Il futuro dell’alpeggio: in Trentino un corso per gestore e operatore di malga
In collaborazione con la Fondazione Mach, la PAT lancia un nuovo percorso per garantire la qualificazione professionale di chi opera in alpeggio.
Il 2026 è stato riconosciuto dall’ONU come Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, un tributo globale a chi, con il proprio lavoro, svolge una funzione di custode dell’integrità e della biodiversità degli ecosistemi montani. In questo anno così simbolico, la Provincia Autonoma di Trento e la Fondazione Edmund Mach (FEM) confermano il proprio impegno per la montagna, lanciando un’iniziativa che guarda al futuro strizzando l’occhio alla tradizione: il nuovo percorso formativo per gestore e operatore di malga.
Il futuro incerto dell’alpeggio
L’alpeggio oggi non è solo una tradizione da preservare, ma un’attività produttiva di qualità che si trova a fronteggiare gli effetti del clima in mutamento. Negli ultimi anni, complici le sempre più frequenti ondate di calore estive, i pastori hanno dovuto fare i conti con fioriture troppo anticipate, prati che ingialliscono precocemente e, soprattutto, una drastica riduzione della risorsa idrica, indispensabile per mantenere le mandrie e le greggi al pascolo.
Di fronte a queste sfide, la risposta non può che essere l’innovazione nelle pratiche. In alcune aree dell’arco alpino sono in corso progetti finalizzati alla ricerca di soluzioni che possano assicurare lo svolgimento delle attività d’alpeggio nonostante gli ostacoli posti dal clima. Un esempio è dato nelle Alpi Marittime dal progetto ACLIMO, che ha portato nel 2025 alla realizzazione di un “catalogo delle pratiche di adattamento” per far fronte alla siccità d’alta quota. In Trentino, la leva scelta per costruire resilienza è la formazione: dare ai malgari strumenti tecnici moderni significa permettere loro di governare con consapevolezza le complessità che il settore si trova oggi ad affrontare.
Gestori e operatori di malga: custodi del territorio montano
Presentata ufficialmente mercoledì 13 maggio presso la Sala del Capitolo della sede FEM a San Michele all’Adige (TN), l’iniziativa è promossa dall’assessore provinciale all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli, in collaborazione con gli esperti FEM. All’incontro sono intervenuti anche il presidente FEM Francesco Spagnolli, il dirigente del Centro Istruzione e Formazione Manuel Penasa, la responsabile agrifood di Trentino Marketing Elisabetta Nardelli e il dirigente generale dell’Umst Agricoltura Andrea Merz.
L’obiettivo del corso, come chiarito dall’assessore Zanotelli, è “sostenere il comparto zootecnico trentino attraverso la qualificazione professionale, garantendo non solo la continuità produttiva, ma anche la cura della montagna”. Il percorso mira a formare due figure: il gestore, con focus sulla sicurezza, e l’operatore di malga, dedito alle attività pratiche. Il presidente Spagnolli ha ribadito come la zootecnia sia “custode della biodiversità e del paesaggio montano”, e come la FEM supporti il settore dalla ricerca alla consulenza tecnica.
Il corso punta ad avvicinare i giovani a un mestiere complesso: dalla gestione del bestiame alla trasformazione del latte, fino al benessere animale. In prospettiva, il possesso di queste competenze potrà rappresentare un elemento premiale nell’accesso agli aiuti provinciali e nell’affidamento degli alpeggi.
Un apprendimento “sul campo” tra saperi antichi e marketing
L’architettura del corso non si limita alla teoria, ma punta su un modello di apprendimento esperienziale pensato per un pubblico trasversale: l’iniziativa si rivolge infatti sia a chi intende intraprendere questa attività da zero, sia a chi già opera negli alpeggi e necessita di strumenti adeguati per affrontare problematiche sempre più complesse. L’idea di fondo è quella di “abitare” la malga, fondendo il lavoro manuale e il rispetto dei ritmi naturali con le più moderne competenze gestionali. Il calendario didattico riflette questo approccio: dopo un primo passaggio cruciale sulla sicurezza, il cuore dell’esperienza si sposterà dal 7 al 12 settembre tra i pascoli di Malga Juribello per una settimana di pratica intensiva, seguita da un approfondimento tecnico presso le aule della FEM che si concluderà a inizio ottobre.
Ma gestire una malga oggi significa anche saperne comunicare il valore. Come sottolineato da Elisabetta Nardelli di Trentino Marketing, la zootecnia è un ingranaggio vitale che muove l’intera economia locale, fungendo da potente attrattore turistico. Non a caso, il corso si inserisce in un mosaico di azioni più ampio: dal Tavolo strategico per la reputazione del settore lattiero-caseario al rilancio del Marchio Qualità Trentino, passando per progetti specifici come la formazione dei casari e le campagne di sensibilizzazione sul consumo del latte crudo.
Come partecipare
Per chi desidera intraprendere questo percorso di formazione, la finestra per le candidature si è aperta ufficialmente, giovedì 14 maggio, e resterà attiva fino al 14 giugno 2026. La procedura è interamente digitale, tramite il portale www.fmach.it. Per assicurare un rapporto diretto con i docenti e un’assistenza tecnica di alta qualità, la classe sarà composta da un piccolo nucleo di professionisti: il corso scatterà con almeno 6 iscritti e si fermerà a un tetto massimo di 20 partecipanti.


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