Alpinismo

Torre: Maestri non arrivò in vetta, parola di Messner

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FUNES, Bolzano — "La storia dell’alpinismo è una cosa seria e abbiamo il dovere di dire le cose come stanno. Il primo uomo a raggiungere la cima del Cerro Torre non è stato Cesare Maestri, è stato il lecchese Casimiro Ferrari, con la spedizione dei Ragni del 1974". Questa la clamorosa dichiarazione di Reinhold Messner che ha appena pubblicato un libro sul "Grido di Pietra". A stretto giro la risposta di Maestri: "Messner? Mi hanno riferito le sue dichiarazioni, ma non le leggerò".

Sono passati 50 anni dalla famosa salita al Torre di Cesare Maestri, ma le polemiche, accesesi all’indomani di quel 31 gennaio 1959, sono tutt’altro che finite. Questa volta a riaprire il dibattito sulla contestatissima prima ascensione è nientemeno che il "re degli ottomila", Reinhold Messner, che ha pubblicato un intero volume sulla vicenda, pronto al lancio in libreria.
 
L’alpinista di Funes presenterà il libro "Cerro Torre, la montagna impossibile" il prossimo 30 aprile durante il Trento FilmFestival, dove in quello stesso giorno è prevista una serata dedicata alla magica montagna patagonica.
 
A scatenare la bagarre è stata però un’intervista apparsa pochi giorni fa sul quotidiano Alto Adige, nella quale Messner espone la sua tesi e accusa Maestri, "prove alla mano", di non essere mai arrivato in cima.
 
Secondo Messner il primo salitore del Torre non è stato Maestri ma Casimiro Ferrari nel 1974: "Maestri – racconta al giornale – non raggiunse la vetta del Torre nè nel 1959 con Toni Egger, nè nella seconda spedizione, quella famosa del compressore. E questo per sua stessa ammissione. Bisogna avere l’onestà intellettuale di dirlo".
 
"E’ la prima volta che scrivo di qualcosa di cui non ho esperienza diretta, ma di cui conosco tutto o quasi. Sono infatti quasi quarant’anni che mi occupo delle faccende del Cerro Torre e delle polemiche sulle due spedizioni di Maestri – continua l’altoatesino nell’intervista -. Nel libro dimostro, prove alla mano, come si fa in tribunale, che Maestri e Egger non raggiunsero la cima del Torre nel 1959. Per quanto riguarda la seconda salita è stato lo stesso Maestri ad ammetterlo. Quando gli chiesi se aveva raggiunto la cima, mi rispose con grande sincerità che per lui ‘la montagna finisce dove finisce la roccia’. Il problema è che il Torre è sovrastato da un fungo di ghiaccio".
 
La replica di Maestri non si è fatta attendere, sempre sullo stesso giornale. "Messner? Mi hanno riferito, non ho letto le sue dichiarazioni – ha dichiarato -. E non le leggerò". Parole amare, che mettono in forse la partecipazione dell’alpinista trentino alla serata del FilmFestival del 30 aprile. "Non ho ancora deciso – dice infatti -. Sono ferito: non so se sarò in grado di reggere il peso dell’emozione".
 
Molti alpinisti, e non, hanno provato durante questi 50 anni a contestare la salita di Maestri. Per primo Jim Donini, tra i 3 americani che per primi salirono la Torre Egger nel 1976, il quale dichiara di non aver trovato traccia del passaggio di Maestri e Egger nemmeno fino al Colle della Conquista. Fino a Ermanno Salvaterra che pochi anni fa è tornato dalla via della prima salita del ’59 sulla parete nord, dichiarando che Maestri non era mai salito perchè non ne ha trovato traccia.
 
Grande quindi nel mondo dell’alpinismo la curiosità di scoprire quali sono le prove raccolte da Messner, che pure al Torre non è mai stato.
 
Riflettori puntati dunque per l’incontro di Trento dedicato al "Grido di Pietra". Sul palco ci sarà sicuramente Maurizio Nichetti, direttore del Festival, mentre non è ancora chiaro in che modo parteciperanno gli alpinisti invitati alla serata e che sul Torre hanno scritto pagine di storia dell’alpinismo. Non resta dunque che constatarlo di persona. Montagna.tv sarà infatti presente all’evento, per raccontarvi tutto con uno "speciale Torre". 
 
Valentina d’Angella

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