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Le montagne che riaprono, prove tecniche di libertà

Era l’11 marzo quando l’OMS dichiarava ufficialmente il Covid-19 una pandemia. I Paesi di tutto il Mondo, seguendo l’esempio della Cina e dell’Italia, iniziavano così a chiudere i propri confini, le attività economiche, ludiche e anche le montagne, simboli più alti della libertà dell’umanità. Dall’Europa, all’Asia, all’Africa fino alle Americhe venivano rese inaccessibili vette, intere catene montuose, parchi. L’invito era è quello di stare in casa.

Oggi, con il ritorno lento a una nuova normalità, anche le montagne hanno riaperto. Prima i sentieri grazie alla possibilità di tornare a fare attività motoria all’aperto, poi gli impianti e i rifugi. Certo, non è come prima e le regole di sicurezza dell’andare per terre alte che abbiamo imparato fin da bambini si sono arricchite di nuove consuetudini impostaci dal virus.

In Italia, come nel resto del Mondo.

E a riaprire sono anche le montagne più alte della Terra. Alpinisti e trekker possono tornare sul Kilimangiaro, come annuncia l’agenzia Madison Mountaeering informando che la Tanzania ha ufficialmente dato il via alla stagione senza prevedere alcuna quarantena per chi arriva. Così anche il Tetto del Sud America dove l’Aconcagua più essere nuovamente frequentata nel rispetto dei protocolli sanitari, quali il distanziamento sociale. Per rimanere sulle Seven Summits, sono tornate accessibili le vette dell’Elbrus e del Monte Bianco (sia per il versante francese, che italiano i rifugi devono essere prenotati).

Riaprono anche i parchi nazionali canadesi e statunitensi, come lo Yosemite Park, mecca delle big wall, sebbene con limitazioni sugli accessi e necessità di prenotazione. Accessibile anche il Parco nazionale del Denali con nuove modalità di accesso, sebbene la stagione alpinistica resti sospesa per tutto il 2020. Si tornerà a breve, secondo quanto previsto dal governo argentino settimana scorsa, a poter riammirare le guglie della Patagonia grazie a un programma di progressiva riapertura dei parchi nazionali tra cui il Parque Nacional Los Glaciares e El Chalten.

Tutte prove tecniche di normalità e di libertà che danno un po’ di speranza e ottimismo: il cielo in quota sta diventando terso all’orizzonte. A rimanere coperte dalle nuvole sono invece le vette delle grandi montagne della Terra: la stagione estiva in Karakorum sembra oramai persa e il nuovo aumento dei contagi in Pakistan sta facendo valutare la possibilità di un nuovo lockdown. E mentre il Nepal continua e estendere il proprio, la speranza è che si possa tornare in Himalaya in autunno, almeno da poter dare respiro a un turismo messo in ginocchio e alla popolazione ridotta alla fame.

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