Cronaca

Rifugio Marinelli senza gestore. Il CAI Udine cerca soluzione d’emergenza

Dopo cinquant’anni di gestione della famiglia Tamussin, il rifugio più alto del Friuli Venezia Giulia rischia di iniziare la stagione senza un nuovo gestore. Il candidato individuato ha rinunciato dopo un sopralluogo, parlando di locali “fuori norma”. La Società Alpina Friulana lavora ora a una soluzione d’emergenza.

A pochi giorni dall’avvio della stagione estiva, il futuro del Rifugio Giovanni e Olinto Marinelli resta incerto. La storica struttura situata a 2122 metri di quota ai piedi del Monte Coglians, la cima più alta del Friuli Venezia Giulia, è infatti senza gestore dopo che il candidato individuato dalla Società Alpina Friulana (SAF) (sezione CAI di Udine), proprietaria del rifugio, ha deciso di ritirarsi dall’incarico.

La vicenda arriva pochi mesi dopo la conclusione di una lunga storia di famiglia. Al termine della stagione 2025, Caterina Tamussin aveva annunciato la fine di un’esperienza durata mezzo secolo. Dal 1975 la famiglia Tamussin ha rappresentato il volto del Marinelli, trasformandolo in uno dei rifugi più apprezzati e frequentati delle Alpi Carniche. In un lungo messaggio pubblicato sui social, Tamussin aveva salutato il rifugio definendolo “la mia casa” e ripercorrendo cinquant’anni di stagioni vissute sotto il Coglians, tra fatiche, amicizie e accoglienza.

Per individuare i nuovi gestori, la SAF aveva pubblicato all’inizio del 2026 una manifestazione di interesse per l’affidamento della struttura nel periodo 2026-2031. Nell’avviso si sottolineava come il Marinelli fosse una realtà già consolidata, con un importante afflusso di visitatori e oggetto negli anni di investimenti strutturali e funzionali.

Tra le quindici candidature ricevute, la SAF aveva selezionato tre profili ritenuti particolarmente adatti. La scelta sembrava essere ricaduta su Simone Gonano, rifugista già noto in Friuli Venezia Giulia per le esperienze al rifugio F.lli De Gasperi e al rifugio escursionistico Pian dei Ciclamini. Tuttavia, dopo il sopralluogo, Gonano ha deciso di rinunciare.

Intervistato da L’AltraMontagna, il gestore ha spiegato di aver trovato “i locali del tutto fuori norma, soprattutto quelli di cucina e bar”. Secondo il suo racconto, il contratto gli avrebbe attribuito la piena responsabilità della struttura e delle sue conformità, circostanza che lo ha spinto a fare un passo indietro prima della firma.

Dal canto suo, la Società Alpina Friulana conferma la rinuncia del candidato e ammette le difficoltà legate ai tempi ormai stretti. Il presidente della SAF, sempre a L’AltraMontagna, ha spiegato che la scelta era già stata effettuata e che ora occorre ripartire da zero per individuare una nuova soluzione gestionale, con l’apertura estiva ormai alle porte.

La situazione preoccupa molti frequentatori delle Alpi Carniche. Il Marinelli non è infatti un rifugio qualunque: costruito nel 1902 e dedicato a Giovanni Marinelli, geografo e primo presidente della Società Alpina Friulana, rappresenta uno dei principali punti di accesso al Monte Coglians e alle numerose escursioni dell’area. Con i suoi 50 posti letto e la posizione panoramica sulla Forcella Moraret, è da decenni uno dei rifugi più frequentati della regione.

L’eventuale mancata apertura avrebbe inoltre un peso particolare per il territorio. Sul massiccio del Coglians è infatti già indisponibile il rifugio Lambertenghi-Romanin, chiuso per lavori, lasciando uno dei comprensori escursionistici più frequentati della Carnia privo dei suoi principali punti di appoggio.

Nelle prossime settimane la SAF tenterà di individuare una soluzione che consenta almeno un’apertura parziale o temporanea della struttura.

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