nascita di un’associazione che raggruppasse gli alpinisti, gli studiosi e gli appassionati di montagna: il Club Alpino Italiano.

L’idea si trasformò poi in realtà qualche mese dopo, il 23 ottobre del 1863, quando a Torino, nel Castello del Valentino, venne fondata l’associazione. Presidente fu il Barone Ferdinando Perrone di San Martino, vicepresidente Bartolomeo Gastaldi. Sella, ideatore e fondatore, non fu mai presidente. Il politico credeva fortemente nella possibilità di avvicinare i giovani a questo mondo fatto di sentieri, pareti, cime e fatica. Come infatti scrive a Gastaldi, “mi pare che non ci debba voler molto per indurre i nostri giovani, che seppero d’un tratto passare dalle mollezze del lusso alla vita del soldato, a dar di piglio al bastone ferrato ed a procurarsi la maschia soddisfazione di solcare in varie direzioni e sino alle più alte cime queste meravigliose Alpi, che ogni popolo ci invidia. Col crescere di questo gusto crescerà pure l’amore per lo studio delle scienze naturali, e non ci occorrerà più di veder le cose nostre talvolta studiate più dagli stranieri, che non dagli italiani”.

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