Cronaca

Himalaya e Karakorum, “I popoli delle montagne hanno bisogno del nostro aiuto”

Un anno senza spedizioni himalayane, un anno in cui tutto si è fermato per far fronte alla dilagante pandemia da Coronavirus, che a oggi continua a mazzolare il mondo intero. Colpisce tutti allo stesso modo, ma non sempre. Ai piedi delle grandi montagne l’ha fatto in modo più severo. “Nelle valli dell’Hindu Kush, del Karakorum e dell’Himalaya, il Covid-19 ha lasciato un profondo segno nei cuori e nei corpi, portando paura e contagi”. Dal punto di vista sanitario il suo impatto è stato minore, grazie soprattutto alla giovane età della popolazione. A livello sociale ha invece messo in ginocchio un mondo che negli ultimi anni stava acquistando una sua autonomia.

A raccontarci la situazione sono l’Associazione Cuore Attivo Monterosa odv e l’Associazione  EvK2CNR, quest’ultima da anni presente sul territorio pakistano. “Il dramma è grave. Molto grave. Il boom di turisti interni pakistani che negli ultimi anni aveva portato respiro e denaro alle popolazioni locali, con un’impennata dalle 35mila presenze di 8 anni fa ai 2 milioni dello scorso anno, oggi è solo un ricordo.

Nel corso del 2020 gli ingressi turistici sono andati verso la rarefazione e non ci sono molte speranze di ripresa a breve termine. “Akram Mohammad Baig, presidente dell’Associazione dei tour operator di Gilgit-Baltistan (la regione montana che va da Gilgit a Skardu in Pakistan), racconta che le previsioni per la stagione parlavano di almeno 150 gruppi di turisti internazionali in arrivo. Il fatturato che ne sarebbe generato avrebbe sfiorato i 10 milioni di dollari”. Poi con il virus tutto è stato cancellato e quei proventi sono rimasti solamente sulla carta. Potremmo dire che siamo tutti sulla stessa barca, ma non sarebbe corretto.

“In questi territori la vita è già molto, molto dura. La popolazione vive in un fragile equilibrio che facilmente potrebbe trasformarsi in una drammatica tragedia”. A pagare le conseguenze maggiori sono i portatori, impiegati dai trek e dalle spedizioni, e tutto il personale dei servizi turistici, di pulizia, cucina e trasporto. Migliaia di famiglie destinate alla fame. “Noi che con loro abbiamo condiviso passione, gioia e fatica, non possiamo restare con le mani in mano: il duro destino di queste genti supplica il nostro intervento, nella forma di una solidarietà immediata e fattiva”. Per questo Cuore Attivo Monterosa odv ed EvK2CNR hanno deciso di organizzare nel prossimo mese di novembre una spedizione finalizzata all’acquisto di generi alimentari in Pakistan e al loro trasporto e distribuzione alla gente nei villaggi remoti delle regioni dell’Hindu Kush, del Karakorum e dell’Himalaya pakistani. Riso, lenticchie, farina, zucchero, olio e pochi altri generi essenziali.

“A noi e a voi questa gente chiede semplicemente di dare una mano. Fin dove potete e nella misura in cui vorrete, il ricavato verrà utilizzato per acquistare le derrate alimentari da distribuire  in Gilgit-Baltistan, la regione che ha al suo vertice il K2. E il risultato sarà immenso: molti bambini, molte mamme, gli anziani e i lavoratori oggi in difficoltà non solo avranno da mangiare, ma torneranno, anche grazie a voi, a sperare nel futuro”. Un piccolo aiuto per supportate un popolo che a noi, appassionati di montagna, ha dato tanto. Un segno di vicinanza in attesa che la buona stella torni a splendere sul nostro piccolo Pianeta permettendoci di ricominciare a camminare attraverso quegli scenari esotici, ai piedi delle grandi cattedrali della Terra.

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