Rifugi

Uncem chiede al Governo la riapertura dei rifugi di montagna

Dal 18 maggio riaprono i rifugi abruzzesi e delle Grigne

L’Uncem scende in campo a sostegno della riapertura dei rifugi, in accordo con i Comuni e le Associazioni italiane dei Rifugisti, inviando al Governo la richiesta di sbloccare le aperture delle strutture e definire un percorso verso la stagione estiva.

L’elemento su cui l’Unione dei Comuni e Comunità Montane invita i Ministri Boccia, Franceschini e Patuanelli a riflettere è il duplice ruolo svolto dai rifugi, alpini ed escursionistici. Generalmente classificati come “rifugi di montagna” e associati al codice Ateco 55.20.3. “Nella realtà delle piccole comunità alpine – afferma il Presidente Nazionale Uncem Marco Bussone – sono, insieme ad altre strutture di tipo extra alberghiero, molto spesso sostitutivi degli alberghi. I rifugi pertanto si trovano a offrire servizi di ospitalità anche per motivi di lavoro. Come è riconosciuto in questo particolare momento agli alberghi. Fornendo anche servizio di ristorazione al pubblico sono anche equiparati ai ristoranti (codice Ateco 56.) ai quali è concesso, sempre in questo momento, offrire servizio di asporto”.

Da cui la richiesta di consentire l’inserimento dei rifugi tra i codici attivi non con fini turistici, ma esattamente con le stesse modalità operative di alberghi e ristoranti. Allo scopo ultimo di poter consentire l’offerta di servizi di take-away e ospitalità.

“Questa azione comunque non vedrà come conseguenza l’apertura indiscriminata di tutti i rifugi – chiarisce Guido Rocci, Presidente Agrap, Associazione dei Rifugisti del Piemonte -. Ma di quella parte che pensa di poter offrire un servizio ragionevole e responsabile adatto alle circostanze contingenti o richieste”.

Dal 18 maggio Fase 2 per i rifugi d’Abruzzo e delle Grigne

Se da un lato si cerca dunque di accelerare l’avvio di una nuova stagione post Covid per i rifugi, diventa al contempo essenziale preparare adeguatamente la clientela, per limitare il rischio contagio in quelle che, di fatto, sono da sempre strutture di ritrovo e convivialità.

A tal proposito è da segnalare l’iniziativa dei rifugi delle Grigne, pronti a riaprire i battenti già dal 18 maggio. Ma con delle regole ben precise stilate dai rifugisti in accordo con i sindaci del territorio, la Comunità montana e il Parco regionale della Grigna settentrionale.

Le 6 regole dei rifugi di Lecco

Sono 6 le regole che si richiede a tutti gli escursionisti di rispettare:

  1. E’ obbligatorio avere con sé la mascherina idonea, il gel disinfettante e i guanti monouso sono invece vivamente consigliati.
  2. Sul sentiero non camminare con la mascherina indossata ma mantieni sempre la distanza di almeno 5 metri. Quando incroci delle persone indossa invece la mascherina. Se possibile, fermati, scostati e attendi di venire oltrepassato. Riprendi il cammino solo quando l’altro escursionista si è allontanato di almeno due metri.
  3. Se percorri un sentiero attrezzato con funi, catene, pioli, ecc.. è buona norma indossare dei guanti monouso. Oppure disinfettarsi le mani con un gel disinfettante prima e dopo. E comunque evitare di toccarsi naso, bocca e occhi con le mani.
  4. Se la tua meta è un rifugio, telefona per informarti sulla disponibilità di posti. Il gestore ti informerà su eventuali affollamenti. In rifugio si accede solo se equipaggiati con dispositivi di protezione individuale. E comunque l’accesso è subordinato alle regole imposte dal gestore che può anche segnalare alle autorità competenti eventuali comportamenti anomali anche nelle aree circostanti.
  5. I rifiuti vanno sempre portati a casa. Un rifiuto abbandonato è pericoloso e può essere un veicolo di contagio.
  6. Il Soccorso alpino è operativo al numero 112. I soccorritori vanno considerati personale sanitario a tutti gli effetti e quindi vanno protetti il più possibile dai rischi di eventuale contagio.

Inoltre verranno affissi sulle bacheche informative presenti sul territorio, all’ingresso dei sentieri, nei bivi e nei punti di maggior passaggio, cartelli esplicativi contenenti tali regole. Espresse in maniera chiara, con una grafica che ricorderà la segnaletica escursionistica. Ogni cartello sarà dotato di un codice QR scansionabile con il proprio smartphone che rimanderà a una pagina web informativa.

Abruzzo: si riapre con cautela

Medesima decisione di avviare la Fase 2 dal 18 maggio viene seguita dalla Regione Abruzzo, che con una nuova ordinanza, consente ufficialmente la riapertura dei rifugi, con cautela. Si raccomanda infatti “di seguire le indicazioni presenti e future del Collegio regionale delle Guide Alpine al fine, anche, di programmare le attività favorendo quelle di una sola giornata con possibile utilizzo dei rifugi custoditi usando il servizio di ristoro. Meglio se all’aperto, secondo le norme di distanziamento sociale”.

Cogliamo l’occasione per ricordare che, al contrario dei rifugi, per la riapertura dei quali sul territorio nazionale si lavorerà alacremente, saranno da considerarsi inagibili fino al termine dell’emergenza coronavirus tutti i bivacchi CAI.

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2 Commenti

  1. Ora scopriamo che nella corsa a chi ce l’ha più lungo (il distanziamento) vince, per ora, il gruppo delle Grigne con 5 (cinque) mt. Rimaniamo in trepida attesa del parere dei comitati scientifici dei rifugisti di altre regioni montuose sul distanziamento da tenere nei “loro” territori.

  2. Già che ci siamo, magari nasce UNCRITUM-PAM l’unione italiana per la chiusura dei rifugi turistici montani e la promozione alberghiera di montagna.

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