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Valanghe e black out sulle Alpi sommerse di neve

L’anticipo di inverno che ha investito le Alpi nel weekend ha decisamente lasciato il segno. Se i primi fiocchi di neve caduti tra giovedì e venerdì hanno portato a tirar fuori le fotocamere, gli scarponi da neve e gli sci, nel giubilo collettivo, dopo le prime 24 ore si è compreso che la situazione stesse sfuggendo di mano. In particolar modo sono state le regioni di Nord-Est a pagare le maggiori conseguenze.

Una grande valanga in Val Martello

Le intense nevicate in Alto Adige hanno portato al distacco di slavine e valanghe. Nella giornata di ieri è diventato virale sul web il video della ingente valanga che ha investito la Val Martello (BZ), dove la massa di neve è scivolata lungo le vie centrali di Martello, trascinando con sé alberi e detriti.

La valle risulta al momento isolata e nelle frazioni Martello di dentro e Selva (Waldberg) non vi sono né elettricità, né linea telefonica. 80 le persone coinvolte nelle operazioni di emergenza e soccorso, per le quali è stato chiesto l’equipaggiamento adeguato al Corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano.

Il sindaco di Martello, Georg Altstätter, ha raccontato così l’accaduto al Corriere Quotidiano: “La valanga Eberhöfer nonostante i numerosi investimenti effettuati negli ultimi anni, si è staccata alle ore 8.33, partendo da un’altitudine di circa 2.400 metri e arrestandosi a quota 1.200 metri. La slavina ha sfiorato il paese, due case sono state parzialmente danneggiate ma fortunatamente non vi sono stati feriti”.

Numerose le case situate nella zona di maggior rischio che sono state evacuate, ospitando gli abitanti nella palestra del paese.

Alle 9.28 di domenica una seconda valanga è scesa verso valle sul lato destro orografico nella frazione di Transacqua (Ennewasser). Fortunatamente senza feriti né danni.

“In alta montagna si sono accumulati circa 2 metri di neve fresca – prosegue il sindaco – e già venerdì scorso sono state chiuse le strade dopo aver attivato la Centrale di protezione civile comunale e la commissione di protezione dalle valanghe”.

Alto rischio di slavine

I metri di neve caduti diventano ora fonte di rischio slavine con il previsto innalzamento delle temperature. In Valle Camonica è stato già disposto l’utilizzo della campana anti-valanghe: la cosiddetta DaisyBell, che viene trasportata mediante un lungo cavo tramite elicottero in quota e avvicinata alla zona su cui intervenire. A distanza viene fatta detonare una miscela alloggiata nel cono aperto della campana, composta da idrogeno e ossigeno. Le vibrazioni stimolano una valanga indotta e controllabile.

Interruzione di corrente elettrica

Lungo l’arco alpino ma anche nel nord dell’Appennino sono stati numerosi i black-out. Particolarmente grave la situazione nelle valli del Piemonte, dove il ripristino della corrente è andato molto a rilento, suscitando la reazione dell’Uncem.

Ritengo gravissimo che l’energia elettrica nelle valli alpine e appenniniche, in particolare in diverse zone delle Alpi, dopo le nevicate dei giorni scorsi, non sia stata ancora ovunque ripristinata – afferma il Presidente Nazionale Marco Bussone – Sono in contatto con Enel e so gli sforzi che si stanno facendo, con centinaia di uomini al lavoro sulle linee, e con la posa di generatori. I loro responsabili relazioni istituzionali sono in continuo contatto con i Sindaci. Il problema non è però solo questo, non sono gli interventi post-emergenza. Bensì quanto non è stato fatto prima, negli ultimi dieci anni e negli ultimi dieci mesi, pesa enormemente. Le linee in montagna vanno interrate e maggiormente manutenute. Il livello di ordinaria manutenzione è troppo bassa. Uncem lo aveva detto già dieci anni fa, quando aveva anche fatto un esposto contro Enel e gli operatori di telefonia mobile per interruzione di pubblico servizio. Occorrono maggiori presidi del Concessionario delle reti, che devono essere presenti nelle valli montane con più uomini. E poi occorre un piano massivo per l’interramento delle linee aree, bassa, media e alta tensione“.

Persone anziane e non nelle ultime ore hanno avuto bisogno di particolare assistenza, in Alta Langa e nelle Valli di Lanzo in particolare, non avendo energia per stufe e riscaldamento”, prosegue Bussone.

“È molto grave che i Sindaci, con grande costante impegno e determinazione, siano stati costretti anche a dover portare loro concittadini in alberghi di paesi vicini, o almeno a valutarne la possibilità. Ho informato il Ministro Demicheli, il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e chiederò come Uncem ai Prefetti di Cuneo e Torino un urgente incontro con tutti i Sindaci e gli Amministratori, oltre che con Enel e Terna. Per chiarire responsabilità, anche con l’Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, e per cercare di evitare che quanto successo possa ripetersi in occasione delle prossime nevicate“.

Danni alla funivia di Oropa

Nel Biellese la neve ha danneggiato la funivia che da Oropa sale al Lago del Mucrone, a 1.900 metri di quota. I tecnici sono stati costretti a fermare l’impianto a causa del danneggiamento di un componente meccanico nella stazione a monte. Appena possibile si è provveduto a smontare il pezzo, decisamente ingombrante, trasportandolo a valle con un gatto delle nevi. Problema secondario è stato dunque il danneggiamento della pista Busancano a causa del passaggio dei cingoli. Nel corso della settimana si assicura che il componente venga sostituito così da riaprire l’impianto il prossimo weekend.

La neve dà tregua ma la pioggia non si ferma

Al momento la neve sta dando una tregua alle montagne italiane ma la pioggia non accenna a placarsi. Nuove perturbazioni sono previste per i prossimi giorni, con grande rischio di esondazione per i fiumi sotto osservazione da giorni, in particolare tra Toscana, Veneto e Emilia Romagna.

Quella che potremmo definire una finestra meteo di bel tempo, molto rapida e illusoria, dovrebbe secondo le previsioni verificarsi tra mercoledì e giovedì. Sarà per certo una nuova settimana di intenso lavoro per la Protezione Civile, cui va il nostro plauso.

 

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