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Il graupel, la “strana” neve che sembra grandine

L’inverno sembra finalmente arrivato sullo Stivale. Nei giorni scorsi la neve è tornata a cadere, dopo settimane di attesa, imbiancando Alpi e Appennini. Non solo neve. La perturbazione di passaggio sulla Penisola ha portato alle quote più basse a precipitazioni a carattere temporalesco, complici i contrasti termici fra l’aria fredda in arrivo, e quella mite che ne viene bruscamente scalzata. In alcune zone si è assistito alla caduta dal cielo, oltre che di pioggia, di una sorta di grandine. “Una sorta” in quanto la grandine rappresenta un fenomeno tipicamente estivo. Si tratta dunque di una grandine “fuori stagione” o di qualcos’altro? La risposta è nel graupel.

Il graupel o neve tonda

Graupel è il termine riconosciuto in ambito internazionale per quella che comunemente viene chiamata neve tonda o snow pellet, termine che può determinare confusione. Il meteorologo di Geo Filippo Thiery, ha condiviso in un post FB la seguente spiegazione del fenomeno, che prendiamo in prestito: “il graupel è una precipitazione solida di tipo granulare, che avviene quando i cristalli di neve, durante i moti di saliscendi all’interno dei corpi nuvolosi ad elevato sviluppo verticale (accade, quindi, durante precipitazioni a carattere di rovescio o a maggior ragione di temporale, ma in regime di temperature dichiaratamente invernali), subiscono processi di arrotondamento ed accrescimento a causa della collisione e conseguente adesione da parte di goccioline di acqua allo stato sopraffuso (cioè allo stato liquido nonostante temperature inferiori allo zero) che danno luogo a processi di brinata (ovvero congelano all’istante a contatto con il cristallo di neve, rivestendolo di una crosta ghiacciata).”

Invece la grandine…

Della grandine abbiamo già avuto il piacere di parlare con Filippo Thiery nel periodo tipico della grandine, ovvero l’estate: “Nella parte alta della nube temporalesca, quella più fredda, sono presenti germi di ghiaccio, che scendendo per gravità all’interno della nube incontrano goccioline di acqua sopraffusa, che persistono allo stato liquido nonostante le temperature sotto lo zero. Il contatto tra germi di ghiaccio e goccioline fa sì che quest’acqua, che si trova in una forma altamente instabile, congeli all’istante. I germi così si accrescono diventando chicchi che, nell’attraversare gli strati della nube, diventano sempre più grandi man mano che incontrano altra acqua sopraffusa. A volte, venendo riagganciati da correnti ascensionali, possono essere riportati verso l’alto e poi scendere nuovamente verso il basso, e in questo sali scendi finiscono per accrescersi ancora di più. Quando le correnti ascensionali non riescono più a tenerli in sospensione perché sono diventati troppo grandi, precipitano e danno luogo alla grandine.”

Graupel e grandine sono dunque entrambe precipitazioni solide legate a fenomeni temporaleschi. Anche se per distinguerli tra loro in maniera certa è necessario analizzare come siano fatti i granuli (ci torneremo a breve), anche il periodo dell’anno in cui si verificano è indicativo. In inverno è più probabile che si tratti di graupel, invece la grandine, pur potendosi verificare tutto l’anno, è tipica della stagione estiva.

Come si riconosce il graupel?

Chiarito il meccanismo fisico sotteso alla formazione del graupel, andiamo a comprendere come si possa distinguere agevolmente questa particolare precipitazione dalla neve e dalla grandine, senza essere esperti.

Come spiega Thiery, il graupel si manifesta come “una precipitazione ben diversa dai soffici fiocchi di neve, visto che i granelli hanno la crosta esterna dura e rimbalzano“. Al contempo sono anche molto diversi dalla grandine, che è “completamente dura”. I granelli di graupel risultano infatti friabili e comprimibili, simili al polistirolo. A voler essere precisi, conclude l’esperto, i granelli sono molto simili “ai cioccolatini della pubblicità, quelli col cuore morbido (i cristalli di neve all’interno) e l’involucro croccante (il ghiaccio dato dalle goccioline che sono brinate tutto attorno).”

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