Gente di montagna

Manolo

Credo che mia madre non si sia mai resa perfettamente conto di quello che facevo. Manolo

Dice che la montagna gli ha salvato la vita. Ha 62 anni, ma ancora non ha pensato cosa farà da grande. Lo chiamano ‘il Mago’ perché come arrampica lui, non arrampica nessuno. Sguardo glaciale, ancora oggi affascina per il suo stile. È considerato l’eroe dell’arrampicata italiana: Manolo ha contribuito a una rivoluzione verticale, ricercando sempre nuovi limiti, in maniera personale e filosofica. Non ha mai partecipato a competizioni sportive. Arrampicatore, alpinista e guida alpina, è stato il primo italiano a salire una via di difficoltà 8b con l‘Ultimo Movimento sul Monte Totoga (Pale di San Martino) nel 1986. Una vita vissuta alla ricerca dell’equilibrio. Persona molto riservata, su di lui ci sono poche informazioni sui media.

Vita privata

Maurizio Zanolla, conosciuto come Manolo, nasce a Feltre, in provincia di Belluno, il 16 febbraio del 1958. I suoi genitori non praticano sport e lavorano come operai in Svizzera. Quando, a 16 anni, scopre la roccia inizia a scalare a mani nude. Manolo non ha dubbi: capisce subito di aver trovato la sua strada. Sposa Cristina Zorzi, arrampicatrice, con la quale ha due figli. La sua quotidianità non è estrema: ama la vita famigliare e trascorrere gli inverni insieme ai figli, mentre la moglie lavora. Vive accanto a un bosco, in una casa che si è costruito con le sue mani, vicino a un paesino ai piedi delle Pale di San Martino di Castrozza.

Il Mago

L’arrivo all’estremo per Manolo è stato un percorso di vita. Mentre lui, negli anni Settanta, sta rivoluzionando la storia di questa attività, in Italia il pubblico mainstream non sa ancora cosa sia l’arrampicata. È a partire dagli anni Ottanta che ‘Il Mago’ diventa lo spettacolare climber che non usa protezioni, salendo in free solo e privilegiando l’arrampicata su placca o sul verticale, piuttosto che sugli strapiombi, utilizzando appigli sempre più piccoli ed equilibri precari. Nel 1977 libera la via Cassin alla Torre Trieste (6c) e la via Bonatti al Grand Capucin, con gradi e protezioni molto dure per quel tempo. Nel 1978, in un mese, apre 28 vie, tra le quali la via Dei Piazaroi, sulla Cima della Madonna alle Pale di San Martino (7b), un’impresa unica per l’epoca. Lucertola Schizofrenica, sul Monte Totoga, è del 1979 (9 chiodi, fino al 6b) mentre scala Supermatita sul Sass Maor nel 1980 (7 chiodi, fino al 6b). In falesia sale tra i primi al mondo i gradi più alti: Il Mattino dei Maghi (7c+) nel 1981, sempre sul Monte Totoga, in Trentino-Alto Adige. Nel 1984 realizza la prima ripetizione della via Attraverso il pesce in Marmolada. Nel 1986 è il primo italiano a salire una via di difficoltà 8b con L’ultimo Movimento, sul Monte Totoga. Nel 1991 arriva l’8c con la prima salita di The Dream, in Val Noana. Continua a praticare il free solo fino all’8a con la via Masala Dosa sulla falesia di San Silvestro nel 1992: un avvenimento storico per quel periodo. La prima ascensione della via Nureyev al Sass Maor (8a) risale al 1993. Nel 1998 sale Appigli Ridicoli nella falesia del Baule, gradata prima 8b e poi 9a dopo la chiusura di due buchi artificiali avvenuta nel 2001. Ed è di nuovo 8c la ripetizione, nel 2001, della via di Rolando Larcher del 1992 L’Arte di Salire in Alto, a Celva. In montagna ha aperto e liberato vie lunghe di alta difficoltà come Cani Morti sulle Pale di San Martino con Riccardo Scarian nel 2004 e Solo per vecchi guerrieri sulle Vette Feltrine nel 2006. Scala il suo primo 9a, Bain de Sang, nella falesia svizzera di Saint-Loup, nel 2006, a 48 anni. Due anni dopo, sempre a Saint-Loup, sale la via Bimbaluna, gradata 9a+. Chioda e libera Eternit, la via nata dalla prosecuzione di O ce l’hai… o ne hai bisogno nella falesia del Baule, il 24 agosto 2009, a 51 anni. Il grado proposto è 9a. Ancora oggi, a 61 anni, continua ad arrampicare e i suoi ‘poteri’ a fare effetto su linee da paura. Nell’autunno del 2016 ha ripetuto, a 35 anni di distanza, la mitica via Il mattino dei maghi sul monte Totoga, riscuotendo grande ammirazione.

Riconoscimenti

Premio del Club Alpino Italiano – Genziana d’oro al miglior film di alpinismo o montagna, Premio Città di Imola e Premio Mario Bello al Trento Film Festival 2012 per il film Verticalmente démodé.

Libri

  • Nelle Pale di San Martino. Scalate scelte: Canali-Fradusta, Tognazza, Totoga, Bologna, Zanichelli, 1983.
  • Appigli ridicoli. Arrampicare nel Primiero, Brescia, Artigianelli, 1998.
  • In bilico… fra la storia e i racconti delle vie nelle falesie del Primiero, Trento, Osteria Taci cavallo Editing, 2013.
  • Eravamo immortali, Fabbri, 2018.

Filmografia

Verticalmente démodé, 2012, Regia di Davide Carrari, coautore e protagonista Maurizio Zanolla.

Curiosità

Mauro Corona ha detto di lui: «Qui c’è una vita sulla punta delle dita. Un capolavoro».

In montagna a volte per fare un passo avanti ne devi fare due indietro. Capita di aspettare un anno per progredire di qualche centimetro. Parlare di arrampicata in un mondo così frenetico è quasi anacronistico. Manolo

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2 Commenti

  1. Mi viene in mente Qualcuno, di cui non faccio il nome.Aveva iniziato l’alpinismo gradualmente..arrivando a gradi alti ma sempre in cordata o solitaria con autoassicurazione.Entro’ in quel” giro” di arrampicatori Dolomitici….(Quelli del Pordoi- editore VersanteSud) portando in alto il grado di abilita’ e di rischio .Purtroppo in free solo, usando esclusivamente le scarpette..precipito’…forse per rocce o erbacce umide dopo temporale estivo..localizzato ed imprevisto.
    Rimane il dubbio..forse ancor oggi, usando tutte le corde e nuovi dispositivi che vendeva in negozio, arrampicherebbe ancora su vie classiche di medio grado e i godrebbe la Famiglia e persino nipotini… e sarebbe comunque un punto di riferimento per i giovani di una piccola citta’.
    Manolo stesso, col senno dell’anzianita’, confessa di aver rischiato.Adesso per noi ammiratori va bene anche se continua col telemark e accompagnamento clienti in imprese e Istruttore in Corsi ,in veste di Guida Alpina,Scrittore e conferenziere, senza inflazionarsi troppo, anzi mantenendo un alone di riservatezza…ha realizzato i suoi momenti di immortalita’restando vivo.

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