Cronaca

Dal Sassolungo ai Sibillini, weekend di interventi delicati per il Soccorso Alpino

Nel corso del weekend il Soccorso Alpino e Speleologico ha dovuto affrontare molteplici interventi delicati su Alpi e Appennini. Purtroppo non sono mancate le vittime.

Climber precipita sul Sassolungo

Nel pomeriggio di sabato 19 settembre una climber è precipitata durante una ascesa su su Punta Grohmann, nel Gruppo del Sassolungo in Dolomiti.

La caduta della giovane altoatesina è stata fortunatamente arrestata dalla corda. In suo soccorso è giunto l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites, portando sul posto il medico d’urgenza. L’intervento di recupero è risultato particolarmente delicato, con 50 metri di verricello. La ragazza è stata ricoverata all’ospedale di Bolzano con serie ferite.

Escursionista perde la vita precipitando sul Pasubio

Un escursionista americano ventiquattrenne ha perso la vita nella giornata di sabato precipitando per oltre 150 metri dalla Strada delle Gallerie sul Pasubio. L’escursionista, che si trovava con un amico all’uscita della 23a galleria, per motivi da accertare ha perso l’equilibrio sul bordo della scarpata ed è caduto nel vuoto. Scattato l’allarme alle 11.45, partendo dalle coordinate del punto della caduta, l’elicottero di Verona emergenza ha effettuato una ricognizione e ha individuato il corpo in uno dei numerosi canali a 1.500 metri di quota.

È quindi volato al rendez vous con una squadra del Soccorso alpino di Schio, ha imbarcato un soccorritore in supporto alle operazioni e lo ha calato con un verricello di 30 metri assieme al tecnico di elisoccorso dell’equipaggio. Ottenuto il nulla osta per la rimozione, la salma ricomposta e imbarellata è stata recuperata sempre utilizzando il verricello per essere trasportata al Rifugio Balasso e affidata al carro funebre alla presenza dei Carabinieri. Gli altri soccorritori sono andati incontro al compagno del ragazzo, assistito da una coppia che aveva assistito all’incidente, per riaccompagnarlo a valle a Bocchetta Campiglia.

Frana sull’Agner. Alpinista finisce in un canale

Sabato mattina attorno alle 7.30 è scattato l’allarme per un alpinista che si era fatto male all’altezza del sesto tiro dello Spigolo nord dell’Agner. A.G., 23 anni, di Avio (TN), stava procedendo in conserva assieme al compagno di cordata sulla parte sommitale dello zoccolo quando, salito su un terrazzino, la roccia sotto di lui è franata sul pilastro sottostante facendolo ruzzolare per 35 metri dentro un piccolo canale a circa 1.500 metri di quota. Il Pelikan di Bolzano portatosi in zona ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Agordo, poi verricellato assieme al personale medico dell’eliambulanza in parete.

Dopo aver attrezzato un ancoraggio tra le pietre, i soccorritori si sono calati dall’infortunato, che aveva riportato diversi probabili traumi, tra i quali uno alla colonna. Stabilizzato il ragazzo è stato imbarcato e trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Belluno. Recuperato anche l’amico.

Recupero in notturna sulla Torre d’Ambiez

Due alpiniste sono state tratte in salvo nella notte tra sabato e domenica dal soccorso alpino trentino, incrodate sulla Torre d’Ambiez a una quota di circa 2.800 metri. Dopo un probabile errore di valutazione nella seconda calata in doppia si sono trovate in una posizione sfasata rispetto alla classica via di discesa. Non riuscendo più a proseguire in autonomia hanno pertanto chiamato i soccorsi verso le 20 di sera.

L’intervento è terminato dopo le 3 del mattino. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che, tuttavia, non ha potuto effettuare il recupero a causa della nebbia presente in quota.

Sette operatori della Stazione San Lorenzo in Banale sono saliti in jeep fino al rifugio Agostini e si sono messi in cammino per soccorrere le due alpiniste via terra, mentre i vigili del fuoco illuminavano la parete e il sentiero con una fotoelettrica dal rifugio Cacciatore. Una volta arrivati alla base della parete, i soccorritori hanno affrontato il primo tiro della via normale per poi attrezzare un traverso con una corda fissa di una decina di metri fino a raggiungere le due donne.

Le due alpiniste, incolumi, sono state messe in sicurezza e calate fino alla base della parete dove, nel frattempo, alcuni soccorritori avevano allestito una corda fissa per affrontare in sicurezza il tratto di roccette che dalla base della parete porta al sentiero. Infine, i soccorritori e le due alpiniste sono rientrati dal sentiero fino al rifugio Agostini.

Delicato recupero di due alpinisti in Marmolada

Alle 17.15 circa di domenica 20 settembre la Centrale del 118 è stata allertata da due alpinisti in difficoltà sulla parete sud della Marmolada. I due, un trentaseienne di Thiene (VI) e un ventiseienne di Schio (VI), erano stati investiti da pioggia e grandine a tre tiri dall’uscita della Via Tempi Moderni.

Purtroppo la nebbia alzatasi subito dopo il temporale non permetteva l’avvicinamento dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Non appena si è aperto un varco tra le nuvole verso le 18.40, il gestore del Rifugio Falier ha avvertito la Centrale operativa e l’eliambulanza è riuscita a portare a termine il recupero. I due rocciatori, che si erano calati fino a raggiungere una nicchia per cercare maggiore riparo, sono stati imbarcati dal tecnico di elisoccorso utilizzando un verricello di 70 metri e trasportati al Falier. Pronto a intervenire in supporto alle operazioni anche il Soccorso alpino della Val Pettorina.

Escursionista muore tra le montagne friulane

Il corpo di un escursionista precipitato sopra il rifugio Flaiban Pacherini, tra le Dolomiti Friulane, è stato recuperato sabato dall’elisoccorso con l’ausilio di un verricello sotto la parete nord ovest della Cima Val di Guerra a Forni di Sopra (UD). L’escursionista, padovano, stava salendo lungo la via normale con due compagni quando sarebbe scivolato su un tratto friabile, precipitando da una cinquantina di metri.

Incidente fatale sui Sibillini

Incidente fatale anche sui Sibillini, dove un escursionista è inciampato, battendo la testa su una roccia. L’uomo era impegnato in una escursione a Bolognola, in località Rio Sacro, in compagnia di tre amici. Sul posto si sono prontamente recati gli operatori dell’emergenza sanitaria del 118, il Soccorso alpino e i carabinieri forestali. Allertata in un primo momento anche l’eliambulanza, poi rientrata senza carico perché, purtroppo, nel frattempo il 60enne era morto e per lui non c’è stato nulla da fare.

Muore colpito da un masso nella Grotta della Poscola

Alle 11 di domenica 20 settembre circa il Soccorso speleologico di Vicenza è stato attivato a seguito della segnalazione al 118 di un uomo il cui amico era rimasto schiacciato da un masso nella Grotta della Poscola. Risaliti dal torrente per una escursione non speleologica, il chiamante era scivolato in acqua ed era andato alla macchina a cambiarsi dicendo al compagno di proseguire. Una volta tornato dopo una mezz’ora, non vedendolo sul greto era entrato nella grotta e, un centinaio di metri all’interno aveva visto prima lo zaino e poi il corpo esanime dell’amico, colpito alla testa da una grande lastra di roccia caduta dalla volta e spezzatasi in due.

Sul posto è subito arrivato il personale medico dell’ambulanza di Santorso, mentre sopraggiungevano i Vigili del fuoco e le squadre del Soccorso speleologico di Vicenza e Verona con due medici, di cui uno trasportato dall’elicottero di Treviso emergenza. Purtroppo è stato solo possibile constatare il decesso dell’uomo, F.C., 48 anni, di Rimini. La salma, ricomposta e imbarellata è stata trasportata all’esterno ed affidata al carro funebre. Presenti anche i Carabinieri.

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Un commento

  1. Leggo che ancora sulla Torre D’Ambiez sono state soccorse altre due persone innominate, ultimamente accade solo alle donne, queste ultime però perché hanno sbagliato la discesa.
    Magari adesso qualche influencer fa diventare questa torre “la torre maledetta”.
    A me piace di più “la torre che odia le donne”, perché è molto femminile. 🙂

    Ultimamente mi chiedo se l’alta professionalità ed efficienza degli uomini del soccorso alpino non favorisca troppo l’andar per monti degli “avventori giocondi”….. l’incidente grosso e imprevisto statisticamente prima o poi capita !
    Nessuno ci pensa ?

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