Film

“La montagna a casa”. Una settimana tra i segreti di vette e falesie

Una settimana alla scoperta dei segreti di vette e falesie quella proposta nell’ambito della rassegna cinematografica “La montagna a casa”. Iniziativa del Club alpino italiano promossa in collaborazione con Sondrio Festival – Mostra internazionale dei documentari sui parchi, Parco Nazionale dello Stelvio e Museo Nazionale della Montagna di Torino. Primo appuntamento questa sera alle ore 21.00 con Cosa c’è sotto le nuvole, seguito alle 21.30 da una seconda pellicola, “Microcosmo Alta Murgia”.

Un programma intenso quello definito per i prossimi giorni, che ci porterà virtualmente in quota, consentendoci di sognare in compagnia di protagonisti del mondo dell’alpinismo e dell’arrampicata del passato e del presente. Nomi quali Ilio De Biasio, Riccardo Cassin, Marco Ballerini, Angelika Rainer Alfredo Corti.

Ricordiamo che tutti i titoli in programma saranno disponibili sul canale Youtube del CAI in prima visione, a partire dalle ore 21.00 del giorno indicato e fino a trenta minuti dopo la fine del film. E il giorno successivo in replica a partire dalle ore 17:30, fino a trenta minuti dopo la conclusione.

“Cosa c’è sotto le nuvole”

Martedì 28 aprile alle 21.00 –  Regia: Alberto Grossi (Italia, 2004, 16’)

Le Alpi Apuane, note in tutto il mondo per i marmi che da esse vengono estratti, sono quotidianamente aggredite in maniera indiscriminata e senza precedenti. In Cosa c’è sotto le nuvole emerge il cambiamento in atto nelle cave, dove spariscono le montagne, i mestieri, le storie e le tradizioni locali, e quei sentieri sui quali si è sviluppata la storia di questi luoghi.

“Microcosmo Alta Murgia”

Martedì 28 aprile alle 21.30 – Regia: Eugenio Manghi, Annalisa Losacco, Eugenio Balestrazzi (Italia, 2019, 22’)

La vastità del Parco Nazionale dell’Alta Murgia nasconde un mondo sconosciuto fatto di piccoli esseri viventi: dalle delicate orchidee ai piccoli insetti e invertebrati che lo popolano. Un caleidoscopio naturale filmato con tecniche speciali di ripresa macro ad altissima velocità e micro-movimenti di camera.

“Prese libere”

Mercoledì 29 aprile alle 21.00 – Regia:  Nicoletta Favaron (Italia, 2015, 50’)

Con le testimonianze di Giovanni Ratti, Marco Ballerini, Stefano Alippi, Luca Passini, Delfino Formenti, Don Agostino Butturini (fondatore del Gruppo Condor), Tono Cassin, Norberto Riva e Martina Frigerio. Con la partecipazione straordinaria di Angelika Rainer.

Marco Ballerini, protagonista del film, accompagnerà 3 giovani climber (Simone Tentori, Anna Aldè e Maria Ballerini) in un “viaggio” alla scoperta di alcune delle più belle falesie del territorio lecchese. Incontreranno i personaggi che di quei “giardini di pietra” hanno scritto la storia e racconteranno loro aneddoti e curiosità rendendo questo mondo affascinante anche ai non “addetti ai lavori”. Una sorta di incontro generazionale e di “viaggio” tra le falesie lecchesi.

“Il primo amore non si scorda mai”

Giovedì 30 aprile alle 21.00 – Regia: Chiara Brambilla (Italia, 2019, 15’)

Il primo amore non si scorda mai è un omaggio a Riccardo Cassin e alla sua amata Grignetta, raccontata attraverso gli splendidi archivi della Cineteca del CAI (girati fra gli altri dallo stesso Cassin, da Carlo Mauri e Fosco Maraini). Il film traccia le memorie di Cassin e racconta la Grignetta ancora inesplorata degli anni Venti, fino al primo dopoguerra.

“Alfredo Corti. Alpinista, fotografo, scienziato”

Giovedì 30 aprile alle 21.30 – Regia: Andrea Frigerio (Italia, 2012, 22’)

Alfredo Corti (1880-1973) nel documentare i principali momenti della storia alpinistica valtellinese d’inizio Novecento documentò, con rara precisione, luoghi e personaggi delle sue montagne, che fotografò prima con il banco ottico 13 x 18, poi con la macchina fotografica 9 x 12, e infine nel futurista formato stereoscopico 6 x 12. Dopo 50 anni il suo archivio fotografico, grazie a un lascito dei suoi figli alla Sezione Valtellinese del Club Alpino Italiano, torna oggi alla luce.

Durante il lavoro di catalogazione e digitalizzazione del ricco materiale, è maturata l’idea di far “raccontare” le foto, e le persone ritratte, a un testimone di eccezione, il figlio Linneo, da tutti conosciuto come Nello, che sovente accompagnava nelle escursioni e scalate il padre. Così, attraverso i ricordi del figlio Nello, all’epoca del film splendido novantenne, raccolta da Jacopo Merizzi e Lucia Foppoli nella sua casa romana, nel film è tratteggiata la poliedrica figura di Alfredo Corti.

“La montagna di Ilio”

Venerdì 1 maggio alle 21.00 – Regia: Michele Coppari e Francesca Zannoni (Italia, 2017, 42’)

Con le testimonianze di Ilio De Biasio, Ettore De Biasio, Silvio De Biasio, Andy De Biasio, Giacomo Lazzarini, Toni Zuech, Ivo Ferrari, Valter Bellenzier. Le Pale di San Lucano, nelle Dolomiti Bellunesi, sono montagne selvagge, incredibili. Eppure nascoste, come questa storia. La storia di Ilio De Biasio, alpinista di Cencenighe Agordino, dei suoi fratelli e dei suoi amici. Una storia di esplorazione e amicizia, di avventura e amore per queste montagne.

“L’avvoltoio barbuto”

Sabato 2 maggio alle 21.00 – Regia: Manuel Mateo Lajarin (Spagna, 2019, 50’)

Titolo originale: “Quebrantahuesos – Las barbas del viento”. L’avvoltoio barbuto è il re incontrastato dei cieli sopra i Pirenei e non necessita di correnti d’aria per lanciarsi in volo, riuscendo a navigare i cieli anche nelle condizioni più avverse. Le immagini di questo documentario, mai viste prima d’ora, dimostrano la forza e determinazione di questo avvoltoio persino durante le tempeste di neve. Grazie alle opere di salvaguardia nei suoi confronti, è sempre più frequente e facile avvistare e ammirare il suo volo agile, il suo maestoso profilo, la sua barbetta caratteristica e il suo sguardo penetrante. Questo documentario rende omaggio al volo dei gipeti, le “barbe” del vento.

“Stelvio, un Parco che vive”

Domenica 3 maggio alle 21.00 – Regia e fotografia: Giovanni Peretti (Italia, 2014, 43’)

Con la partecipazione di Marta e Nathan Murphy. Il Parco Nazionale dello Stelvio è uno dei più storici ed estesi Parchi Nazionali italiani, costituito nel 1935 si estende su una superficie di più di 130.000 ettari. Una potenza naturalistica, ed anche una indiscussa potenzialità turistica, che è nata e vissuta a cavallo di due culture diverse e che, forse per questo, non è mai riuscita veramente a decollare. Nel film è il Parco stesso che “parla”, in prima persona, raccontando soggettivamente la “sua” storia, accompagnato da una voce narrante femminile che ne descrive le peculiarità scientifiche e divulgative e che ne propone le potenzialità, anche inserite in un contesto europeo.

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Un commento

  1. E’meglio montagna a casa O casa in montagna?e’ meglioun O nondisgiuntivo che puo’essere anche E.
    In Veneto da oggi potrei andare nella seconda casa montana a controllare e fare manutenzione.Scelgo Cortina tanto nelle illusioni meglio abbondare…ma anche Agordino..ha un suo fascino.

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