Gente di montagna

Federica Mingolla

“ll tipo di arrampicata che più mi affascina e piace praticare è una delle più mentali e pericolose. Si chiama arrampicata TRAD o tradizionale ed è quella che spesso trovi in montagna, quella praticata dai primi salitori di pareti tantissimi anni fa. Per praticare quest’arrampicata devi entrare in perfetta sintonia con la roccia ed essere mentalmente saldo per via delle protezioni spesso distanti e a volte precarie”.

Federica Mingolla

È una delle più forti italiane nel panorama dell’arrampicata su roccia e dell’alpinismo Europeo. Talento da fuoriclasse, determinata ed entusiasta, Federica Mingolla crede nelle proprie passioni e ha la motivazione giusta per viverle, regalando grandi emozioni al mondo dei climbers. Arrampicatrice di livello internazionale, abbandona le competizioni indoor per dedicarsi completamente alla roccia, in particolare all’arrampicata TRAD alle vie lunghe e all’alpinismo. Prima italiana a salire vie importanti e tecniche come Tom et Je Ris (Verdon), Digital Crack sul massiccio del Monte Bianco e in giornata la Via Attraverso il Pesce in Marmolada, entra giovanissima nelle cronache verticali. Decisa, scala in profonda armonia con la parete: afferma, infatti, che le donne sono avvantaggiate nei movimenti, riuscendo a essere più precise, tecniche ed eleganti. Ha dichiarato di avere come modelli d’ispirazione Manolo, Gian Piero Motti, Marzio Nardi e Lynn Hill.

Vita privata

Federica Mingolla nasce a Torino l’8 novembre del 1994. Fin da piccola pratica diversi sport: danza, nuoto per dieci anni, poi pattinaggio artistico. All’età di 14 anni inizia ad arrampicare indoor e partecipa alle competizioni su plastica, ottenendo ottimi risultati. Atleta in Coppa Italia dal 2011 al 2014, campionessa italiana giovanile, vicecampionessa italiana assoluta. Atleta di interesse nazionale dal 2011 al 2014, partecipa alla Coppa Europa Giovanile, Campionati Europei, Coppa del Mondo, Mondiali Giovanili. Nel 2013 conquista il secondo posto al Campionato Italiano Assoluto corda. Partecipa ai Mondiali femminili, ma con il tempo la sua passione per la montagna la spinge sempre più verso l’outdoor, facendola allontanare dal mondo dell’agonismo. Quando nel 2014 “scopre” la roccia in soli due anni passa dal 7a all’8b+. È laureata in Scienze Motorie a Torino (SUISM) oltre ad essere arrampicatrice sportiva professionista, alpinista e tecnico federale FASI. Scala con diversi stili, multipitch, falesia, boulder e trad, e sta anche svolgendo i corsi per diventare Guida Alpina, quindi anche l’alpinismo e lo sci fanno ora parte del suo bagaglio di competenze. La Valle Orco è la sua seconda casa.

Realizzazioni

L’arrampicata che più affascina l’alpinista torinese si chiama TRAD o tradizionale, praticata sin dai primi storici scalatori, è quella che si trova più spesso in montagna, caratterizzata da protezioni spesso distanti e a volte precarie. Il suo livello sul lavorato si attesta intorno all’8b+ e il suo curriculum sportivo è davvero notevole, soprattutto considerando la sua giovane età: Federica Mingolla è la prima donna italiana e terza al mondo ad aver scalato – nel 2014 – Tom et je Ris, 8b+ di 60m nelle Gole del Verdon, in Francia, la prima italiana e seconda al mondo a essere salita – nel 2015 – su una delle vie più difficili sul Monte Bianco, Digital Crack, 8a – Arète des Cosmiques, e a potere vantare la prima femminile della via Attraverso il Pesce in Marmolada, realizzata nel 2016, diciannove ore di scalata a vista, oltre che alla realizzazione di impegnative vie in Valle dell’Orco. Tutti risultati che dimostrano le capacità e il valore della scalatrice.

Grazie all’amico e Guida Alpina Torinese Adriano Trombetta, suo mentore, di recente scomparso in un tragico incidente in montagna, Federica Mingolla si avvicina a quella che è diventata la sua seconda casa, la Valle dell’Orco. La climber piemontese è una delle poche giovani a parlare di Gian Piero Motti e a decidere di ritornare sulle sue tracce, riuscendo, grazie a tenacia e forza di volontà, a ripercorrere la più celebre delle sue vie, Itaca nel Sole. Sempre in Valle dell’Orco, poche settimane fa la climber piemontese ha realizzato la prima ripetizione in libera della difficile via Colpo al cuore, sul Caporal. Nel 2019 Federica Mingolla ed Edoardo Saccaro aprono una nuova via, La Cura, che raggiunge difficoltà di apertura fino al 7b+/A2 e sale lungo quella che era l’inviolata parete sud del Middle Pillar del Nalumasortoq, nella Groenlandia meridionale. Sempre nello stesso anno, con Matteo Giglio, arriva la prima libera di Monster, sulla Becca di Verconey in Valgrisenche. Nel 2018, con Matteo della Bordella, realizza la prima libera assoluta di Addio al Celibato, nell’Appennino Fabrianese. Nello stesso anno, a Courmayeur, Monte Bianco- Aiguille Croux, apre una nuova via sull’Aiuguille Croux, L’isola che non c’è, con Gabriele Carrara. Sempre nel 2018 sale, in due giorni, sul Monte Bianco, il Pilone Centrale Del Freney sulla Via classica Bonington. Nello stesso anno, la scalatrice torinese vince nella categoria femminile l’inusuale gara di arrampicata su roccia di Valgrisenche in Valle d’Aosta, sulla stessa parete che 30 anni prima aveva ospitato la prima gara di arrampicata della Regione. Nel 2017 Federica Mingolla conquista, prima femminile italiana, in due giorni, di La Cattedrale, in Marmolada, in cordata con Nicolò Geremia. Nello stesso anno compie una spedizione in Pakistan con i Ragni di Lecco Luca Schiera e Simone Pedeferri, aprendo sul Peak Nik una nuova via, Good No Good, nella remota Kiris Valley.

Prime Femminili

  • 2019: prima donna a ripetere Itaca nel sole, al Caporal nella Valle dell’Orco (TO), 8b max, 180m di sviluppo
  • 2019: prima libera, in inverno di Monster (350 m, ED+, 8a max, 7a obbl.), sulla Becca di Verconey in Valgrisenche, insieme al chiodatore Matteo Giglio
  • 2018: prima ripetizione assoluta in libera di Addio al Celibato nel Parco di Gola della Rossa- Genga- Frasassi ( 8a+ max/ 6c obbl.250 mt)
  • Prima salita assoluta della via KTM, 8a+ trad in Valle dell’Orco, 2018
    2017: prima ripetizione femminile italiana e seconda al mondo di La Cattedrale in Marmolada, Dolomiti, (8a+ max RS4 800 mt)
  • 2017: Prima ripetizione assoluta di Celeste Nostalgia in Val di Mello, (400 m ,6b e /RS3+/III)) via aperta da Prina, Bassani, Moro e Facchinetti nel 1985, irripetuta.
  • 2017: Prima salita assoluta della via Occhi nuovi, 8a+ trad in Valle dell’Orco
  • 2016: Prima italiana a salire in libera Tomowak Dance, sulla parete del Caporal (seconda assoluta dopo Matteo Della Bordella)
  • 2016: prima donna a ripetere Legittima Visione nella Valle dell’Orco, 8b di diedro in granito rosso.
  • 2016: prima donna in assoluto a scalare in libera, da capo cordata Attraverso il Pesce – Weg durch den FISCH, con l’alpinista Bresciano Roberto Conti
  • 2015: prima italiana e seconda donna al mondo ad avere scalato una delle pareti più difficili sul Monte Bianco, Digital Crack 8aArete des Cosmiques
  • 2014: prima italiana e terza donna al mondo a scalare Tom et je Ris, 8b+ di 60 m nelle Gole del Verdon
  • 2014: prima salita assoluta della via Fuga dal Ghetto, 8b in Val di Lanzo

Film

  1. Un Nuovo Mattino – di Matteo Pavana
  2. Attraverso il Pesce – Marmolada
  3. Mont Blanc Climbing (Digital Crack)
  4. La Cura, Groenlandia
  5. “Itaca nel Sole, cercando Gian Piero Motti”, regia di Fabio Mancari e Tiziano Gaia

Le gravi offese sui social

Come ha riportato la nostra testata, in seguito alla partecipazione di Federica Mingolla alla trasmissione televisiva di Rai Uno “Soliti Ignoti”, l’alpinista è stata vittima di gravi offese e volgarità, come commenti scritti a un post ironico pubblicato dagli Alpinisti in Erba, che hanno subito preso le difese dell’arrampicatrice. Difficile non porsi la domanda dell’autore dell’articolo Gian Luca Gasca: che essere donna, talentuosa e bella sia ancora oggi una colpa nel mondo dell’alpinismo?

Curiosità

  • Federica Mingolla è stata invitata al TEDx Trento 2017 dove ha portato l’intervento “Danzare sulla roccia guardando l’orizzonte”
  • Ha partecipato al video musicale della canzone “Piccoli miracoli” dei Tiromancino, uscito l’11 marzo 2016.
  • La climber torinese ha dichiarato che il suo sogno nel cassetto è girare il mondo, approfittando della sua passione per l’arrampicata e l’alpinismo, vedere diversi paesaggi, conoscere nuove culture.

“Scalare mi dà una sensazione di libertà, di spensieratezza, non devo più pensare a quello che sto facendo perché mi viene istintivo, mi dà una sensazione di infinito: di avere il mare sotto, un mare attorno che mi piace. Il vuoto non mi fa paura, anzi mi fa star bene”.

Federica Mingolla

 

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2 Commenti

  1. Mi dispiace ma non avrà vita facile, per le donne intelligenti, talentuose e belle è ancora così in questo paese maschilista e patriarcale. se poi sei una sportiva e magari ti metti in testa che vuoi diventare guida alpina arrivederci, basta pensare a quando rimani incinta e non sei tutelata da niente e nessuno. Sempre a dimostrare che vali di più, che sei più forte dei maschietti, non basta fare quello che fanno loro devi fare 1000 volte meglio… e a quel punto via di insulti e invidia! Ricordo una guida alpina dire di non poterne più con queste fighette da social che non erano veri alpinisti (come loro i veri machi della montagna). Bisogna prenderli da piccoli questi, farli lavare per terra, farli cucinare, educarli per benino. E poi mettere subito un bel corso di buone maniere per chi vuole diventare guida alpina. Non se ne può più

  2. ha tutto..forse consiglierei di esercitarsi ,ben consigliata, in una ancor piu’efficace comunicazione in incontri col pubblico..piu’spontanea ed originale, con parole diverse da modalita’gia sentite.

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